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·21. Juli 2026

🎙️ Modena, Galloppa: "Sono fortunato, difficile trovare società cosi! Sulla Serie B..."

Artikelbild:🎙️ Modena, Galloppa: "Sono fortunato, difficile trovare società cosi! Sulla Serie B..."

L'allenatore del Modena, Daniele Galloppa, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. 

Le sue parole

Si sente un po' invidiato?


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"Mi sento fortunato, all’invidia non penso. Trovare una società così è difficilissimo. Però la parola progetto nel calcio è abusata, tutto dipende dai risultati e nemmeno io potrò esserne esente". 

È pronto per debuttare in B? 

"Uno pronto non si sente mai. Ma quando sono dentro al campo mi sento al posto giusto". 

Cosa manca alla sua squadra? 

"Siamo allineati, volevamo partire con 80% della rosa e stiamo valutando gli ultimi innesti". 

In panchina cerca di riprendersi quello che da calciatore non è riuscito a difendere? 

"Ho difeso tutto il possibile, non mi sento in debito. Vorrei solo riappropriarmi di quelle emozioni che ho vissuto da calciatore ad alto livello".

Era arrivato in Nazionale, con due presenze. 

"Ho sempre reagito bene davanti alle difficoltà, poi ho avuto un crollo e ho smesso di pensare a che carriera avrei potuto fare. Ma ho cominciato a ragionare da allenatore ed eccomi qui". 

Si vede in futuro alla guida della sua Roma? 

"No, l’ambizione è soltanto quella di avere una squadra che suona la mia musica". 

Quando un calciatore deve smettere di giocare a causa di 4 crociati rotti, dove trova certezze? 

"Dovremmo essere educati tutti su questo tema. C’è chi vuol restare in questo mondo perché non ne conosce altri, invece occorre fare percorsi paralleli, studiare a aggiornarsi. Io ho fatto così". 

Ci racconti il suo percorso parallelo. 

"Ho cominciato a leggere libri, ad aggiornarmi. Ho letto Baricco e Terzani, poi autobiografie e diversi testi di psicologia. Oppure scrivo io". 

Per esempio? 

"Sin da ragazzo ho sempre messo giù pensieri e poesie, anche testi per le canzoni, mi piace". 

Cosa cerca nella testa delle persone? 

"Trasmetto ciò che voglio trasmettere a me stesso. È più facile. L’avversario più grande è quello davanti allo specchio. Se non ci fossi io, starei meglio con me stesso. Non c’è una chiave di lettura per tutti: con qualcuno devi essere più profondo, con qualcuno più cinico. È la bellezza del mestiere". 

Dove nasce il suo calcio verticale e coraggioso? 

"Ogni allenatore si vuole rispecchiare nella squadra, siamo narcisi, direttori d’orchestra. So che musica suonare, serve coraggio per proporla". 

Il suo percorso ricorda quello di Aquilani. 

"Abbiamo principi molto simili, associarci è facile, ma ho smesso prima di lui e ho iniziato prima ad allenare: la mia idea nasce quando ero in D". 

Cosa cambia dalle giovanili ai grandi? 

"Lo sto scoprendo. Il modo di comunicare è diverso. Vedo tanta curiosità, che con il divertimento è una leva forte per l’apprendimento. Qualche trentenne assorbe meno di un ragazzo e ha convinzioni diverse: dipende da chi ti trovi davanti". 

Serve più personalità. La sua nasce dai vari ko? 

"Anche. Bisogna essere intransigenti e non mi posso snaturare. Anche da bambino ero ribelle e ho cominciato a cercare presto la mia identità". 

Che idea si è fatto della B? 

"Penso sia il torneo più equilibrato, con 3-4 squadre più forti di tutte. Un campionato molto fisico, ma dove si può proporre un certo tipo di calcio". 

Solo Chiappella dell’Entella è più giovane di lei. 

"Non lo conosco, lo incontrerò volentieri. È una cosa stimolante, che mi mette pressione".

E come la sfoga? Solo leggendo e scrivendo? 

"Anche con il golf. E soprattutto la Formula 1". 

La formula 1

A Modena allora è nella terra giusta. 

"Sono ferrarista da sempre, dopo anni di rigetto mi sono riavvicinato e mi piace molto". 

Così giovane può essere il Kimi della Serie B. 

"Da italiano spero che vinca, io mi impegnerò". 

Il centro sportivo

È quasi pronto il Nido, il nuovo centro sportivo del Modena. Al Viola Park era abituato bene... 

"È un altro mondo, ma per una dimensione come Modena questo è stato pensato in maniera perfetta. Mi hanno chiamato diversi amici che volevano venire qui a giocare. E ho capito che non lo facevano per me, ma per il progetto del Modena".

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