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·12. Februar 2026
Rovella: "Vorrei rigiocare Lazio-Bodo. Il mio sogno con questa maglia è..."

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Ai microfoni ufficiali del club, Nicolò Rovella ha trattato diverse tematiche: ecco le sue dichiarazioni integrali.

Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball
Tanti particolari, non è una banalità ma le coreografie in trasferta sono pazzesche, ogni tifoso che va allo stadio è come se fosse un ultrà. Aiutano i giocatori a tirare fuori il meglio anche nei momenti più difficili, lo spirito laziale ti fa uscire quel qualcosa in più in campo che magari altre squadre non hanno. Il coro più bello? “La Lazio mia” perché ci sono legato da tanto ma ce ne sono tanti, quando arrivo allo stadio mi piacciono le bandiere che ci sono in Curva e in Tevere.
Facile, quella che vorrei rigiocare è Lazio-Bodo Glimt per il semplice fatto che secondo me la qualificazione l'abbiamo buttata all'andata, al ritorno abbiamo fatto quello che potevamo, sicuramente i rigori sono una lotteria dove sbagliano anche i calciatori più forti della storia; mi è rimasta qua, avevamo chance di andare avanti e chissà… anche di vincerla. La più bella? O il derby di Coppa Italia o la gara di Plzen con il gol di Gustav, ce ne sono tante, anche quella vinta con il Milan a San Siro, la più bella spero di farla quest'anno.
La stagione 2019/20? Il Covid quell'anno ha influito tanto sull'esito del campionato. La Lazio era uno squadrone, aveva trovato l'alchimia giusta con mister Inzaghi, oltre a dei giocatori forti. Purtroppo poi non ce l'ha fatta, ma se il campionato fosse continuato regolarmente c'erano buone possibilità. Spero di viverlo anch'io, non la fine (ride, ndr.), ma una possibile lotta per il titolo con la maglia della Lazio.
Lo stadio più bello in cui ho giocato? San Siro, è un classico da dire ma le emozioni che si provano a giocare lì sono poche. Io poi sono nato a Milano, è lo stadio dove andavo da bambino... è bellissimo. Modric? La sua maglia l'ho già presa (ride, ndr.), gliela lascio a Mattia. Lui è un campione, ci ho giocato contro due anni fa in uno Juventus - Real Madrid di inizio estate, mi piacerebbe farlo anche in campionato per vederlo da vicino. Sarebbe fantastico. Il più forte al mondo nel mio ruolo al momento? Vitinha del PSG. Il segreto per giocare da giovani in Italia? Ci vuole un po' tutto, tra fortuna, il momento giusto e farsi trovare pronti negli allenamenti. Quando ho esordito io, ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori. Per esempio Thiago Motta, che ora è senza squadra ma lui ci credeva tanto nei giovani. Bisogna incontrare anche l'allenatore giusto che ti dà l'occasione di far vedere quanto vali, quello influisce tanto. Il primo gol con la Lazio? Sì, me lo immagino come a Parma. L'unica cosa è che vorrei farlo in casa. Tutto perfetto, ovviamente senza l'annullamento del Var (ride, ndr.). Mi piacerebbe tanto segnare all'Olimpico per la prima volta e fare una corsa sotto la Nord. I miei sogni con la Lazio? Il sogno più grande che ho è alzare un trofeo con questa maglia, e farlo da protagonista sarebbe importante. Già vincerne uno creerebbe la mentalità vincente per alzarne ancora di più, aprire un ciclo vincente qua sarebbe straordinario. Qui a Roma quando vinci ti ricordano per sempre, basta pensare agli eroi degli Scudetti... Mi piacerebbe essere ricordato come loro.









































