Calcionews24
·16. April 2026
Thuram spiega: «Alcune difficoltà, ma ci sono sempre stato! Giocare per l’Inter è giocare per la storia. Su Lautaro, Pio e Chivu rispondo così»

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Marcus Thuram, attaccante dell’Inter, ha parlato in un’intervista ai canali della Serie A, affrontando diversi temi. Ha sottolineato che, nonostante alcune difficoltà in campo, il suo obiettivo rimane quello di aiutare la squadra, considerando ogni momento utile. Ha poi parlato del significato di giocare per l’Inter, definendo la maglia come simbolo di storia. Riguardo a Lautaro, lo ha definito il leader della squadra, mentre ha elogiato il giovane Pio Esposito per il suo talento. Thuram ha anche parlato del suo rapporto con il tecnico Chivu e della sua famiglia, includendo il fratello Khephren e il padre Lilian. Infine, ha rivelato che, dopo il calcio, desidera intraprendere altre strade.
E’ RITORNATO IL VERO THURAM? – «Thuram è sempre stato qua, è vero che ha avuto un po’ di difficoltà in alcune partite ma è il caso di tutti i giocatori: l’importante è continuare a dare una mano alla squadra. In una partita ci sono 90 minuti e se un attaccante fa gol e nient’altro forse a fine partita gli daranno il premio MVP: per me è una cosa abbastanza strana perché ci sono altri momenti chiave nella partita in cui un giocatore può aiutare la squadra».
IL SIGNIFICATO DI GIOCARE PER L’INTER – «Giocare per l’Inter è giocare per la storia: ogni volta che scendiamo in campo sappiamo che indossiamo una maglia che rappresenta tante cose e più grande di noi. Ogni allenamento e ogni partita facciamo di tutto per rappresentare questa storia. L’importante è aiutare l’Inter e arrivare al traguardo che vogliamo».
LAUTARO – «E’ il nostro leader e capitano: ci dà l’esempio e tutti prendiamo un po’ della sua forza mentale che ci tira in avanti».
PIO ESPOSITO – «E’ un ragazzo giovanissimo ma con tantissimo talento: sa che ha un peso sulle spalle però noi non dobbiamo farglielo sentire, dobbiamo farlo crescere in pace e diventerà il giocatore che deve diventare».
CHIVU – «E’ vicinissimo a noi, possiamo dirgli quello che pensiamo davvero: tutti i giocatori hanno un rapporto molto stretto con lui. Siamo un gruppo che ama scherzare e passare tempo insieme e questo lo ritroviamo sul campo».
MIO PADRE LILIAN – «L’ho convinto con quello che sto facendo adesso penso: i miei hanno due caratteri molto diversi ma ho preso un po’ da tutti e due».
MIO FRATELLO KHEPHREN – «Lui è molto carico quando gioca contro il fratello grande, ma per me sarà sempre strano perché è il mio fratellino e lo vedo ancora piccolo».
FUTURO DOPO IL CALCIO – «Dopo il calcio farò altre cose, voglio aprirmi in altre cose: il calcio è la mia passione ma non mi definisce solo quello».









































