Calcio e Finanza
·19. Februar 2026
Sampdoria, braccio di ferro tra Manfredi e Tey: al centro il futuro del club

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·19. Februar 2026

La primavera – quantomeno a livello di calendario – si avvicina e rappresenterà un periodo molto delicato per il futuro prossimo della Sampdoria. Infatti, è questo il momento identificato sia da Matteo Manfredi, presidente e socio di minoranza con il 42% delle quote societarie, che da Joseph Tey, primo azionista del club con il restante 58%, come la giusta deadline per decidere in merito alla proprietà dei blucerchiati.
Come riporta l’edizione odierna de Il Secolo XIX, in attesa che i due soci si mettano d’accordo, visto che una convivenza viene ritenuta impossibile da entrambe le parti, nelle scorse settimane è stato rilanciato l’interessamento di diversi fondi di investimento e gruppi finanziari, con le speranze dei tifosi che crescono: son mesi ormai che i sostenitori blucerchiati auspicano un cambio di proprietà.
Solamente Manfredi sarebbe il riferimento di questi soggetti interessati a un eventuale investimento nella Sampdoria. Dall’altro lato, delle intenzioni di Tey non è dato sapere nulla. L’imprenditore nelle scorse settimane ha continuato a garantire il proprio sostegno economico al club con un versamento da 7 milioni di euro per adempiere alla scadenza del 16 febbraio relativa agli stipendi di novembre e dicembre più contributi INPS e ritenute Irpef.
Questa notizia, che rende il caso Sampdoria unico o quasi, viene giustificata dal fatto che Manfredi detiene sì il 42% delle quote attraverso la lussemburghese Gestio Capital Structuring & Investment Solution, ma possiede le azioni con potere di voto, le azioni A, mentre Tey, che è l’azionista di maggioranza con il 52%, detiene esclusivamente le azioni B, quelle senza diritto di voto. Ed è per questo che l’eventuale nuovo proprietario della Sampdoria dovrebbe trovare un accordo con entrambe le parti. E qui il fascicolo blucerchiato diventa più complesso delle abituali trattative per la compravendita di un club calcistico.
Gli accordi fra Manfredi e Tey prevedono il diritto di prelazione. L’articolo 9.2 recita infatti: «chi vuole cedere le proprie azioni a un terzo, deve prima proporle all’altro socio con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, accompagnata dall’offerta di acquisto e da copia del contratto, inclusi dati dell’acquirente, termini, condizioni di pagamento e eventuali garanzie». La prelazione va esercitata entro 30 giorni. Inoltre, va ricordato anche l’articolo 9.9 che evidenzia come solo nel caso che sia Tey a voler cedere, occorre il gradimento sull’acquirente di Manfredi. Ma non viceversa. Ecco spiegato perché al momento sia l’attuale presidente dei blucerchiati a parlare o comunque a interfacciarsi con i soggetti interessati a un ingresso nella Sampdoria.
Nell’intricato labirinto di norme che regola l’accordo fra le parti c’è anche da sottolineare l’articolo 13, il diritto “Tag-along”: se Tey vende a un terzo le proprie azioni, Manfredi può decidere di cedere le sue allo stesso prezzo. In caso di contenziosi tra i due, è prevista la nomina di un collegio arbitrale, composto da tre figure. Qui entra in azione il numero 14: solamente se Tey non esercitasse entro i 30 giorni la prelazione nel “Tag-Along”, Manfredi può obbligare entro i successivi 15 giorni il singaporese a cedere le sue azioni all’acquirente. Questa è la dimostrazione plastica di quanto un accordo di questo tipo fra i soci renda un’eventuale passaggio di proprietà molto più complesso del normale, disegnando diversi scenari per il futuro della Sampdoria.
Infine, c’è la questione relativa alla buonuscita che spetterebbe a Manfredi. Nel muro contro muro che si è costruito negli ultimi mesi, le trattative fra le parti vanno a rilento. Fatto sta che un accordo non c’è, con le parti che sarebbero molto distanti dalla fumata bianca. Da qui la possibilità che Tey, per forzare la mano, inizi a garantire i suoi versamenti nel club solamente per la quota che gli spetta, pari al 58%, con il restante 42% che sarebbe quindi a carico di Manfredi. Proprio in questa ottica, nelle ultime settimane si fa sempre più strada la possibilità che il presidente blucerchiato possa trovare un accordo privato con un soggetto terzo che lo sostenga economicamente.
E tra i rumors si fa sempre più strada il fondo di Dubai, Paris Society International, che fa parte del gruppo madre Accor attraverso una holding che si chiama Ennismore. Attivi anche nel campo di ristorazione e hotel di lusso, starebbero valutando investimenti a Portofino. Fatto sta che una volta che Manfredi trova l’investitore sarebbe più tutelato da qualsiasi forzatura economica di Tey e diventerebbe in grado, oltre che di assumersi qualsiasi costo di gestione della Samp, di contrattaccare con una proposta in prima persona per l‘acquisto della maggioranza del club. La situazione è in continua evoluzione, ma la parola fine sembra ancora abbastanza lontana per il futuro della Sampdoria.









































