Milannews24
·14. Juli 2026
Settore giovanile Milan, tra alti e bassi: i risultati delle varie squadre del vivaio rossonero

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La politica societaria del Milan ha spesso teso a lanciare i giovani più pronti direttamente nel calcio dei “grandi”. Nell’ultima stagione, tuttavia, questo processo ha subito una brusca frenata, riflettendosi in risultati di squadra tutt’altro che esaltanti per il settore giovanile rossonero.
Se guardiamo ai numeri e alle classifiche, la Primavera è la formazione che ha deluso di più, ma la crisi è diffusa.
Nonostante il trend negativo delle squadre, se si sposta il focus sui singoli talenti emerge un quadro diverso. Analizzando la Primavera dal 2008 in poi, l’ultima partita stagionale (seppur ininfluente per la classifica) ha offerto indicazioni preziose: la spina dorsale della squadra era composta da ben sette titolari classe 2008.
La nota positiva: Escluso Vincent Ibrahimovic, tutti i classe 2008 menzionati hanno superato le 10 presenze stagionali, e molti sono andati oltre le 20. Questo minutaggio rappresenta l’altra faccia della medaglia rossonera, quella legata alla valorizzazione individuale.
Questi dati evidenziano una gestione dei ragazzi talvolta contraddittoria. Se da un lato ci sono isolati tentativi di promozione precoce, dall’altro sembra esserci un freno invisibile che rallenta il percorso di crescita per proteggere i ragazzi, tenendoli il più a lungo possibile in una comfort zone protetta.
Il rischio reale è che il talento si perda: dominare fino ai 18 anni non garantisce di essere pronti per il calcio professionistico se l’appuntamento con il salto di categoria arriva troppo tardi. Per sbloccare questo stallo non servono imposizioni, ma una vera e propria rivoluzione culturale nel modo di lavorare con i giovani. Una transizione complessa, spesso ostacolata da visioni contrastanti, mentre la Nazionale maggiore continua a mostrare le crepe di un sistema che fatica a rinnovarsi.







































