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Alessandro De Felice ·18. Januar 2026
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Alessandro De Felice ·18. Januar 2026
Una finale di Coppa d’Africa così non si era mai vista. Ma, probabilmente, il paragone si potrebbe estendere addirittura a tutte le competizioni internazionali.
Marocco-Senegal si è trasformata in un film ad altissima tensione al 98’, quando l’arbitro ha assegnato un rigore ai padroni di casa dopo l’OFR.
Una decisione che ha fatto esplodere la rabbia del Senegal, scatenando proteste furiose, e ha portato alla decisione dei Leoni della Teranga di lasciare il campo.
Tutti tranne uno: Sadio Mané, che resta solo, immobile a centrocampo.
In un clima incandescente, proprio quando il Senegal stava lasciando il campo per protestare contro la decisione dell’arbitro di fischiare il rigore per il marocco in pieno recupero, Sadio Mané è diventato leader solitario.
Il capitano del Senegal è stato l’unico a rimanere in campo, rifiutandosi di seguire la squadra negli spogliatoi, prima di convincere i compagni a rientrare in campo.
La decisione dell’arbitro Ndala, arrivata dopo un lungo check, ha fatto impazzire il Senegal. Il contatto tra Diouf e Brahim Diaz ha acceso la polemica e spinto l’intera nazionale senegalese a lasciare il campo.
Al rientro delle squadre - grazie a Mané - Brahim Diaz ha scelto il cucchiaio, una decisione che si è rivelata sbagliata. Mendy ha letto tutto, restando al centro della porta e bloccando il pallone.
L’errore di Brahim Diaz ha portato Marocco-Senegal ai tempi supplementari. La rabbia di Mané e compagni si è trasformata in energia positiva.
Il gol di Gueye al 94’ con il mancino all’incrocio dei pali ha ribaltato completamente l’esito di una finale che sembrava totalmente nelle mani del Marocco, ma che anche grazie alla leadership di Mané ha visto il Senegal trionfare.
📸 FRANCK FIFE - AFP or licensors









































