Svanito il sogno Guardiola, emerge il primo cortocircuito della FIGC di Malagò. Con l'impasse tra il presidente, Maldini e la Serie A | OneFootball

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·25. Juli 2026

Svanito il sogno Guardiola, emerge il primo cortocircuito della FIGC di Malagò. Con l'impasse tra il presidente, Maldini e la Serie A

Artikelbild:Svanito il sogno Guardiola, emerge il primo cortocircuito della FIGC di Malagò. Con l'impasse tra il presidente, Maldini e la Serie A

Se fosse stato davvero Pep Guardiola o un profilo a lui simile (non a caso è stato sondato anche Carlo Ancelotti) a essere nominato il nuovo commissario tecnico della Nazionale allora probabilmente ne sarebbe valsa la pena, però il limbo che, a un mese dalla elezione di Giovanni Malagò a presidente della FIGC, ha circondato il nome del nuovo allenatore dell’Italia inquieta. E visto l’esito della questione, ovvero la scelta di uno semi neofita della professione quale Andrea Pirlo, sembra preannunciare tempi non facili in FIGC perché alle prime difficoltà del tecnico bresciano emergeranno quei mal di pancia e tensioni che soggiaciono tra i vari portatori di interessi del calcio italiano: sia interni alla FIGC sia tra la federazione e i club di Serie A.

Mentre nazionali uscite malconce o a fine ciclo dai Mondiali come Germania, Portogallo o Francia hanno trovato nel giro di qualche giorno i successori a Nagelsmann, Martinez e Deschamps (e non sono nomi qualsiasi visto che si tratta di Jurgen Klopp, Jorge Jesus e Zinedine Zidane, il cui incarico a prendere le redini dei Bleus in verità era programmato da tempo), la FIGC pur non partecipando nemmeno alla kermesse iridata ha impiegato un mese per identificare chi debba essere il prossimo nocchiero azzurro.


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Parte delle lungaggini erano  legate al fatto che in federcalcio si nutrivano delle concrete speranze di poter ingaggiare Guardiola come tecnico della Nazionale. Cosa che some si diceva, se così fosse stato ne sarebbe valsa la pena. Il catalano è sicuramente tra i migliori (se non addirittura il migliore) allenatori della storia del calcio moderno. Inoltre avrebbe avuto il vantaggio, per una federazione a lui straniera, di non avere un grande legame con la sua Patria ufficiale visto che seppur giocò da calciatore svariate partire con la maglia spagnola non ha mai nascosto le sue simpatie indipendentiste.

Insomma se si fosse trovata una quadra su Guardiola e sul suo ingaggio (ostacolo non da poco visto che il tecnico guadagnava quasi 25 milioni l’anno al Manchester City l’anno scorso mentre la FIGC ne assicurava a Gattuso appena 800mila euro più bonus) sarebbe stato evidente che per Malagò, Maldini, Leonardo (e tutto il calcio italiano) sarebbe stato un colpo eccezionale: chi meglio del maggior santone del calcio moderno poteva essere scelto per rilanciare una Nazionale quattro volte campione del mondo ma che non centra la qualificazione ai Mondiali dal 2014 e che non fa bella figura nella rassegna iridata addirittura dal 2006?

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