DirettaCalcioMercato
·16. Juni 2026
Mondiale, ancora caos intorno all’Iran: rientro anticipato in Messico dopo la partite negli USA e polemiche per l’esultanza di Mohebi

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Ancora al centro del caos la Nazionale Iraniana in questo Mondiale: due episodi in occasione della sfida contro la Nuova Zelanda fanno nuovamente discutere.
Non si placano le difficoltà attorno alla Nazionale Iraniana durante il Mondiale. Secondo quanto riportato dal Telegraph, l’Iran sarebbe stato costretto a lasciare gli Stati Uniti immediatamente dopo l’ultima partita per fare ritorno al proprio campo base di Tijuana, in Messico. Una decisione che avrebbe sorpreso la stessa delegazione iraniana, inizialmente convinta di poter restare negli USA fino al giorno successivo.
Secondo il programma originario, la squadra avrebbe dovuto svolgere un allenamento di scarico la mattina seguente e rientrare in Messico soltanto dopo pranzo. Un piano che sarebbe stato improvvisamente modificato. A confermarlo è stato lo stesso commissario tecnico Amir Ghalenoei durante la conferenza stampa: “La nostra squadra è la più oppressa di tutto il Mondiale. La Federazione iraniana è assente qui. I nostri media non ci sono. Il nostro staff dirigenziale, molti di loro non sono qui. Di solito avevamo una parte dello staff tecnico per aiutare con i cambi, ma non l’abbiamo avuta. Molti nella zona tecnica hanno dovuto gestire la cosa”.
L’allenatore ha poi espresso tutta la sua perplessità sulla gestione della situazione: “Non sappiamo perché ci stiano riportando in Messico. Penso sia molto strano. Sembra che siano altri a pianificare per noi, decisioni prese altrove. Dovevamo restare stanotte e tornare domani a pranzo, ma non ho idea del perché dobbiamo ripartire ora. Non ce l’hanno spiegato”.
A rendere ancora più teso il clima attorno alla nazionale iraniana è stata anche l’esultanza di Mohammad Mohebi dopo il gol del definitivo 2-2 contro la Nuova Zelanda. L’attaccante aveva inizialmente celebrato la rete con un gesto ispirato al mondo NBA, ma successivamente ha mimato un movimento che molti osservatori hanno interpretato come uno sparo rivolto verso gli spalti.
L’episodio è arrivato in un contesto già particolarmente delicato. Durante la partita, infatti, non erano mancati fischi all’inno nazionale iraniano e l’esposizione sugli spalti della bandiera dell’Iran precedente alla Rivoluzione Islamica. Un clima di forte tensione che continua ad accompagnare la nazionale iraniana anche fuori dal campo.
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