🎙️ Spalletti: “Entrare all’Allianz Stadium è come entrare in una storia. Rinnovo? Proseguire insieme alla Juve è la soluzione corretta” | OneFootball

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¡10. April 2026

🎙️ Spalletti: “Entrare all’Allianz Stadium è come entrare in una storia. Rinnovo? Proseguire insieme alla Juve è la soluzione corretta”

Artikelbild:🎙️ Spalletti: “Entrare all’Allianz Stadium è come entrare in una storia. Rinnovo? Proseguire insieme alla Juve è la soluzione corretta”

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha rilasciato un’intervista per il podcast ufficiale della Juventus, “@ Small Talk”. Di seguito le sue parole riportate da gianlucadimarzio.com:

“Mi sento sempre in difficoltà a fare il protagonista, per cui è meglio dividersi i compiti. Facciamo fifty-fifty”


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L’ALLIANZ STADIUM – “Sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. È come sentirsi al centro dell’attenzione. C’è stata molta emozione, perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all’Allianz è come entrare in una storia”.

IL RINNOVO – “È stato un rinnovo a cui tutte le componenti hanno partecipato, perché era fondamentale conoscersi bene. Tutto ha indicato che proseguire insieme fosse la soluzione corretta. Ci sarà bisogno di tutti: è una responsabilità importante, ma le persone si misurano proprio in base alle responsabilità che si prendono”.

L’ELIMINAZIONE CON IL GALATASARAY – “Vedere tutto lo stadio che ci applaudiva e voleva stringersi a noi, perché ci vedeva così dispiaciuti, è stato il momento più forte. Lì ci siamo sentiti tutti figli della stessa mamma ed è stato bellissimo”.

IL MOTTO DELLA JUVE – Mi piace immaginare che non ci sia mai una fine. Oltre la fine ci sei tu, con quello che hai nei tuoi pensieri. Quando ti alzi la mattina te lo devi proprio scrivere nello specchio: ‘combattere’. La vita ti mette davanti degli ostacoli e tu devi superarli. Voglio una squadra che combatta, che si voglia bene e che sia piacevole da vedere”.

L’ARRIVO ALLA JUVE? – “Ne è valsa la pena”

IL CENTROCAMPO – “I centrocampisti devono avere un bagaglio più completo, si prendono cura della fase difensiva e di quella offensiva, avendo l’idea di quello che ci vuole in tutte le parti del campo”.

L’ORDINE – “Se sei ordinato e fai le stesse cose, l’avversario ti trova le contromisure. I giocatori devono avere la libertà di esplorare zone differenti e creare improvvisazione. Le finestre che cambiano la partita durano pochi secondi e devi farti trovare pronto. Sono questi colpi a sorpresa che creano lo scompiglio e fanno la differenza”.

LA FILOSOFIA DI SPALLETTI – “Ci vuole umiltà, perché la presunzione non è allenabile nel calcio. Bisogna avere sempre la curiosità di imparare”.

UN’ESPRESSIONE POETICA – “Il rumore della palla è come il sottofondo musicale di un film. La palla non mente mai, racconta sempre chi sei e ti dà la confidenza per trovare creatività e soluzioni”.

IL SOPRANNOME E LA SUA TERRA – “Mi chiamavano ‘Morino’ perché di carnagione ero molto scuro, poi per tutti sono diventato Lucio. Quando vado nella mia campagna e sento l’odore della tuta sporca di sudore che usava mio padre al rientro dal lavoro, percepisco una cosa bellissima. Il rumore delle stagioni io non lo sento, lo vedo proprio. Tutti possiamo essere padroni di un pezzo di terra, ma nessuno potrà mai esserlo della bellezza che c’è sopra. Sono cresciuto a latte e biscotti. Trovare quella zuppetta calda sul tavolo quando rientravo, e andare a letto con quel calduccino nello stomaco, è un momento che mi porto dietro per tutta la vita”.

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