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·2. Mai 2026
💥 Mirri: "Il City Group ha portato 1 miliardo a tutta Palermo! Australia? Invitati come quarta potenza italiana..."

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Dario Mirri, presidente del Palermo, ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Calcio e Finanza; tra i tanti temi trattati il progetto del City Group, la ristrutturazione del Renzo Barbera e i ricavi del club rosanero. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.

Fotogramma / IPA
PROGETTO TECNICO - “Il progetto è di lungo termine, non può essere condizionato da un risultato sportivo. Stiamo lavorando da anni per raggiungere questo obiettivo perché i tifosi già sono in Serie A da tempo, i tifosi del Palermo non sono mai stati in serie D né tantomeno in C e non sono tifosi da Serie B. Il progetto cambia nella misura in cui si accelera rispetto agli obiettivi aziendali chiari sin dall’origine, cioè riportare il Palermo dove merita. I conti ovviamente cambiano, le prospettive cambiano, le ambizioni cambiano. La Serie B è un campionato complicatissimo, sia da un punto di vista tecnico, ma anche da un punto di vista dei conti. Abbiamo il sogno e l’ambizione di potere raggiungere la Serie A e di poterci soprattutto restare con investimenti mirati. Questo è l’obiettivo. Nella massima serie cambiano i conti del ticketing, quelli del merchandising, quelli delle sponsorizzazioni, quelli dei diritti televisivi e i valori dei calciatori. In questo momento stiamo costruendo dalle fondamenta quello che poi un domani speriamo sia un attico con una bella vista sul mare”.
CLUB E TIFOSI - "Io prima di tutto sono un tifoso, poi ho l’onore di avere raggiunto la presidenza del Palermo. Credo fortemente nel valore dei tifosi. Siamo tutti di passaggio, gli unici che restano sono i tifosi. È un dato di fatto e il valore di un club è determinato dai tifosi. Quando dicevo che stiamo costruendo le basi per raggiungere il livello più alto possibile, stiamo lavorando anche e soprattutto su questo, anche perché il futuro è nelle mani dei giovani. Se i giovani palermitani tifano Juventus e Inter faticheremmo a far diventare il Palermo quello che noi vorremmo che diventasse".
POLITICA - “Giovani talenti? Non c’è una politica assoluta. Porto l’esempio del Girona che ha giocato in Champions League. Il gruppo dà autonomia locale ai club rispetto al territorio di appartenenza, a Manchester sanno benissimo che ogni territorio è diverso dall’altro. Bahia è diversa da Palermo, per esempio. C’è grande rispetto del territorio, dell’identità, della storia, e al tempo stesso grande supporto e grande aiuto anche da un punto di vista tecnico che è quello che interessa più ai tifosi. Non c’è un meccanismo consolidato al quale eventualmente il Palermo si deve adeguare. Tutto viene valutato in funzione del giocatore e dell’eventuale adattabilità a un mercato. Non sono tanti in questi quattro anni i calciatori che sono arrivati dal gruppo a Palermo. È vero che la Serie B pone dei limiti ai calciatori extracomunitari, ma in realtà anche da squadre europee del gruppo non è mai arrivato nessun calciatore, perché ogni squadra fa il suo mercato. Lo sapevo dal primo giorno, non avevo dubbi. Grande aiuto, grande supporto, ma soprattutto grande rispetto”.
BARBERA - “Qui in questo stadio, proprio in questo posto, ho fatto la prima conferenza stampa a luglio 2019 e dichiarai quello che posso soltanto confermare. Il Palermo non andrà via da questa chiesa, senza essere blasfemi. Perché per noi tifosi, noi che abbiamo fede, questa è come una chiesa cattolica che teniamo aperta tutti i giorni proprio perché i tifosi debbono poter entrare nella loro chiesa. È chiaro che è una chiesa storica, che ha un panorama unico al mondo perché esiste uno stadio che ha questo anfiteatro naturale come Monte Pellegrino, ma è uno stadio che ha necessariamente bisogno di una ristrutturazione. Negli anni ‘90 mio zio Renzo Barbera si occupò della ristrutturazione. Questo stadio per noi, per la nostra famiglia, per i tifosi del Palermo non è sostituibile. Lo dichiarai nel 2019, dall’altra parte è chiaro che richiede un forte adeguamento. Nel 1990 vennero a giocare a Palermo l’Egitto, l’Eire e l’Olanda. Fu una festa straordinaria, ricordo benissimo la portata di un evento del genere. Da parte della precedente società gli interventi sullo stadio sono stati limitati, da quando è arrivato il CFG stiamo facendo interventi anche a sostegno della sicurezza. In quattro anni abbiamo investito più di 9 milioni di euro soltanto perché lo stadio resti aperto. E questo è un tema sul quale naturalmente le istituzioni comunali (visto che il proprietario dell’impianto è il Comune) sanno benissimo che senza un intervento radicale questo stadio è destinato a chiudere. Terribile da dirsi ma è così. E se in questi quattro anni noi non avessimo fatto questi interventi insieme con l’amministrazione comunale, lo stadio già sarebbe chiuso. È chiaro che questa ristrutturazione passa da un’occasione imperdibile come Europei del 2032, con tutto quello che comportano. E naturalmente siamo pronti a fare la nostra parte” .
EURO2032 - “Noi a ottobre 2025 abbiamo iniziato a verificare la fattibilità di una ristrutturazione. Abbiamo esaminato quattro alternative diverse, le abbiamo sottoposte a febbraio a una conferenza preliminare di servizi, che l’11 marzo si è conclusa con parere favorevole. Abbiamo quindi condiviso una scelta che è quella appunto di ristrutturare il Barbera. Il consiglio comunale si è espresso con una rara unanimità approvando un ordine del giorno con il quale ha invitato tutta l’amministrazione comunale a fare ogni sforzo possibile in questa direzione. Questo dà merito a chi ha lavorato al progetto e al consiglio comunale che ha analizzato a prescindere da interessi politici perché qui non c’è qualcuno che va contro. Siamo tutti dalla stessa parte, fermo restando che ognuno poi ha le proprie opinioni, però credo che il progetto di fattibilità abbia trovato la condivisione di tutti. Siamo andati anche in Svizzera, nella sede UEFA a raccontare la nostra idea del nuovo stadio e ribadire il nostro impegno, ottenendo un grande apprezzamento per il lavoro che stiamo facendo. A questo punto con i progettisti stiamo lavorando sul progetto tecnico-economico di fattibilità che consegneremo a breve al Comune di Palermo. A maggio presenteremo il documento, il Comune entro metà luglio dovrà dare le autorizzazioni. “Dovrà” non perché voglio essere presuntuoso o arrogante ma perché se vogliamo partecipare agli Europei 2032 c’è una timeline dettata dalla UEFA, quindi entro il 15 luglio gli stadi che potranno e vorranno partecipare a questa competizione devono avere una conferenza di servizi decisoria con conseguente approvazione del progetto. Con l’approvazione del progetto entro il 30 luglio il progetto deve essere consegnato a FIGC. A quel punto poi a settembre 2026 la FIGC indicherà i cinque stadi. Ragione vuole che un Europeo in Italia senza Roma e Milano faccio fatica a intravederlo. Torino ha uno stadio pronto, a Firenze stanno lavorando da tanti anni. Non possiamo tagliare l’Italia a Roma, impensabile. C’è Napoli che è un’altra capitale del Sud, rappresentato anche da Cagliari e Salerno. Noi vorremmo competere per potere rappresentare il Sud. Crediamo di avere tutto per poterlo fare".
RICAVI - “Noi già facciamo dei numeri straordinari: quasi 9 milioni di ticketing in Serie B venendo da una stagione scorsa sportivamente molto complicata. I tifosi continuano a dimostrare, quest’anno abbiamo 28.000 spettatori di media a partita. Siamo all’ottavo posto in Italia per media spettatori, quindi è come se stessimo tra Europa e Conference League nella classifica di Serie A. Sui nostri canali social facciamo oltre 52 milioni di views al mese, siamo tra le top in Italia anche su questo. I tifosi sono già a quel livello, noi dobbiamo essere bravi per poter raggiungere questo obiettivo. Un nuovo stadio è principalmente uno strumento straordinario di rigenerazione urbana per la città. Gli esperti stimano fino a un miliardo di euro di beneficio economico per tutta la città, per le sue aziende, per l’intero tessuto sociale e commerciale, per tutto l’indotto. Un’occasione straordinaria per questa città che ha un grande bisogno di opportunità di sviluppo. Per il club poi è uno strumento per aumentare il fatturato. Quindi è un investimento finalizzato a valorizzare e trovare nuove linee di ricavo. Non voglio tirarmela, però credo che i diritti televisivi storicamente negli ultimi anni stanno avendo un’involuzione. Magari cambieranno, ma nel frattempo bisogna trovare nuovi ricavi, un po’ come fanno gli inglesi. Già oggi noi abbiamo un bilancio che per certi versi è più “inglese”. Abbiamo 9 milioni di fatturato dal ticketing, 9 milioni lato commerciale. I diritti televisivi sono un po’ meno di 4 milioni. Noi siamo molto orientati a sviluppare altri ricavi e non aspettare”.
TOURNÉE - “Il calcio internazionale, visto che parliamo dell’Australia, accoglie il Palermo come di fatto 4ª rappresentante delle più grandi squadre italiane. Non era scontato, non era dovuto. Andiamo a giocare a Perth, speriamo di avere tanti tifosi siciliani che ci vorranno accompagnare in questa partita con la Juventus l’11 agosto. È una grande soddisfazione e non credo che quattro anni fa quando è arrivato il City Football Group si poteva immaginare che il Manchester City venisse a giocare qui a Palermo, come è successo ad agosto 2025 per l’Anglo-Palermitan Trophy, né che ad agosto 2026 saremmo volati in Australia per giocare contro la Juventus. Ci chiamano perché rappresentiamo un territorio, rappresentiamo chi sta al Sud Italia”.


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