Calcio e Finanza
·3. Januar 2026
Stadio Franchi, la proposta della Regione: finanziare i lavori con fondazioni bancarie e associazioni di categoria

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·3. Januar 2026

Per il secondo dei lavori di ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze mancano sempre 50-60 milioni di euro, come ribadito più volte sia dall’amministrazione comunale guidata da Sara Funaro (Partito democratico), ma anche dagli esponenti societari della Fiorentina. Anche per questo si sono svolti nelle settimane numerosi incontri con il club viola pronto, per volontà del suo patron Rocco Commisso, a farsi carica della spesa solamente quando i tempi dei lavori sarebbero diventati certi.
Ma nelle ultime ore, come riporta l’edizione odierna del La Repubblica-Firenze, il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani (Partito democratico) ha proposto un tavolo, a cui sarà presente la stessa Regione, per trovare i fondi necessari. A questo tavolo dovrebbero sedersi, nella visione del presidente della Toscana, il Comune, le fondazioni bancarie e le associazioni di categoria.
«Per me la scelta migliore rimarrebbe quella di un accordo tra Comune e Fiorentina per il secondo lotto dei lavori – ha sottolineato Giani –. Su questo non ci sono dubbi. Però, se l’intesa non si dovesse trovare, per quei 50-60 milioni che servono, si potrebbe aprire un tavolo tra Palazzo Vecchio, Regione, fondazioni bancarie e associazioni di categoria. In questo ambito la Regione potrebbe sostenere la spesa con un apporto, diciamo, di 15 milioni. Il Comune potrebbe magari metterne 20 e il resto potrebbe arrivare da fondazioni bancarie e imprenditori».
«Non dimentichiamo che riuscire a inserire il Franchi tra gli stadi degli Europei del 2032 sarebbe un formidabile volano per l’economia dell’area metropolitana e della regione. D’altra parte – conclude Giani –, ci sono i soldi del Fondo di coesione e sviluppo destinati agli impianti sportivi e sui quali c’è un’intesa firmata col governo Meloni: se si possono destinare 15 milioni a Pistoia per il nuovo palazzetto dello sport, penso che se ne possano dedicare altrettanti allo stadio di Firenze».
All’indomani di queste parole del presidente della Regione, arrivano i primi segnali delle associazioni chiamate in causa, anche senza citarle esplicitamente, da Giani. Da una parte c’è stata l’apertura di Confcommercio, mentre si registra una certa freddezza negli ambienti della fondazione Cr Firenze. Infine c’è disponibilità a parlarne da Ance Confindustria e Confesercenti.
«La sorte della Fiorentina ha ricadute sulla città. Ci sono impatti economici diversi quando la squadra va bene o male — ha commentato Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Firenze — Nei momenti di bisogno la storia chiama a questo senso di responsabilità, e in questa prospettiva sono convinto che imprenditori, ma penso anche associazioni, saranno pronte a fare la propria parte». Più prudenti Confindustria e Confesercenti: «Siamo disposti a metterci a un tavolo e a discutere — afferma Stefano Fani, presidente Ance Firenze — anche se la strada resta in salita. Un parere tecnico lo possiamo dare, ma come associazione non possiamo comunque sostituirci alla politica», mentre per Santino Cannamela, presidente Confesercenti: «Le categorie sono pronte a confrontarsi sul tema, abbiamo tutti a cuore il futuro di stadio e Fiorentina. Aspettiamo una convocazione». Precisando, però, che «Ogni percorso non può fare a meno della società viola». Come detto si respira una certa freddezza da parte di Fondazione Cr Firenze da dove si fa notare che l’intervento sul Franchi non rientra negli obiettivi dell’ente. E dalla politica c’è chi protesta: «Giani non è più l’assessore allo sport di Firenze, non deve usare i soldi dei toscani per tappare le falle delle giunte fiorentine» fa sapere la lista Schmidt.
Intanto sul fronte Fiorentina-Comune sembra che gli incontri delle scorse settimane abbiamo smosso qualcosa: «Col Comune ci siamo sentiti, un po’ di informazioni sono arrivate ma non sono complete. Ci siamo dati altro tempo per mettere a fuoco il progetto», ha dichiarato il Direttore generale viola Alessandro Ferrari. Con il cronoprogramma dei lavori annunciato dalla sindaca Funaro prima di Natale, la società di Commisso ha avuto un orizzonte più chiaro sui tempi di intervento dei lavori del secondo lotto, che partiranno nel 2027 e termineranno nel 2029, e sui costi che ammontano sui 60 milioni di euro.
Nei prossimi incontri, che avvengono comunque con regolarità ormai da mesi sia in presenza che da remoto, si dovrà affrontare il nodo concessione. Sia dal punto di vista della lunghezza in caso di partecipazione della società di Commisso al project financing che su come saranno gestite le future aree commerciali dello stadio. Temi che dovranno trovare una risposta nelle prossime settimane.









































