Pagellone Lazio 2025/2026: si salvano Romagnoli e Gila, Zaccagni flop. Ad alcuni difficile chiedere di più | OneFootball

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·26. Mai 2026

Pagellone Lazio 2025/2026: si salvano Romagnoli e Gila, Zaccagni flop. Ad alcuni difficile chiedere di più

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Pagellone Lazio 2025/2026 – I voti ed un breve commento alla stagione dei calciatori, di mister Sarri e anche del duo Lotito-Fabiani

Le pagelle di una delle stagioni più difficili affrontate dalla Lazio dal ’90 ad oggi. Ci saranno insufficienze, ma non tantissime, dopo tutto è difficile chiedere tanto di più a calciatori da nono posto e che lì hanno chiuso:

I PORTIERI

Tanti cambiamenti, ma tutto sommato è un reparto che non ha deluso:


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PROVEDEL 7 – Si rilancia dopo una stagione tutt’altro che esaltante. 27 presenze con 27 gol subiti. 12 clean sheet, quinto per percentuale in tutta la Serie A. Decisivo a Bologna nei quarti di Coppa Italia, peccato per l’infortunio.

MOTTA 7 – Il voto è ovviamente condizionato dalla parata su Scamacca seguita dai 4 rigori su 5 neutralizzati in semifinale di Coppa. La sensazione è che non sia ancora pronto per fare il primo portiere di una squadra che (in teoria) dovrebbe ambire alla zona Europa League. Quella gara però poteva svoltare la stagione, ed è giusto riconoscerglielo.

FURLANETTO 6,5 – Chiamato in causa a sorpresa in un momento difficile, sarebbe ingeneroso chiedergli più di ciò che ha fatto.

MANDAS SV – Una partita non basta per un giudizio.

I DIFENSORI

Terzini tra pochi alti e molti bassi. I difensori centrali le uniche certezze di questa annata travagliata:

MARUSIC 5 – Impegno e attaccamento alla maglia non sono in discussione. Il fatto che a distanza di 9 anni dal suo arrivo, sia ancora il titolare di questa squadra, fa riflettere. Difficile da perdonare l’errore in finale di Coppa.

LAZZARI 5 – Gioca poco, quando lo fa prova a dare gamba sulla fascia destra, ma i limiti tecnici restano quelli. Per una fascia che ha fatto il suo tempo.

GILA 7 – Forse c’è chi recriminerà, ma per un giocatore con i suoi mezzi atletici e fisici è lecito aspettarsi anche qualcosina in più. La sua stagione resta comunque positiva, mancherà tanto a questa squadra.

ROMAGNOLI 7,5 – Sottovalutato, c’è poco altro da dire. Ci renderemo conto della sua assenza ora che potrebbe andarsene. Forse è stato l’MVP di questa pessima stagione.

PROVSTGAARD 6,5 – Il danese il suo lo fa sempre. Trasmette sicurezza alla squadra ed è puntuale negli interventi. Una delle poche note liete in vista del futuro.

NUNO TAVARES 5,5 – Impossibile dargli di più. Gli errori con Roma e Bologna nel girone di andata e specialmente quello in finale di Coppa Italia pesano come un macigno. Considerando anche quanto sarebbe in grado di dare rispetto agli altri colleghi di reparto. Un paio di mesi buoni non cancellano il resto.

PELLEGRINI 5 – Grinta, impegno, attaccamento alla maglia e poco altro. Dal punto di vista tecnico vale il discorso fatto per Lazzari. Forse è difficile chiedergli di più.

ELSEID HYSAJ SV – Nient’altro da aggiungere.

I CENTROCAMPISTI

Un reparto quasi totalmente sufficiente, non perché abbia fatto grandi cose, ma alla maggior parte di questi elementi è difficile chiedere di più dal punto di vista tecnico:

CATALDI 6,5 – Escluso il finale tormentato causa infortuni, ha portato a casa una stagione più che sufficiente. Partito da alternativa non ha fatto rimpiangere l’assenza di Rovella.

ROVELLA 6 – Fuori da settembre ad aprile, difficile da giudicare. Una sufficienza quasi di ufficio. Nella speranza di rivederlo al meglio la prossima stagione.

BASIC 6,5 – Chiamato in causa in un momento di crisi totale ha offerto buone prestazioni e segnato anche gol pesanti: Juventus all’andata e Napoli al ritorno. Non è assolutamente un rimpianto, ma è andato oggettivamente oltre le aspettative.

TAYLOR 7 – Il disastro del calciomercato invernale ha portato un solo elemento positivo. L’olandese è uno dei pochi calciatori di livello acquistati dalla Lazio negli ultimi tempi. Peccato non aver tenuto Guendouzi.

DELE-BASHIRU 6 – Qualche acuto c’è stato, come l’assist a Noslin a Bologna, il bel gol contro il Pisa. Una sufficienza paragonata anche a quello che tecnicamente può offrire, ossia ben poco.

PATRIC 6 – Normalmente figurerebbe tra i difensori, ma la stravagante stagione biancoceleste lo ha portato a fare il regista. Da ricordare la partita in casa contro il Milan, quando il ritmo si è alzato è andato in difficoltà (vedi in finale).

BELAHYANE SV – Baroni non lo vedeva, Sarri non lo vede. Forse c’è un motivo.

GUENDOUZI 6 – Non va dimenticato il francese che per i primi mesi ha venduto cara la pelle per questa maglia. Paga una gestione societaria scellerata.

VECINO 6 – Un vero e proprio rimpianto considerando che con la doppia perdita di Cataldi e Rovella Sarri è stato costretto ad impiegare Patric mediano.

GLI ATTACCANTI

La vera nota dolente, tra scelte sbagliate e annate sottotono, il miglior marcatore ne ha fatti 5:

ZACCAGNI 4 – Capitano e numero 10, uno dei pochissimi ad alzare il livello tecnico di questa squadra, almeno in teoria. In pratica 4 gol e 7 gialli, senza particolari squilli positivi da segnalare.

ISAKSEN 5,5 – Troppi alti e bassi. A volte sembra possa cambiare una partita da solo, altre non lo vorresti più vedere in campo. Il danese può e deve dare più continuità.

CANCELLIERI 5 – Le sue partite positive ce le ricordiamo più o meno tutti, Lazio-Torino e Napoli-Lazio su tutte. Ma questo è un segnale. Nonostante le numerose chance non ha mai dimostrato di poter essere da Lazio.

NOSLIN 6 – Riscoperto qua e là nel corso della stagione. Ha segnato alcuni gol pesanti, contro Parma, Bologna e Cremonese. Come ALTERNATIVA nel reparto offensivo di una squadra che aspira al 6/7 posto potrebbe starci.

DIA 4,5 – Nella prima parte della scorsa stagione ha illuso tutti, un po’ come la Lazio. Sembrava potesse essere un attaccante da doppia cifra in campionato, ma così non è stato. Tanti gli errori goffi nella sua stagione, primo su tutti quello del derby di settembre.

PEDRO 6 – Chiedere di più ad un quasi 40enne sarebbe una cattiveria. Qualche giocata da applausi l’ha ancora regalata. E, vista la pochezza dei suoi compagni, si laurea miglior marcatore della stagione a pari merito.

MALDINI 5 – Tecnicamente è anche valido e con qualche giocata lo ha dimostrato. Tante volte però sembra un pesce fuor d’acqua in mezzo al campo.

RATKOV 5 – Si è visto poco o nulla, ma forse la colpa non è la sua, ma di chi ha deciso di portarlo come acquisto di gennaio.

PRYZBOREK SV – Pochi minuti per giudicarlo.

CASTELLANOS 4,5 – Prima di retrocedere in Championship con il West Ham aveva offerto una prima parte dell’anno da 2 gol in campionato. Pochi per un attaccante pagato 20 milioni.

ALLENATORE E SOCIETA’

SARRI 7 – Un campionato da 6: chiude nono con una rosa che quello vale. 8 per la Coppa Italia e la media è presto fatta. Per la pazienza e l’attaccamento sarebbe da 10.

LOTITO 2 – Il Presidente ha deciso di accelerare il percorso di involuzione consapevolmente intrapreso. Prima con il mercato bloccato, poi con la disastrosa campagna di gennaio e infine per la sua continua battaglia contro allenatore, squadra e tifosi.

FABIANI 4 – Fare calciomercato con la Lazio non è facile, ma se poi c’è l’opportunità di investire più di 10 milioni e la scelta ricade su Ratkov, se si può imbastire un prestito con diritto a 14 e si sceglie Maldini: allora delle responsabilità ci sono. Aveva detto che in caso di fallimento si sarebbe dimesso, stiamo aspettando.

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