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·4. April 2025

Soulé: “Voglio portare la Roma in Champions. Ma battere la Juve non è una vendetta”

Artikelbild:Soulé: “Voglio portare la Roma in Champions. Ma battere la Juve non è una vendetta”

La Stampa (M. De Santis) – In un’intervista, il talento Matias Soulé, ex Juve ora alla Roma, si racconta tra passato e presente. Ecco le sue parole:

Cosa rappresenta Roma-Juve… “Una partita speciale. Sono stato cinque anni alla Juve”


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Arrivò a Torino dal Velez nel gennaio 2020, poco prima del Covid: come è stato l’impatto con l’Italia per un adolescente argentino in quel particolare periodo? “Mi sono abituato abbastanza velocemente. L’Italia e l’Argentina sono paesi molto simili: non solo per la lingua ma anche come modo di vivere”.

Alla Juve, dopo le giovanili, si è ritrovato nella Next Gen, fucina di tanti altri talenti… “Un passaggio che mi ha aiutato molto. Giocando in Serie C sono molto migliorato fisicamente e tecnicamente”.

Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma? “Certamente, aiuterebbe i ragazzi”.

Alla Juve avevi già incrociato Dybala. Ci spiega il vostro legame particolare? “Giocare con lui era un sogno che avevo da piccolo. I miei idoli erano Paulo, Aguero e Tevez. Mi ha aiutato: abbiamo una bella amicizia, trascorriamo tanto tempo insieme”.

Anche altri argentini l’hanno aiutata? “Si, tutti quelli che ho incontrato, da Paredes a Di Maria”.

Cosa ha appreso dagli allenatori avuti? “Tutti mi hanno dato qualcosa”.

Trova delle somiglianze? “De Rossi può ricordare vagamente Di Francesco, ma anche Ranieri e Allegri si somigliano”.

Cosa l’ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin? “Ho parlato con De Rossi e i proprietari: mi hanno convinto. Avevo capito dalla prima chiamata che sarei venuto qui”.

A Roma si è trovato con tre allenatori diversi. Come ha vissuto l’esonero di De Rossi? “Sono stati momenti duri ma nel calcio può succedere sempre tutto”.

Il suo rapporto con Ranieri? “Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio. Mi lascia libertà, negli ultimi metri, di puntare l’avversario e vedere la porta”.

Cosa è cambiato nella Roma? “L’aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia”.

L’approdo in Champions dipenderà da Roma-Juve? “Mancano otto finali: dobbiamo fare punti”.

Avvertite il peso dell’assenza della Champions da sei anni? “Sì, il nostro obiettivo è tornarci”.

Se segna domenica, esulta? “Non ci ho ancora pensato. Normalmente, non esulto”.

La sua posizione ideale in campo? “Partire da destra. Mi ritengo un’ala libera”.

Soddisfatto a fine stagione se… “Se farò più gol possibili per aiutare la squadra. Ma sarebbe più importante arrivare in Champions”.

Se la Roma ci andasse e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta? “No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma”.

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