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·14. Juli 2026

Settore giovanile Milan, tra alti e bassi: i risultati delle varie squadre del vivaio rossonero

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Settore giovanile Milan, il punto della situazione sulla stagione appena trascorsa dal vivaio rossonero

La politica societaria del Milan ha spesso teso a lanciare i giovani più pronti direttamente nel calcio dei “grandi”. Nell’ultima stagione, tuttavia, questo processo ha subito una brusca frenata, riflettendosi in risultati di squadra tutt’altro che esaltanti per il settore giovanile rossonero.

Se guardiamo ai numeri e alle classifiche, la Primavera è la formazione che ha deluso di più, ma la crisi è diffusa.


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Il bilancio delle categorie: luci e ombre

  • Under 15 (Campioni d’Italia): È l’unica vera nota lieta. Lo Scudetto porta la firma di Jadid (classe 2011), che ha giocato gran parte dell’anno sotto età con i 2010 per poi tornare dai coetanei a fine stagione, conclusa l’esperienza con mister Parolo.
  • Under 16: Dopo un girone quasi perfetto, il cammino si è interrotto bruscamente ai quarti di finale contro il Pescara.
  • Under 17: Eliminazione cocente già alla fase a gironi, senza che nessun giocatore venisse convocato in Nazionale.
  • Under 18: Un anonimo 14° posto in classifica.
  • Primavera: 11ª posizione su 20 squadre, a ben dieci punti di distanza dall’ultimo pass utile per i playoff.

La linea verde: chi gioca “sotto età”?

Nonostante il trend negativo delle squadre, se si sposta il focus sui singoli talenti emerge un quadro diverso. Analizzando la Primavera dal 2008 in poi, l’ultima partita stagionale (seppur ininfluente per la classifica) ha offerto indicazioni preziose: la spina dorsale della squadra era composta da ben sette titolari classe 2008.

  • I titolari (2008): Bouyer, Borsani (che ha debuttato anche in Milan Futuro), Cisse, Cullotta, Vincent Ibrahimovic (3 presenze), Plazzotta e Tartaglia.
  • Il più giovane (2009): Petrone, che ha collezionato 5 presenze totali.
  • I subentrati (2008): Maiga Cisse, Zaramella e Nolli.

La nota positiva: Escluso Vincent Ibrahimovic, tutti i classe 2008 menzionati hanno superato le 10 presenze stagionali, e molti sono andati oltre le 20. Questo minutaggio rappresenta l’altra faccia della medaglia rossonera, quella legata alla valorizzazione individuale.

Il nodo culturale: il rischio della “Comfort Zone”

Questi dati evidenziano una gestione dei ragazzi talvolta contraddittoria. Se da un lato ci sono isolati tentativi di promozione precoce, dall’altro sembra esserci un freno invisibile che rallenta il percorso di crescita per proteggere i ragazzi, tenendoli il più a lungo possibile in una comfort zone protetta.

Il rischio reale è che il talento si perda: dominare fino ai 18 anni non garantisce di essere pronti per il calcio professionistico se l’appuntamento con il salto di categoria arriva troppo tardi. Per sbloccare questo stallo non servono imposizioni, ma una vera e propria rivoluzione culturale nel modo di lavorare con i giovani. Una transizione complessa, spesso ostacolata da visioni contrastanti, mentre la Nazionale maggiore continua a mostrare le crepe di un sistema che fatica a rinnovarsi.

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