Serie A, come mai gli stranieri ‘rubano’ il posto agli italiani? La spiegazione regolamentare e le parole di Simonelli | OneFootball

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·7. April 2026

Serie A, come mai gli stranieri ‘rubano’ il posto agli italiani? La spiegazione regolamentare e le parole di Simonelli

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Serie A, come mai gli stranieri ‘rubano’ il posto agli italiani? La spiegazione regolamentare e le parole di Simonelli, presidente della lega

Il calcio italiano si interroga su un tema sempre più centrale: il peso crescente dei calciatori stranieri in Serie A e le difficoltà nel creare condizioni favorevoli per valorizzare di più i profili italiani. Secondo i dati richiamati da La Gazzetta dello Sport, in questo campionato gli stranieri incidono per il 69,1% delle presenze complessive in Serie A. Nello stesso tempo, guardando agli acquisti a titolo definitivo, le operazioni con club esteri sono state 108, contro le 68 concluse tra società italiane. Sempre secondo la stessa ricostruzione, i club italiani risultano secondi in Europa, dietro solo a quelli inglesi, per spesa nei trasferimenti internazionali dal 2020, con 5,2 miliardi di dollari investiti.

Alla base di questo squilibrio c’è anche un nodo regolamentare. In Italia i trasferimenti interni passano attraverso la cosiddetta stanza di compensazione, un meccanismo gestito dal sistema delle leghe che obbliga i club con saldo negativo a presentare garanzie fideiussorie bancarie o assicurative. Si tratta di strumenti costosi e spesso complessi da ottenere, soprattutto per proprietà straniere o in presenza di richieste di coperture molto elevate. Il risultato, in pratica, è che acquistare da un club estero può diventare più semplice e più flessibile rispetto a trattare con una società italiana.


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Proprio su questo punto il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha spiegato alla Gazzetta che oggi il sistema finisce per rendere più conveniente il mercato internazionale rispetto a quello domestico. La linea indicata è quella di riequilibrare le condizioni tra operazioni nazionali e internazionali, anche attraverso un possibile consorzio di garanzia che riduca il peso delle fideiussioni. Tra i soggetti coinvolgibili c’è l’Istituto per il Credito Sportivo, mentre il tema sarebbe già stato affrontato anche con il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Sul tavolo ci sono inoltre ipotesi di sgravi fiscali per i club che contribuiscono alla formazione dei giocatori della Nazionale. L’obiettivo è chiaro: rendere il mercato interno meno penalizzante e creare condizioni migliori per la crescita del talento italiano.

PAROLE – «Oggi è più vantaggioso acquistare un giocatore da un club estero. Mi piacerebbe quantomeno rendere paritetiche le condizioni tra trasferimenti nazionali e internazionali. Se non si riuscisse ad eliminare le garanzie fideiussorie, bisognerebbe almeno creare un consorzio di garanzia che renda meno onerosi tali strumenti».

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