Calcio e Finanza
·20. Januar 2026
Sampdoria, vertice tra Tey e Manfredi: sale l’ipotesi del divorzio

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·20. Januar 2026

Le prossime settimane saranno molto importanti in casa Sampdoria. Da una parte il campo, con la squadra blucerchiata che sarà chiamata a tirarsi fuori dalla zona retrocessione, dall’altra la questione proprietà, con le due anime del club, da una parte Matteo Manfredi e dall’altra Joseph Tey, che sembrano essere sempre più distanti.
Come riporta l’edizione odierna de Il Secolo XIX, il primo azionista di Singapore e il presidente blucerchiato hanno fissato un faccia a faccia in quel di Dubai per dirimere la questione. Un incontro programmato, per fare un nuovo punto della situazione a distanza di un mese e mezzo dall’ultimo, quello milanese del 4 dicembre, che aveva come tema centrale il calciomercato invernale.
Da tempo la convivenza fra quelle che si possono definire due anime differenti all’interno del club, da una parte quella guidata da Nathan Walker (plenipotenziario di Tey) e dall’altra quella italiana riconducibile a Manfredi, si è fatta complicata. Ma un punto in comune c’è: trovare una soluzione per risolvere questa situazione entro la fine della stagione, lasciando così un solo gruppo al comando del club blucerchiato.
Da quanto filtra il periodo individuato per arrivare a una soluzione definitiva è la prossima primavera. Infatti, non si tratta di una questione semplice, che potrebbe inoltre presentare anche degli accordi privati fra le parti in causa. Per esempio, un divorzio tra Tey e Manfredi richiederebbe innanzitutto l’approvazione delle banche creditrici presenti nel piano di ristrutturazione del debito del club blucerchiato (si parla ancora dei debiti garantiti da Sace): McQuarie, Bper, Credito Sportivo e Sistema. Tutte titolari della clausola “change of control”: in caso di cambio dell’assetto societario c’è bisogno cioè del loro gradimento. Tey e Manfredi devono quindi necessariamente ottenere il loro consenso nel caso ad esempio uno dei due si facesse da parte ed entrassero al suo posto nuovi investitori nel club blucerchiato.
A proposito di clausole, poi, ne esiste anche un’altra che potrebbe giocare un ruolo primario in caso di cessione della maggioranza azionaria del club a nuovi proprietari. Come si può evincere dagli allegati alla sentenza di omologa del piano di ristrutturazione, se la cessione del club si completerà entro il 31 dicembre del 2033, qualora il valore offerto non fosse sufficiente a rimborsare le banche, l’ammontare del debito residuo con i vari istituti di credito sarà stralciato del 50%. Una clausola sulla quale aveva lavorato soprattutto il vecchio CdA e in particolare l’avvocato Antonio Romei, insieme a Gianni Panconi e Alberto Bosco. Chi subentra quindi, erediterà un debito bancario ridotto di un 50% per un totale di 25-30 milioni di euro in meno.
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