Juventusnews24
·25. April 2026
Rocchi si difende dalle accuse: «Io sempre corretto. Ho fiducia nella magistratura». Cosa sta succedendo

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Il mondo del calcio italiano è stato travolto da una nuova tempesta giudiziaria che vede al centro della scena il designatore arbitrale. La notifica dell’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva ha colto di sorpresa l’intero ambiente calcistico, eppure la reazione del vertice dei fischietti è stata di assoluta fermezza. Gianluca Rocchi ha scelto di non arretrare di un millimetro, mostrando un volto sereno nonostante la gravità delle accuse che pendono sulla sua figura.
Il dirigente fiorentino ha voluto chiarire immediatamente la propria posizione, ricordando che i processi interni alla giustizia federale si sono già conclusi con un esito a lui favorevole. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi mantiene la calma e ribadisce la propria totale estraneità ai fatti, facendo scudo contro le critiche che piovono da ogni direzione. Per dissipare ogni dubbio sulla sua condotta, ha scelto di parlare in modo chiaro: «Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura». Queste parole, rilasciate tramite l’Ansa, segnano il confine tra il fango mediatico e la realtà dei fatti che Rocchi intende dimostrare nelle sedi opportune.
Non si può ignorare che questo scossone arrivi nel momento di massima tensione per la classe arbitrale. In attesa dei futuri sviluppi dell’inchiesta, che si concentra nello specifico sui dialoghi VAR delle controverse sfide Udinese-Parma e Inter-Verona, il clima attorno ai direttori di gara si fa sempre più pesante. La carriera di Rocchi parla per lui: con 263 partite dirette è un veterano assoluto, ma il ruolo di designatore lo ha esposto a pressioni senza precedenti. Con il contratto in scadenza, l’ex arbitro aveva già mostrato il suo carattere deciso dichiarando: «Sono pronto a dimettermi domani mattina se qualcuno non crede alla buona fede degli arbitri».
Oltre alle vicende di cronaca, il nome di Rocchi è legato indissolubilmente a un progetto di modernizzazione ispirato al modello inglese della Pgmol. L’idea era ambiziosa: trasformare l’AIA in una società di diritto privato per garantire maggiore professionalità e trasparenza. Questo piano avrebbe introdotto contratti di lavoro autonomo capaci di superare le vecchie logiche territoriali. Tuttavia, tra la crisi della FIGC e le nuove indagini, questo processo sembra essersi bruscamente interrotto. Il futuro di Rocchi e della riforma arbitrale rimane dunque appeso al filo sottile della verità giudiziaria.
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