McTominay si racconta: «Amo Napoli, in campo divento un altro. Conte mi ha cambiato! Sul rinnovo e sullo scudetto rispondo così» | OneFootball

McTominay si racconta: «Amo Napoli, in campo divento un altro. Conte mi ha cambiato! Sul rinnovo e sullo scudetto rispondo così» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·20. Februar 2026

McTominay si racconta: «Amo Napoli, in campo divento un altro. Conte mi ha cambiato! Sul rinnovo e sullo scudetto rispondo così»

Artikelbild:McTominay si racconta: «Amo Napoli, in campo divento un altro. Conte mi ha cambiato! Sul rinnovo e sullo scudetto rispondo così»

Il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, ha raccontato il suo rapporto con i tifosi, con la città e con Conte

Intervistato dal Corriere dello Sport, il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, si è raccontato così.

ETICA DEL LAVORO – «Prendo il mio lavoro estremamente sul serio perché è quello per cui sono pagato. Penso che in generale i calciatori siano pagati tanto per allenarsi e giocare, e se non puoi essere serio in quelle due ore di lavoro non stai facendo bene. Devi divertirti, certo, ma fuori dal campo e allora puoi scherzare con gli amici e i compagni. In campo bisogna imparare il più possibile. In campo io divento un altro».


OneFootball Videos


IL MIO RAPPORTO CON I TIFOSI DEL NAPOLI – «Ammiro i tifosi e più in generale i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, quindi riesco a relazionarmi facilmente con loro. Amo questo luogo».

RUOLO – «Sono sempre stato un centrocampista, un numero 8 che può fare un po’ di tutto: inserirsi, ma anche aiutare la squadra nella costruzione, nella difesa, uno che dà una mano ai compagni insomma».

ANNI FA VENIVO CRITICATO PER DIFENDERE TROPPO? – «È vero… Le critiche fanno parte del calcio, l’ho sempre saputo e non mi sono mai offeso. Fa parte del lavoro dei giornalisti, dei media, dei social… è normale. Però non influiscono sul modo in cui gioco o su come vedo la partita. Non mi fanno star sveglio la notte. Il giudizio della gente è importante, ma le parole che contano realmente sono quelle dell’allenatore: se giochi e stai facendo ciò che lui ritiene sia giusto, sei a posto».

SIMULAZIONI – «Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo… Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva».

LA SCELTA DI GIOCARE PER LA SCOZIA E NON CON L’INGHILTERRA – «È una decisione che ho preso molto tempo fa. Sono sempre stato legato a entrambi i nonni, sia a quelli inglesi sia a quelli scozzesi. Sono nato in Inghilterra, ma ho fatto quella scelta e non l’ho tradita. Amo la Scozia, amo vedere i miei nonni, i miei zii, i cugini, la famiglia… sono molto soddisfatto».

LA CRESCITA TATTICA QUI IN ITALIA – «Sicuro. Tatticamente l’Italia è diversa dalla Premier League. Ho dovuto adattarmi e imparare molto velocemente come giocare, quali movimenti fare, come smarcarmi, come diventare un problema nell’area avversaria e anche come difendere. Una bella curva di apprendimento e mi sono goduto ogni minuto perché mi piace imparare il calcio tatticamente».

SE IL MIO AGENTE STA TRATTANDO IL RINNOVO COL NAPOLI? – «Il mio agente non ha comunicato con nessuno riguardo al mio futuro. Parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali. Io sono estremamente felice qui e, per quanto mi riguarda, sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo».

ITALIA – «Le difficoltà sono state davvero minime. La mia famiglia è felice, io sono felice. È un momento fantastico, vivo qualcosa di diverso da un anno e mezzo a questa parte. Finché tutti nella mia vita sono felici, lo sono anche io».

L’ESORDIO CON MOURINHO – «Al posto di Pogba in una partita di Champions League. Paul è un giocatore incredibile e avere l’opportunità di giocare al suo fi anco è stato fantastico. Quel giorno toccò a me e non a lui, ma è il calcio, a volte bisogna ruotare. È stato un giorno speciale giocare in Champions per un allenatore iconico come José Mourinho».

LE MIE PAROLE IN DIFESA DI CONTE SUL TEMA INFORTUNI – «Difenderò sempre la squadra. In momenti di difficoltà e con tanti infortuni è difficile per l’allenatore e lo staff trovare il giusto equilibrio e il modo migliore di giocare. Abbiamo avuto sfortuna, non è una scusa, è solo una spiegazione seria e va accettata».

LA DIFFERENZA NEGLI ALLENAMENTI CON CONTE RISPETTO ALLA PREMIER – «Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente, questo spiega il successo dell’anno scorso, la vittoria del campionato e della Supercoppa. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Cambiano i volumi di lavoro, l’intensità, ma i giocatori rispettano le indicazioni e devono dare il massimo ogni giorno. Antonio è un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato… Il senso d’incertezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema».

SCUDETTO GIÀ ANDATO? – «Dobbiamo continuare a lavorare normalmente, senza parlare troppo del campionato. Prendiamo una partita alla volta e vedremo come finirà».

COME STO? DOMENICA GIOCO? – «Non lo so ancora. Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica. Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato».

Impressum des Publishers ansehen