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·26. April 2026
Rocchi, spunta un precedente su Calciopoli: l’episodio di Chievo Lazio per il quale venne assolto. Cosa è accaduto

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L’attualità del calcio italiano è scossa da un nuovo terremoto che vede il designatore della CAN di Serie A e B, Gianluca Rocchi, al centro di una tempesta mediatica e giudiziaria. La notizia dell’indagine aperta dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva ha portato alla sua immediata autosospensione nell’aprile 2026, ma il peso della cronaca recente ha inevitabilmente riaperto una ferita mai del tutto rimarginata: il legame con i tempi di Calciopoli.
Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il nome di Rocchi era già apparso nelle cronache giudiziarie per un episodio risalente al 20 febbraio 2005. All’epoca, nel pieno della carriera arbitrale, il fischietto toscano finì coinvolto nel filone relativo a Chievo-Lazio 0-1. In quel frangente storico, l’AIA non dispose neppure una sospensione cautelativa, permettendo al direttore di gara toscano di proseguire la sua attività. Il percorso legale di Rocchi si concluse allora con un proscioglimento sul piano sportivo e un’assoluzione dall’accusa di frode sportiva con rito abbreviato davanti alla giustizia ordinaria.
Nonostante l’esito favorevole, il richiamo al passato odierno accende i riflettori su alcuni passaggi critici delle motivazioni della Cassazione su Calciopoli. Pur confermando l’assoluzione “per insussistenza del fatto” per la posizione di Rocchi, i giudici citarono elementi sospetti legati a una serie di sviste arbitrali che avrebbero favorito la società romana nella sfida contro il Chievo. Quell’inciso, rimasto per anni sopito nel dibattito sportivo, riemerge oggi con forza mentre la posizione di Rocchi torna sotto la lente d’ingrandimento della magistratura.
Il quadro attuale appare però profondamente diverso e per molti versi più complesso. Oggi Rocchi deve rispondere di accuse che hanno già prodotto effetti istituzionali immediati, con la convocazione del Comitato Nazionale AIA per i provvedimenti conseguenti alla sua autosospensione. Sebbene la sua posizione resti coperta dalla presunzione di innocenza, il cortocircuito tra il vecchio filone di Calciopoli e la nuova inchiesta milanese aggiunge inevitabilmente ulteriore rumore a una vicenda che mette a dura prova la credibilità del sistema arbitrale. Sarà ora il lavoro della magistratura a dover chiarire se il nome di Rocchi potrà uscire pulito anche da questa nuova indagine o se la storia prenderà una piega differente.
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