Calcio e Finanza
·3. Februar 2026
Serie A, la classifica dei debiti: quanto pesano sui ricavi squadra per squadra

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·3. Februar 2026

Quanto pesa effettivamente l’indebitamento sui club di Serie A? Calcio e Finanza ha infatti analizzato i principali numeri dello stato patrimoniale delle società che hanno partecipato al massimo campionato nella stagione 2024/25. Guardando, in particolare, anche al rapporto tra i debiti e il fatturato, che può essere considerato un elemento chiave per comprendere quanto il debito pesi effettivamente sulla capacità dei club di generare ricavi.
Partiamo così dal confronto tra l’indebitamento lordo e il fatturato, che restituisce un’immagine ancora fortemente polarizzata. Nel complesso, la Serie A presenta 4,89 miliardi di euro di debiti a fronte di 4,04 miliardi di ricavi registrati nella stagione 2024/25, con un rapporto pari al 121%: un dato che segnala come, a livello aggregato, il sistema continui ad avere un’esposizione superiore alla capacità annua di generare fatturato.
La parte alta della classifica evidenzia le situazioni più critiche. Club come Genoa (235%), Como (234%), Roma (226%) e Parma (209%) mostrano un indebitamento lordo superiore di oltre due volte rispetto ai ricavi, una condizione che implica una struttura finanziaria rigida e una forte dipendenza da operazioni straordinarie, rifinanziamenti o dal supporto degli azionisti (infatti per i giallorossi circa 1/3 del debito fa riferimento a debiti verso soci per finanziamenti).
Subito sotto questa soglia si collocano diversi club di medio-alta fascia, tra cui Lazio (193%), Cagliari (186%), Verona (150%) e Juventus (140%), con particolare impatto per i bianconeri da un lato dalla straordinarietà del Mondiale per Club come impatto sui ricavi e dall’altra l’alto valore di debiti da factoring.

Scendendo ulteriormente nella classifica, Inter (116%) e Napoli (103%) si collocano appena sopra la soglia del 100%, seppur con una differenza (come vedremo): l’indebitamento del club nerazzurro è legato in larga parte ai debiti finanziari, quello del club partenopeo ai debiti da calciomercato (a cui fanno da contraltare crediti rilevanti), oltre all’impatto sui ricavi da un lato di poste straordinarie come il Mondiale per Club e la finale di Champions League mentre dall’altra la mancata partecipazione alle coppe europee. Al di sotto di questa linea si trovano le situazioni più equilibrate, tra cui Torino (97%), Udinese (94%), Monza (91%), Atalanta (84%) e Milan (79%), con debiti inferiori al fatturato annuo.
La classifica dei debiti finanziari netti, che tiene conto della liquidità disponibile, restituisce una fotografia diversa. A livello aggregato, l’esposizione scende a 1,16 miliardi di euro, pari ad appena il 29% del fatturato complessivo: un dato che segnala una maggiore capacità del sistema di assorbire il debito grazie alle risorse liquide.
In questo caso, l’unica situazione oltre il 100% è quella del Genoa (117%), mentre Verona (88%) resta nella fascia alta ma ancora sostenibile. Per quanto riguarda le big, Juventus (57%) e Roma (57%) presentano un livello di debito netto pari a poco più della metà del fatturato annuo, un valore che evidenzia come la liquidità disponibile riduca in modo significativo il peso dell’indebitamento rispetto al dato lordo.

Ancora più favorevole la situazione di Inter (44%) e Lazio (42%), che mostrano un’esposizione finanziaria netta ì sotto controllo in rapporto ai ricavi. Il Milan (22%) si colloca tra i profili più solidi tra le big, con un debito finanziario netto contenuto e non strutturalmente vincolante, mentre il Napoli (-47%) rappresenta il caso più evidente di posizione finanziaria netta positiva, con una liquidità ampiamente superiore ai debiti finanziari.








































