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Alessandro De Felice ·5. Juli 2026
🎥 Neymar in lacrime 😢 Sogno Mondiali 💔 ADDIO al Brasile: "Finisce qui!"

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Alessandro De Felice ·5. Juli 2026

Da solo in mezzo al campo, sconsolato, con la maglia numero 10 addosso e il peso di un’intera generazione sulle spalle.
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Il suo rigore al 100’ ha riaperto per pochi secondi Brasile-Norvegia, ma non ha cambiato il destino della Seleção: 2-1 per la Norvegia, doppietta di Erling Haaland e Brasile eliminato agli ottavi di finale del Mondiale 2026.
Il gol numero 80 con il Brasile, ma anche il più amaro. Arrivato al torneo da miglior marcatore all-time della Seleção con 79 reti, il suo rigore segnato alla Norvegia ha aggiornato una cifra storica, senza però salvare l’ultima grande notte Mondiale.

Per Neymar Jr. non è stata soltanto una sconfitta. È sembrata la chiusura di un cerchio. Dopo il fischio finale, il numero 10 brasiliano ha lasciato intendere che quella contro la Norvegia possa essere stata la sua ultima partita con il Brasile: “Ho provato, ho provato. Ora è finita. Ho iniziato qui e finisco qui”.
La scena simbolo è arrivata subito dopo il triplice fischio. Neymar è rimasto in lacrime e appariva inconsolabile: un giocatore distrutto, consapevole che quella potesse essere l’ultima occasione per vincere una Coppa del Mondo.

Neymar in ginocchio, poi fermo in mezzo al campo, i compagni intorno a cercare di consolarlo.

Raphinha e gli altri brasiliani hanno provato ad abbracciarlo, ma il 10 sembrava già dentro un’altra partita: quella con la propria storia.
Le lacrime sono diventate subito in un simbolo generazionale.

Il contrasto è fortissimo: nel 2014 Neymar era il volto del Mondiale in casa, il principe designato dopo Pelé; poi l’infortunio alla schiena contro la Colombia, il 7-1 con la Germania vissuto da spettatore e le eliminazioni dolorose del 2018 e del 2022.

Ora l’uscita peggiore: ottavi di finale, contro una Norvegia trascinata da Haaland, nel giorno del suo ultimo gol mondiale.
Le parole di Neymar hanno trasformato la notte dell’eliminazione in qualcosa di ancora più grande della semplice uscita dal Mondiale. Il brasiliano, autore dell’unico gol verdeoro su rigore nei minuti di recupero, ha indicato di fatto la fine del suo tentativo di vincere un titolo mondiale con la Seleção.
“Ho provato, ho provato. Ora è finita. Ho iniziato qui e finisco qui”, ha detto Neymar dopo la sconfitta contro la Norvegia.
Una frase breve, ma pesantissima. Dentro c’è tutto: il sogno inseguito per più di un decennio, le ferite, i ritorni, le critiche, le speranze e la consapevolezza di non essere riuscito a conquistare quella Coppa del Mondo che il Brasile aspettava da lui.
Il dettaglio più forte è quasi cinematografico: la prima partita di Neymar con il Brasile era stata giocata nello stesso stadio della sfida contro la Norvegia. Lì era cominciata la sua storia con la Seleção, lì potrebbe essersi chiusa.
Un cerchio perfetto, ma doloroso. Dal debutto pieno di promesse all’ultima notte mondiale vissuta in lacrime, Neymar ha attraversato un’intera epoca del calcio brasiliano.
Nel 2014 era il volto del Mondiale in casa, il principe indicato come erede simbolico di Pelé. Dodici anni dopo, lascia la scena con un gol che non basta e con il Brasile eliminato troppo presto.
Il rigore contro la Norvegia gli consegna anche un altro dato storico: Neymar ha segnato in quattro Mondiali diversi, dopo le reti del 2014, 2018 e 2022.
A Qatar 2022 era diventato il terzo brasiliano dopo Pelé e Ronaldo a segnare in tre edizioni; con il gol del 2026 entra nella dimensione di Pelé come brasiliano capace di lasciare il segno in quattro Coppe del Mondo.

Resta però il vuoto più grande: nessun Mondiale vinto. Il Brasile si ferma ancora, Neymar chiude con un gol e con le lacrime. Il principe ha salutato la scena più importante senza diventare re.







































