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·10. April 2026

Presidenza FIGC, occhi puntati su Malagò ma Lotito prende le distanze! Il punto

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Presidenza FIGC, occhi puntati su Malagò in occasione dei voti che si terranno lunedì prossimo! Ma Lotito prende le distanze. Il punto

Il futuro della Figc entra in una fase cruciale. Lunedì, a Milano, i 20 club di Serie A si riuniranno in assemblea per definire la strategia post-Gravina. Il nome forte sul tavolo è quello di Giovanni Malagò, profilo di altissimo prestigio che ha già raccolto una prima, efficace raccolta firme. Come riportato da Il Corriere dello Sport, l’obiettivo dei club è riprendere centralità nelle decisioni federali, ma la strada verso la nomina non è priva di ostacoli politici.


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Strategia per la Presidenza: il fronte delle big

Il consenso attorno a Malagò nasce da un accordo solido tra le grandi potenze del campionato: Inter, Juve, Milan e Roma guidano il fronte del cambiamento. Anche De Laurentiis ha sposato la causa, mentre Lotito sembra aver preso le distanze, pronto a studiare una contromossa per mantenere il proprio peso come consigliere federale. La Presidenza richiede però compattezza: sebbene bastino 11 voti su 20, i sostenitori puntano a una “maggioranza bulgara” (17-18 club) per evitare spaccature che indebolirebbero il candidato.

Il ruolo di Abete e le incognite per la Presidenza

Mentre la Serie A accelera, le altre componenti federali osservano con cautela. Giancarlo Abete (LND) non ha ancora sciolto le riserve, ma il suo dialogo con le “anime” della Federazione è costante e potrebbe risultare decisivo per l’unità d’intenti. Restano sullo sfondo i nomi di Albertini e Tommasi, graditi ad allenatori e calciatori, ma la vera incognita per la Presidenza resta il tempo: le candidature vanno presentate entro un mese.

Rischio Governo sulla corsa alla Presidenza

Il pericolo maggiore per l’autonomia del calcio è l’impasse decisionale. Se i club non dovessero trovare un accordo rapido sul nome per la Presidenza, il rischio di un intervento del Governo o di un complicato commissariamento diventerebbe concreto. Il sistema punta all’autoregolazione, ma il prossimo mese sarà decisivo per evitare che Palazzo Chigi prenda in mano le redini di via Allegri.

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