Inter Milan
·11. Mai 2026
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·11. Mai 2026
Vola, la capolista vola. E l'amore dei tifosi nerazzurri per i Campioni d'Italia non conosce confini, invade le strade di Roma. E sarà così anche mercoledì, il giorno di un altro Lazio-Inter, il giorno della finale di Coppa Italia. Eppure questo sabato di primavera non è stato snobbato da nessuno, tantomeno da un'Inter famelica, condotta dal suo capitano. Il gol di Lautaro in avvio è stato il chiaro segnale: l'Inter campione d'Italia continua a volare, a macinare gol e punti, trasferte vittoriose, tutto. Bella vittoria, mai in discussione, contro una Lazio che sì, forse ha pensato più alla finale, ma che ha provato a reagire quando sotto 0-2 e in 10, ha avuto un moto d'orgoglio. Impossibile però scalfire le certezze dei ragazzi di Chivu, famelici e concentrati, forti su tutti i palloni, capaci di giocare bene e di trascinare - e farsi trascinare - dal rumore della gente nerazzurra, che ha davvero colorato coi nostri colori Roma e l'Olimpico. In attesa di un'altra notte romana.
LA PARTITA Inter Campione, entusiasmo e gambe sciolte. C'è una finale mercoledì e Chivu lavora anche in quel senso. Lautaro e Thuram tornano in coppia davanti, come in Inter-Roma di Pasqua. A centrocampo, Sucic in regia. Tra i pali Martinez, con Acerbi e Bastoni sulla linea difensiva. Diouf e Carlos sulle fasce. L'Inter inizia così, con piglio deciso e gioioso. Si vede nel modo in cui il pallone viaggia, negli scambi di posizione, nelle giocate. Sesto minuto e subito gol: rimessa laterale lunga, spizzata di Thuram ed ecco, la solita e incorreggibile girata al volo di Lautaro. Una sentenza, gol numero 174 in nerazzurro, e poi via di corsa sotto ai tifosi. Che bello!
Una partita segnata, una Lazio che non riesce a imprimere forza alle proprie giocate e che subisce la padronanza del gioco nerazzurro. Lautaro è reattivo, il pressing della squadra a tutto campo. Si gioca a una porta sola, tra tiri respinti e occasioni sfiorate. Fino al minuto 39: ancora Lautaro, ancora con forza e ferocia, e con astuzia nel tocco per Sucic, che di sinistro dal limite abbaglia tutti con un gol meraviglioso.
Bonny per il Toro, Frattesi per Barella: la ripresa inizia con un po' di rotazioni. La Lazio resta in 10 verso il quarto d'ora: rosso - dopo on-field-review - per Romagnoli. In quel momento la Lazio si rianima, soprattutto grazie all'ingresso di Isaksen: l'esterno sgasa e nel giro di pochi minuti sfiora due gol. Anche Martinez viene chiamato in causa. L'Inter però è letale: basta una palla per fare male. Arriva a Mkhitaryan, servito da Bonny. 3-0, una sentenza, in un finale che vede anche l'esordio di Mattia Mosconi: classe 2007, all'esordio assoluto, sfiora anche un gol incredibile. Una storia in più, nella storia dei Campioni d'Italia.
Marcatori: 6' Lautaro (I), 39' Sucic (I), 76' Mkhitaryan (I)
INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 15 Acerbi, 95 Bastoni (11 Luis Henrique 63'); 17 Diouf, 8 Sucic (48 Mosconi 80'), 23 Barella (16 Frattesi 46'), 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto; 9 Thuram (14 Bonny 46'), 10 Lautaro (2 Dumfries 63'). A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 25 Akanji, 32 Dimarco, 36 Darmian, 43 Cocchi. Allenatore: Cristian Chivu.
LAZIO (4-3-3): 40 Motta; 77 Marusic, 13 Romagnoli, 34 Gila (25 Provstgaard 56'), 3 Pellegrini; 26 Basic, 6 Rovella (4 Patric 56'), 7 Dele-Bashiru; 22 Cancellieri (18 Isaksen 56'), 14 Noslin, 9 Pedro (19 Dia 62'). A disposizione: 77 Furlanetto, 99 Giacomone, 2 Gigot, 17 Nuno Tavares, 20 Ratkov, 21 Belahyane, 23 Hysaj, 24 Taylor, 27 Maldini, 28 Przyborek, 29 Lazzari. Allenatore: Maurizio Sarri.
Ammoniti: Pellegrini (L), Noslin (L), Mkhitaryan (I) Espulso: Romagnoli (L) al 59' Recupero: 0' - 2'.
Arbitro: Abisso. Assistenti: Fontani - Biffi. IV ufficiale: Sacchi. VAR: Meraviglia. AVAR: Massa.
SQUALIFICATI Lazio: - Inter: -
DIFFIDATI Lazio: Pedro, Taylor, Tavares. Inter: Akanji.







































