Savicevic tra Milan e Mondiale: «Ronaldo lasci la Nazionale. Leao? Non lo capisco» | OneFootball

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·21. Juni 2026

Savicevic tra Milan e Mondiale: «Ronaldo lasci la Nazionale. Leao? Non lo capisco»

Artikelbild:Savicevic tra Milan e Mondiale: «Ronaldo lasci la Nazionale. Leao? Non lo capisco»

L’ex fuoriclasse a ruota libera in formato intervista: boccia l’indennizzo per il nuovo ds, elogia la Francia di Mbappé e avverte l’Italia sui veri problemi del calcio

Sul campo era il Genio. Dejan Savicevic ha regalato momenti di calcio incantevole (su tutti il gol al Barcellona nella finale Champions del 1994), nel Milan e non solo. Ecco le sue opinioni espresse a La Gazzetta dello Sport.


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IL MILAN FUORI DALLA CHAMPIONS «Non me l’aspettavo. Consideravo scontato entrare in Champions, poi mi sono ritrovato quinto all’improvviso».

LA COLPA «Mah, la colpa per me è stata più dei giocatori che dell’allenatore. Mi spiace per Allegri che sia finita così: è bravo, non meritava tutto questo».

L’ERRORE PRINCIPALE «Non vendere Leao».

NON ARRIVANO GRANDI OFFERTE «Sì, ma io non capisco quel ragazzo. Dicono sia interessato più alla musica che al calcio, non so se sia vero. Di sicuro, lo lascerei andare. Mi sembra che sarebbe meglio per tutti».

KROSCHE «Pagare per Krösche? Andiamo… non è mica Ancelotti».

IL MONDIALE «Sì. Voglio aspettare a giudicare questa formula, ma alla fine contano i guadagni. Non si può accontentare tutti».

CHI GLI PIACE «La Francia. E vedo sempre volentieri Mbappé: mi sembra sempre il più forte».

MESSI «Non pensavo potesse ancora giocare così. Ha avuto ragione lui, anche se due gol su tre sono errori del portiere dell’Algeria, il figlio di Zidane».

CR7 «Se non capisci questo, non capisci di calcio. Messi è 70% talento e 30% applicazione, Cristiano il contrario. Con l’età il fisico cala e solo il talento ti tiene in piedi».

DEVE SMETTERE «Con la Nazionale sì. Potrebbe concentrarsi sul club e fare mille gol. La gente ricorda sempre l’ultima cosa che hai fatto».

MONTELLA «Mi dispiace per Montella. È uno dei pochi tecnici italiani con mentalità offensiva».

LE ELEZIONI IN FIGC «Non cambierà nulla. Il problema non è il presidente, sono i giocatori e il modo di allenarli. I ragazzi non dribblano più, fanno due tocchi e vanno sull’esterno. E i grandi difensori italiani di una volta dove sono finiti?».

ADZIC «C’era Adzic, ma ha giocato troppo poco nella Juve. Dopo il gol all’Inter mi aspettavo diventasse titolare, invece nulla».

É LENTO «Calma. Prima facciamolo giocare, poi vediamo».

I SUOI DRIBBLING «Io ho sempre dribblato, molto più in strada che in campo. Ho cominciato a giocare per davvero solo a 15 anni».

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