🗣️ Reggiana, Angelini: "C'è un po' di rammarico per il pari, potevamo anche vincere" | OneFootball

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·25. April 2026

🗣️ Reggiana, Angelini: "C'è un po' di rammarico per il pari, potevamo anche vincere"

Artikelbild:🗣️ Reggiana, Angelini: "C'è un po' di rammarico per il pari, potevamo anche vincere"

Giuseppe Angelini, vice di Bisoli alla Reggiana, è intervenuto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Palermo. Queste le sue parole, riportate da tuttoreggiana.com:

Che valore ha questo pareggio contro il Palermo per la sua Reggiana?«È un buon punto e potevamo anche vincere. Purtroppo non ci siamo riusciti per poco, ma abbiamo fatto un’ottima prestazione. La partita è andata come l’avevamo preparata, conoscendo la forza del Palermo. I ragazzi sono stati encomiabili: hanno fatto tutto quello che il mister aveva chiesto. Siamo ancora in ballo… e balliamo. Abbiamo rimesso un po’ di “pellet nella stufa”, la fiamma è ancora accesa. Le prestazioni ci danno fiducia. Il Palermo oggi non ci ha regalato niente».


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Nel secondo tempo si poteva fare qualcosa in più?«Si può sempre fare di più, questo è sicuro. Però anche i cambi e le situazioni che si sono verificate erano preparate. Sapevamo che dovevamo fare molta strada per andare a fare gol, sfruttando le ripartenze. Per questo sono stati inseriti giocatori con gamba e forza. Il Palermo doveva vincere e quindi si sarebbe scoperto: noi abbiamo cercato di tenere la partita in equilibrio. Gli episodi purtroppo ci hanno penalizzato, non possiamo farci niente: i fuorigioco erano millimetrici e c’è stata anche una situazione con Bertagnoli e Rover che poteva portarci in porta».

Un pizzico di rammarico per il pari

C’è rammarico per la mancata vittoria?«Sì, un po’ di rammarico c’è. Però il campionato di Serie B è questo: se con Padova e Pescara avessimo fatto due pareggi, oggi sarebbe tutta un’altra storia. Dobbiamo pensare una partita alla volta. Non c’è niente di scontato: tutti pensavano che il Pescara vincesse con la Juve Stabia, invece no. Così come molti pensavano che noi perdessimo col Palermo e invece potevamo anche vincere. Siamo vivi e la salvezza dipende molto da noi».

Quanto conta l’equilibrio in questo finale di campionato?«Se entri in campo pensando solo di dover vincere, rischi di scoprirti e perdere. Il mister è stato chiaro: prima non dobbiamo prendere gol e poi cercare di farlo. In queste tre partite la squadra sta facendo più che bene. È un gruppo fantastico, che ha dimostrato di avere attaccamento e grandi potenzialità».

Vi aspettavate un Palermo così mobile, soprattutto con Palumbo?«Sì, la partita era stata preparata così. Se andavamo sui riferimenti, ci avrebbero fatto male perché sono molto dinamici. Abbiamo scelto di rimanere in posizione, stare corti e bassi. In qualche situazione abbiamo sofferto sugli inserimenti senza palla, ma nel complesso la squadra ha fatto quello che era stato preparato. E sulle ripartenze li abbiamo messi in difficoltà: le occasioni migliore le abbiamo avute noi. La partita è stata preparata così e la differenza l'hanno fatta i giocatori seguendo le indicazioni dell'allenatore, e non è mai scontato: vuol dire che il gruppo è sano e ha voglia».

Perché Belardinelli e non Bertagnoli dall’inizio?«Inizialmente doveva giocare Bertagnoli, ma in settimana ha avuto qualche problema fisico e non sapevamo quanto potesse reggere. Avevamo bisogno anche di un giocatore davanti alla difesa che schermasse le loro giocate tra le linee. Il mister ha valutato Belardinelli come il più adatto e credo abbia fatto un’ottima partita, interpretando perfettamente quello che gli era stato chiesto. Poi speravamo in qualche giocata di Reinhart con il tiro da fuori area o sulle ripartenze, inserendo dopo Bertagnoli».

Il cambio di Reinhart è stato tattico?«Sì, stavamo soffrendo un po’ davanti alla difesa. Reinhart è più da palleggio, mentre con Bertagnoli volevamo più gamba e presenza».

Perché Bozhanaj è stato sostituito all’intervallo?«È un giocatore importante, ma dovevamo gestire le energie e le caratteristiche. C’era il dubbio se partire con lui o con Tripaldelli, senza dimenticare Bonetti come terzino sinistro. Abbiamo scelto Bozhanaj per il primo tempo e Tripaldelli per la ripresa, per avere sempre gamba nelle ripartenze. Era tutto studiato. Tripaldelli ha fatto l'assist per l'ultima occasione di Girma…».

Sulla scelta dopo il rosso

Dopo l’espulsione di Papetti, perché non inserire un altro difensore?«Non avevamo più terzini disponibili. In allenamento erano state provate delle alternative, Vicari aveva i crampi e andare a toccare la coppia centrale, che sta facendo molto bene, era rischioso. Bonetti è un mancino e non potevamo improvvisarlo a destra, così come Quaranta. A questo punto della stagione non si possono fare esperimenti».

Il problema sulla fascia destra resta?«Sì, purtroppo sì. Se Libutti non recupera e con le squalifiche, il mister dovrà inventarsi qualcosa. Proveremo delle soluzioni».

Pensa che l'arbitro abbia avuto due pesi e due misure?«Non lo so. Sull’espulsione di Papetti credo sia intervenuto il VAR. Palumbo, già ammonito, forse in qualche situazione si poteva valutare diversamente. Ma in questo momento ci sono cose più importanti su cui concentrarsi».

Contro una squadra che concede poco, avete creato tanto: è un segnale positivo?«Sì. Tolta la prima partita con il Pescara, in cui non conoscevamo ancora bene i giocatori, le altre tre il mister le ha preparate molto bene. Anche a Padova e oggi gli episodi hanno fatto la differenza. In queste “finali” devi concedere poco e avere la forza di colpire. Non è semplice mentalmente, soprattutto contro squadre forti».

Quanto pesa il fattore episodi?«Tantissimo. Un gol in più a Padova o oggi e parleremmo di altro. Anche a Padova avevamo segnato, ma il gol è stato annullato. Se dovessimo retrocedere per 10 centimetri sarebbe dura, ma dobbiamo concentrarci su quello che possiamo controllare. Restiamo concentrati senza disperdere energie in altre cose».

Come si affrontano le ultime due partite?«Dobbiamo restare concentrati e uniti. I ragazzi nello spogliatoio lo sanno: abbiamo ancora due finali e dobbiamo fare di tutto per arrivare almeno ai playout. Poi lì ce la giochiamo alla pari con gli altri».

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