Inter News 24
·23. Februar 2026
Stramaccioni sicuro: «L’Inter ha le qualità per ribaltare il Bodo/Glimt. Dimarco? Non ha eguali. Mi viene in mente Marcelo»

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Andrea Stramaccioni, ex allenatore e attuale commentatore, è stato ospite in studio a DAZN nel post-partita di Roma-Cremonese e ha parlato anche dell’Inter, analizzando il ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt, la crescita di Federico Dimarco, le difficoltà di Alessandro Bastoni e l’importanza di Marcus Thuram.
IL RITORNO CONTRO IL BODO/GLIMT – «Penso che l’Inter abbia tutte le qualità per ribaltarla. La partita di Bodo è quasi a parte, per le temperature, il fondo. Sono cadute illustri squadre. Ormai è una realtà internazionale, ma a Milano è un’altra partita. L’Inter ha le qualità per fare minimo due gol e questo allungo in campionato ti fa dire che magari qualcuno può riposare col Genoa. L’Inter è bi-finalista di Champions in tre anni e c’è un discorso economico».
LA CRESCITA DI DIMARCO – «Dimarco è cresciuto tanto in fase offensiva. Come esterno di fascia sinistra non ha eguali in questo momento nel calcio mondiale. Come piede mi viene in mente un paragone con Marcelo, ha doppia abilità sia da fermo che in movimento e questa dote è un’arma non convenzionale: palle inattive, cross, rifiniture, gol. Poi c’è l’elemento psicologico, ha avuto un rapporto bellissimo con Inzaghi ma gli dava probabilmente fastidio questa cosa del cambio. Simone spesso al 60′ toglie i quinti, Cristian lo lascia tutta la partita e lui gradisce».
BASTONI E LA SUA MATURAZIONE – «Credo servirà solo un po’ di tempo, è normale. Chi conosce Alessandro sa di un ragazzo semplice, con valori sani, per bene. Non è un malizioso. Ha sbagliato, lo ha detto, ci ha messo la faccia. Con un pizzico d’esperienza in più poteva farlo prima o il giorno dopo. Viaggio spesso con la nazionale, è un ragazzo per bene. Mi sento di spendere una parola sull’uomo. Ha sbagliato e lo ha detto anche lui, ci sono stati campioni come e più grandi di lui che hanno commesso ingenuità così».
THURAM E IL SUO RUOLO IN ATTACCO – «I numeri dicono 13-14 gol, è a 7. Magari arriva a 14 anche quest’anno, ma fa un lavoro sul filo del fuorigioco, ha forza fisica, attacca la linea, lavora sul laterale. Senza Lautaro sarà ancora più al centro dell’importanza dell’attacco. Secondo me è importantissimo, a volte alziamo anche noi l’asticella perché è nell’Inter».
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