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¡19. Januar 2026
đď¸ Serie A, Simonelli: âMilan-Como a Perth un poâ azzardata col senno di poi. Supercoppa? Si va verso gara unicaâ

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Il presidente di Lega Calcio Serie A, Ezio Maria Simonelli, analizza in conferenza stampa i temi dellâassemblea dei club andata in scena questa mattina. Queste le sue dichiarazioni, riportate da TMW:
âSiamo partiti con un minuto di silenzio per Commisso e Tosel, molto toccante. Poi ci siamo soffermati su quanto successo in autostrada, ho mandato un messaggio di solidarietĂ alle forze di Polizia per gli sforzi che fanno. Il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con scontri delinquenziali, che mettono a rischio chi li deve prevenire. Abbiamo parlato dellâincontro con gli arbitri andato in scena a Roma, quello che stiamo cercando di avere sono giudizi piĂš omogenei possibili e su questo siamo allineati. Faremo un incontro con allenatori e vertici delle societĂ proprio per cercare di chiarire i punti dubbi e sapere qual è lâinterpretazione della CAN, per poi discuterla, perchĂŠ non è detto sia quella giusta. Quello che chiedono i presidenti è di chiarire le regole: non abbiamo ancora fissato una data per questo incontro, è difficilissimo trovare date libere. Aspetteremo credo fine mese, quando ci sarĂ anche il calendario della Champions, per cercare di individuare la data. La data del 12 febbraio, che avevo ipotizzato, non è una data papabile. Ne troveremo una in quellâorizzonte, tra il 9 e il 12-13 febbraio.
Abbiamo poi analizzato gli scenari internazionali, cerchiamo di rendere piĂš appetibile il calcio italiano allâestero, aumentando i ricavi e colmando il gap che ci divide dalla Premier League, ma anche di crescere rispetto alla Spagna e rimanere avanti rispetto alla Germania. Abbiamo discusso di come fare, parliamo di cose future: il problema di fondo è se e quanto investire per cercare di sviluppare il calcio italiano allâestero. Come sempre per ottenere dei risultati bisogna spendere dei soldi: non parlo delle societĂ , perchĂŠ aumentare i diritti comprando Lamine Yamal e Bellingham è facile far aumentare i diritti. Non è possibile, e dobbiamo capire noi quali leve poter usare: una è sicuramente la competitivitĂ del campionato, che per ora è massima e lo stesso vale per la Coppa Italia. Vogliamo che il pubblico si appassioni a una competizione che non è scontata, e poi battere sul glamour dellâItalia allâestero: noi andiamo a raccontare le bellezze dellâItalia, oltre che del calcio italiano. Ă un lavoro lungo, non facile, ma la struttura, guidata dallâad De Siervo, ci sta aiutando. Infine, abbiamo valutato alcune modifiche di statuto, anche cambiamenti organizzativi che necessitano di una serie di passaggi e di condivisioni: ogni volta che si tocca qualcosa di deciso in passato, si discute e bisogna capire i motivi per cui cambiare. Ci sono state tante discussioni, che sono sempre positive perchĂŠ stimolano. E poi abbiamo approvato lâalgoritmo di ripartizione dei diritti TV per il prossimo annoâ.
Era la prima volta che vi riunivate dopo la PEC di Lotito⌠âHo dato atto a Lotito e alla Lazio di aver trattato un tema condiviso anche da altre societĂ . Tutti abbiamo un obiettivo: gli arbitri possono essere bravi e meno bravi, sbagliano loro come portieri, attaccanti, difensori, e via dicendo. Però, per la regolaritĂ del campionato, vogliamo che questo errore umano sia omogeneo. Non vogliamo che sbaglino per tutte le squadre ma che, se câè un errore, sia sempre quello. E poi se ne può discutere. Il tema di fondo, su cui dovremo trovare un accordo con i presidenti, è se vogliamo una partita spezzettata dove la VAR interviene in ogni momento o se ne vogliamo una con meno interventi? Queste grandi interruzioni durante la partita non aiutano il pubblico, televisivo e allo stadio. Esaminare nel dettaglio tutti i singoli casi può dare maggior certezza sullâequitĂ , dallâaltro il troppo spesso è nemico del bene: è una scelta da fare insieme con allenatori, dirigenti e arbitriâ.
Unâipotesi di gare allâestero è ancora sul tavolo? La Supercoppa del prossimo anno? âOggi non ne abbiamo parlato, sulla Supercoppa si tenderĂ ad andare su partita singola. Lâidea di andare allâestero era legata alla valorizzazione del calcio italiano, quellâidea su Perth è tramontata per i motivi noti. Con il senno di poi, forse era un poâ azzardata. Però quella era lâidea piĂš vantaggiosa e di conseguenza era stata scelta. Se ricapiteranno queste opportunitĂ in futuro si valuteranno, anche in base alle nuove regole FIFA e UEFA. Vedremo di adattarci: non credo sia uno scandalo, sappiamo che la NFL fa la prima partita in Europa e lo stesso vale per altri sport, anche il Giro dâItalia fa tappe fuori. Che il calcio possa andare fuori dal Paese penso ci possa stare, poi capisco che il tifoso avrebbe sempre il piacere di vedere la propria squadra giocare nel proprio stadio. Ma un sacrificio di una gara su 380 non credo crei problemiâ.
Lâincontro riguarderĂ allenatori e dirigenti? âSĂŹ, allâinizio si faceva con allenatori e capitani. Ma sono incontri che ha senso fare a inizio campionato, non a ridosso delle gare. Considerato che lo faremo a campionato in corso, con partite importanti a ridosso, preferiamo limitare questa cosa agli allenatoriâ.
Avete giĂ avuto riscontri da Rocchi su questa ipotetica disparitĂ ? âIl designatore è una persona superseria, quando ci sono errori è dispiaciuto come e piĂš di noi. Vorrebbe darci un prodotto perfetto, a prova di errore, però inevitabilmente ogni domenica ci sono decisioni imperfette. Si può migliorare, e infatti noi abbiamo chiesto piĂš formazione, magari la presenza a Lissone di qualche supervisore. Lavoriamo tutti nella stessa direzione, e saremo tutti piĂš felici se gli errori dovessero scendere. Ma scordiamoci un campionato senza errori: è oggettivamente impossible, succede anche ai piĂš bravi, come ai portieri o ad altri giocatori in campoâ.
Ipotizza un supervisore dei varisti? âUn tempo câera qualcuno che potesse fare ulteriore garanzia allâinterno di Lissone. Oggi non câè nessuno nella sala grande, noi ci auguriamo che quella sala: tutte le sale VAR sono chiuse e nessuno da fuori può fare un gesto o nulla. Avere presenze in piĂš può dare maggiori garanzie: tecnicamente non saprei dire come al momento, ma vedremoâ.
Stellini ha detto che il calendario del Napoli è fatto male. Ne ha parlato con ADL? âNon so se sia fatto male, ma il calendario è difficilissimo da fare e non vorrei essere mai nei panni di Butti. Ă difficile che sbagli. Molto spesso, quando si parla di calendario, nessuno si mette nei panni di chi lo deve fare e di tutte le variabili. Io stesso me ne sono reso conto: abbiamo fatto il calendario un mese e mezzo prima del solito, ho cercato di anticipare la programmazione delle partite ma arriva un momento, come questo, in cui è impossibile programmare, non sapendo i risultati delle coppe. Non so se il Napoli ha un calendario non fatto bene, sicuramente tutti si lamentano: quando si lamentano tutti, vuol dire che non ci sono favoritismi nei favori di nessunoâ.
A proposito di calendario, il mancato stage ha scontentato stage e FIGC. âDi sicuro la Lega cercherĂ di fare il possibile per anticipare le partite nella giornata prima del 26 di marzo, quando ci sarĂ la prima gara dei playoff a Bergamo. Tutto questo però passa dai calendari internazionali, dalla Champions⌠Lâobiettivo è di mettere a disposizione di Gattuso i calciatori il prima possibile, però ci sono una serie di variabili che non dipendono da noiâ.
Lâidea della PGMOL allâitaliana è in standby? âNon ne abbiamo parlato, prima cerchiamo di avere uniformitĂ di giudizio, ma al momento non è attuale. Non so se ci si arriverĂ , ma mi interessa un campionato il piĂš equo possibile, con decisioni il piĂš neutrali possibile come è il ruolo dellâarbitroâ.
Sullo statuto a cosa state lavorando? âStiamo valutando di diventare una societĂ di capitali, potrebbe essere un cambio epocale. Abbiamo dato mandato a un professionista di fare un raffronto tra i modelli, con tutti i pro e tutti i contro. Poi entreremo nel merito per sviluppare questa cosaâ.
Con lâidea di aprire a capitali terzi? âNo, con le venti societĂ attuali come venti soci e una serie di vincoli per cedere le quote di chi retrocede. Però parliamo di una cosa in divenire, è difficile affrontarla: non câè il titolo la Lega diventerĂ Srl. Secondo me è il titolo è interrogativoâ.









































