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Zerocinquantuno

·6. Juli 2026

Stop alle critiche per antipatie personali, questa società merita rispetto. E il mercato è appena cominciato

Artikelbild:Stop alle critiche per antipatie personali, questa società merita rispetto. E il mercato è appena cominciato

Dal 29 giugno al 1° settembre: è periodo di apertura ufficiale della finestra di calciomercato per quanto concerne l’estate 2026. Al suo interno, una marea di pagine – cartacee o digitali – riempite di notizie, voci e chi più ne ha più ne metta.

Tantissimi i nomi accostati al Bologna da metà maggio ad oggi, pochissimi quelli realmente fondati. Bologna fermo, Bologna che si fa soffiare questo, Bologna che non ha i soldi per arrivare a quello, Rowe è già in Inghilterra, Ferguson tornerà in Scozia, Lucumí si è promesso alla Juventus e così via.


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Ed ecco comparire come sempre la solita schiera di ‘tifosi’, non numerosa ma di certo rumorosa, che si lamenta basandosi sul nulla. Meglio allora smentire, per quanto ci è possibile, le solite insinuazioni che serpeggiano ogni anno.

Saputo non si è stancato (anche se, per come la vediamo noi, avrebbe tutto il diritto di essere quantomeno incazzato, guardando alla questione stadio), Fenucci non sta consigliando al presidente di tagliare drasticamente i fondi destinati al mercato, Sartori e Di Vaio non sono al mare.

Disturba vedere il Bologna accostato ad un discount: ci sono dei limiti che non andrebbero mai valicati per non scadere nell’offensivo. Per carità, sempre viva la libertà di opinione, ma fino a prova contraria questa dirigenza ha via via dimostrato di avere le idee chiare, e alla fine si è dimostrata vincente.

Dobbiamo rammentare ciò che hanno fatto i rossoblù nelle ultime tre stagioni? Un quinto posto con annessa qualificazione in Champions League, la storica vittoria della Coppa Italia, un quarto di finale di Europa League (sconfitti solo da chi ha poi alzato il trofeo) e un attavo posto restando sempre attaccati al treno delle big.

La società si è guadagnata sul campo un credito notevole tramite un modo di operare ben chiaro: non bisogna aspettarsi acquisti faraonici (talvolta sì, vedi il già citato Rowe, ma non è la regola), né un innalzamento spropositato del monte ingaggi per trattenere magari controvoglia chi ha altri piani.

Siamo però pronti a scommettere che a fine agosto la squadra di Tedesco sarà competitiva per provare a centrare un’altra qualificazione europea. Provare, non garantire. L’importante è essere sempre lì, dove da qualche anno il Bologna staziona facendo parlare di sé.

Fiducia, dunque. E basta critiche per antipatie personali.

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