Milannews24
·16. April 2026
Simonelli: «Malagò ha sempre dimostrato… Serie A a 18? Sono aumentate le altre partite, non quelle in Italia»

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·16. April 2026

L’evento “Il Foglio a San Siro” si conferma uno dei palcoscenici più rilevanti per il dibattito sul calcio italiano. Tra i protagonisti della giornata spicca Ezio Maria Simonelli, Presidente della Lega Calcio Serie A, ha concesso una lunga analisi ai microfoni della stampa presente. Le sue parole hanno toccato lo stato di salute del nostro campionato e, inevitabilmente, l’andamento delle grandi potenze come il Milan.
MALAGO’ – «Concordo con il Ministro Abodi ed è per questo che noi stiamo lavorando anche sui programmi che presenteremo lunedì al presidente Malagò che vedrà come integrarli. E’ chiaro che i programmi siano importanti ma se non c’è una persona capace di realizzarli, restano sulla carta. Credo che Malagò abbia sempre dimostrato di mettere a terra le idee sue e degli altri».
TEMI -«Sia uno che l’altro. Una delle ultime cose di cui abbiamo discusso è quella di non sfavorire l’acquisto di italiani. Oggi acquistare un italiano per una società di calcio è meno favorevole che acquistare uno straniero per due motivi: non c’è l’IVA sugli acquisti dall’estero, su questo ci stiamo lavorando e abbiamo già qualche idea su come risolvere in maniera neutrale questa anomalia di un calo di gettito, poi c’è il tema delle fideiussioni. La mia proposta – che ha trovato il favore del Ministro Abodi – è quella di avere una specie di ‘Consorzio di Garanzia’: non è una singola squadra a dover garantire un certo pagamento, ma un sistema statistico assicurativo che visti i gradi di insolvenza stabilisce qual è il rischio. Negli ultimi anni abbiamo avuto 2 fallimenti in Serie A quindi credo che il rischio di default sia molto basso».
SERIE A 18 – «ADL ha sempre grandi idee che sono un po’ provocatorie. Il tema è molto divisivo, io ricordo sempre che la Serie A ha 20 squadre da 20 anni: non sono aumentate le partite in Serie A ma quelle che ci stanno intorno. Capisco le esigenze dei grandi club che giocano la Champions di avere degli spazi per poter recuperare, oggi il calendario è talmente intasato che se ci dovessero essere partite rimandate per maltempo non sapremmo dove metterle. Noi potremmo lavorare un po’ sui format interni come la Coppa Italia, però poi dovremmo dialogare con Uefa e Fifa perché il numero di partite è veramente eccessivo. Però la riduzione da 20 a 18 club è un tema ampio che non passa solo dalla Serie A ma anche dalle altre leghe e si affronterà con il prossimo Presidente Federale».
EURO2032 – «Elevato perché per 20 anni non si è fatto niente. Noi in Italia abbiamo fatto 5 stadi quando altri paesi ne facevano 254. La Turchia ne ha fatti 25 nello stesso periodo di tempo. C’è arretratezza nel modo di ragionare, abbiamo una serie di vincoli che in altri Stati non ci sono. A San Siro, nonostante lo stadio sia stato venduto a Milan e Inter, c’è ancora discussione sul tutto. Finché non usciremo da questo pantano delle norme avremo delle difficoltà. Dobbiamo lavorare ‘pancia a terra’ perché gli Europei arrivano ‘domani mattina’, i sei anni che mancano possono volare».
SERIE A E NAZIONALE – «L’apertura ci dev’essere, perché il successo della Nazionale è il successo del calcio italiano e il successo del calcio italiano vuol dire anche successo della Lega Serie A nella vendita dei diritti all’estero. E’ chiaro che se le nostre Nazionali non hanno una ribalta, il prodotto che vendiamo è meno appetibile. Negli anni passati con due finali di Champions dell’Inter, la semifinale del Milan, la vittoria in Europa League dell’Atalanta, abbiamo avuto un rimbalzo. Se a questo aggiungiamo anche quello della Nazionale sarebbe ottimo per tutto il sistema».
DERBY DI ROMA – «E’ complesso perché non c’è ampia libertà di scelta degli orari per motivi di ordine pubblico. Dobbiamo trovare uno slot orario che non vada a influire con gli Internazionali d’Italia. Purtroppo il calendario non è stato favorevole da questo punto di vista. Stiamo ragionando per far godere i tifosi di Roma e Lazio del derby, ma anche gli appassionati di tennis della finale degli Internazionali».
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