Tardelli bacchetta la Juve: «Hanno sbagliato qualcosa, ora possono ripartire con Spalletti. Paolo Rossi? Ci sono tante cose che non ci siamo detti»  | OneFootball

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·12. Februar 2026

Tardelli bacchetta la Juve: «Hanno sbagliato qualcosa, ora possono ripartire con Spalletti. Paolo Rossi? Ci sono tante cose che non ci siamo detti» 

Artikelbild:Tardelli bacchetta la Juve: «Hanno sbagliato qualcosa, ora possono ripartire con Spalletti. Paolo Rossi? Ci sono tante cose che non ci siamo detti» 

Marco Tardelli in una recente intervista ha parlato del momento storico della Juve e del fatto che ora può ripartire. Poi un ricordo di Paolo Rossi

Marco Tardelli ha rilasciato una lunga intervista a Fanpage.it, dove ha parlato anche della Juve. Di seguito le sue dichiarazioni.


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SUL MOMENTO STORICO DELLA JUVE – «È successo che probabilmente hanno sbagliato qualcosa… probabilmente la proprietà non è stata proprio così dietro alla squadra. E adesso possono ripartire con Spalletti e tanta voglia di investire. Alla Juventus c’è un ragazzo, che fra l’altro è un avvocato e che potrebbe fare qualcosa di positivo se lo lasciassero lavorare molto, se fosse un punto di riferimento soprattutto per la squadra. Si chiama Giorgio Chiellini» 

LO STILE JUVE – «Le cose che ho imparato me le ha insegnate mio padre, che mi ha educato bene. Poi, certo, ho seguito una disciplina che alla Juve c’era su determinate cose. Ma io ero preparato bene per quello che mi era stato trasmesso dalla mia famiglia» 

SU PAOLO ROSSI«Ci sono tante cose che non ci siamo detti… ma ci sono tante cose che abbiamo fatto insieme e sempre con il sorriso sulle labbra. Ecco se c’è una cosa che vorrei, è rivederlo per sorridere ancora un po’ con lui» 

SUL CALCIO – «Il calcio è cambiato… ci sono tante cose rispetto al passato che ne fanno parte. È difficile poter dare un giudizio su questo. Certamente oggi i calciatori sono dei professionisti che vanno in giro. Ed è diventato normale che vadano dove c’è chi offre di più. È finita l’anima dell’uomo che sta in una società per dieci anni, vent’anni come Maldini o come Totti. Non ci sono più i punti di riferimento così importanti» 

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