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·25. April 2026
Mister Pipolo: "Vi racconto l'evoluzione di Motta, dall'U-15 della Juventus ad oggi"

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Il mister Pietro Pipolo, preparatore dei portieri che ha seguito Motta nel periodo nell'U-15 alla Juventus, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Radio Laziale.
Quando sono arrivato io non era pronto inizialmente. Da gennaio in poi ha una crescita importante e inizia a trovare spazio. Poi però il campionato si ferma per il Covid. Quello che ho visto in Motta è un ragazzo che aveva una passione enorme per il ruolo, per il calcio e una grande resilienza. Non ha mai smesso di lavorare e voler stare a quel livello, anche se trovava poco spazio. Era tardivo da un punto di vista condizionale e coordinativo anche per la sua struttura. La Juve in quel momento gli ha dato la possibilità di crearsi un percorso alternativo, mandando alla Pro Vercelli e alla Reggiana.
Quando si arriva ai rigori si definisce sempre una lotteria, io non sono d'accordo. Il calcio di rigore va preparato come un piazzato. Noi preparatori dei portieri abbiamo talmente tante informazioni e storico di chi batte i rigori che è un gesto tecnico che può essere preparato.
Alla Lazio ci sono due eccellenze come Nenci e Viotti che sicuramente avranno preparato quei tiri dal dischetto con strategie e individuazione del lato di calcio. Poi c'è l'istinto del ragazzo.
Quello che mi è piaciuto della partita di Motta è la resilienza. Lui non fa una partita perfetta, commette alcuni errori, ma rimane e cresce nella partita. Il coronamento lo ha con la parata su Scảmacca e sui rigori. Sa cancellare quello che è successo nella partita ed essere performante. I preparatori dei portieri incidono molto e continuo a fare i complimenti e chi lo sta allenando. La forza di riuscire a gestire il momento di difficoltà è una caratteristica che hanno i grandissimi atleti. Senza quella capacità li è difficile. Un portiere può giocare dieci partite nella stessa. Il tipo di lavoratore che è lui mi fa ben sperare per il futuro. Deve alimentarsi del momento positivo, ma se gli posso dare un consiglio è di continuare a lavorare. Non deve esaltarsi e non deve deprimersi. L'equilibrio è una dote fondamentale per i portieri. Conoscendolo so quanto continuerà a lavorare.
La famiglia nella formazione di un ragazzo incide e la sua sicuramente lo ha aiutato. Motta è maturato anche grazie alle delusioni che ha dovuto affrontare, lo hanno formato a livello caratteriale. Lui è innamorato di quello che fa, ed è innamorato della bella del calcio, del fare il portiere
Quello che mi ha stupito è la presenza in porta. La sua freddezza è di un portiere che giocava alla Lazio da tempo. La sua personalita, forse misţa anche a incoscienza, non me l'aspettavo. Dal punto di vista tecnico è seguito da due grandi professionisti.
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