Tortora: «Lotito si chieda il perché delle proteste! Sarri bravo a ricompattare il gruppo. E su Taylor…» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·2. April 2026

Tortora: «Lotito si chieda il perché delle proteste! Sarri bravo a ricompattare il gruppo. E su Taylor…» – ESCLUSIVA

Artikelbild:Tortora: «Lotito si chieda il perché delle proteste! Sarri bravo a ricompattare il gruppo. E su Taylor…» – ESCLUSIVA

Angelo Maurizio Tortora, giornalista e conduttore, ha analizzato in esclusiva con noi l’attuale momento della Lazio e tanto altro. Le sue dichiarazioni

Terminata la sosta per gli impegni delle varie Nazionali, è tempo in casa Lazio di rituffarsi in campionato. Sabato 4 aprile, infatti, la formazione di Maurizio Sarri ospiterà all’Olimpico il Parma nella cornice della 31a giornata di Serie A, con fischio d’inizio fissato alle ore 15:00. In vista del match, abbiamo contattato telefonicamente il collega Angelo Maurizio Tortora, ideatore e conduttore di El Diez No fue evasor, per fare il punto sul momento attuale dei biancocelesti e su altre tematiche inerenti il mondo capitolino. Di seguito le sue dichiarazioni:

Riprende il campionato di Serie A dopo la pausa nazionali. La Lazio, reduce da tre vittorie consecutive, ospiterà il Parma questo sabato all’Olimpico. Una tua analisi sulla gara.


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«In precedenza, Cuesta ha lavorato come vice allenatore all’Arsenal e nei settori giovanili e lì prediligono il calcio d’attacco. I ducali cercano attacchi diretti, sfruttando la qualità tecnica di giocatori offensivi come Strefezza e Bernabé che ha saltato le ultime tre per infortunio ed è in dubbio la sua presenza anche contro la Lazio. Sottolineo l’intuizione tattica che ha cambiato i capitolini, in grande emergenza per le assenze di Rovella e Cataldi, con cui Sarri si è inventato un doppio mediano davanti alla difesa, una scelta che ha svoltato modificando gli equilibri dei biancocelesti, risultando ad oggi più compatti e combattivi anche nei momenti critici del match. Non è un caso che la coppia Taylor e Patric renda eccome. Mi aspetto che i padroni di casa conquistino la quarta vittoria consecutiva».

Tra i giocatori più in forma del momento ci sono due acquisti della sessione di mercato: il citato Kenneth Taylor ed Edoardo Motta. Quali sono le tue considerazioni e secondo te quanto possono dare a questa squadra tra campionato e Coppa Italia?

«Kenneth Taylor è un 23enne olandese che la Lazio acquistò dall’Ajax, può vantare già due Eredivisie e una Coppa d’Olanda in bacheca, è dotato di buona tecnica di base, centrocampista mancino duttile, “box-to-box” con spiccata propensione offensiva, eccelle negli inserimenti, nel controllo palla e nella visione di gioco, agendo spesso da mezzala o mediano con ottime doti balistiche dalla distanza. Capace di agire anche come mediano in un centrocampo a tre o a due. Più efficace nel posizionamento e nell’intercettare linee di passaggio che nell’aggressività fisica, talvolta pecca in copertura, Taylor è un profilo moderno, ideale per squadre che prediligono il possesso palla e la pressione alta. Edoardo Motta classe 2005, è un portiere emergente, noto per la sua struttura fisica imponente, cresciuto tra Juventus, Alessandria e Monza, ha trovato la consacrazione alla Reggiana prima di passare alla formazione di Sarri, distinguendosi per il senso della posizione. Nonostante la stazza, mostra discreta agilità e reattività tra i pali. Lo considero un portiere moderno, è preciso nel corto e tende a non rischiare, preferendo un approccio “conservativo” per gestire la pressione, sebbene debba ancora migliorare nella gestione dei tempi di gioco sotto pressing alto: nei giovani bisogna credere, devi osare per farli consacrare definitivamente perché loro sono il futuro».

La formazione biancoceleste sembra essersi ricompattata e fa più gruppo. Quanto c’è del lavoro di Maurizio Sarri?

«A Torino toccato il momento più basso e da lì la rinascita, poi superate in ordine cronologico: Sassuolo, Milan e Bologna. Stimolati i calciatori dal loro allenatore, Sarri è uno che sa dare la scossa, inculcare mentalità, carattere e identità, è un duro quando occorre e da situazioni del genere non ne esci se non sei un Comandante come lo è il tecnico di Figline Valdarno. Ritrovata solidità difensiva e cinismo, ma se ci credono Napoli e Milan, con i partenopei a sette lunghezze e i rossoneri a sei, perché non può crederci la Lazio di insidiare la settima posizione che attualmente occupa l’Atalanta che ha sette punti in più dei biancocelesti, anche se c’è ancora la Coppa Italia, la semifinale con la Dea, e se alzi la coppa vai in Europa».

Il tecnico toscano ha più volte evidenziato l’importanza di uno stadio Olimpico pieno, ma la protesta dei tifosi non accenna a placarsi. Come consideri le tensioni tra il tifo capitolino e Lotito? Cosa dovrebbe fare la società per ricucire un rapporto quasi irrecuperabile?

«Ricomporre una frattura così scomposta è ai limiti dell’impossibile ma sarebbe ora che Claudio Lotito si ponga delle domande di così tanto accanimento nei suoi riguardi, un motivo ci sarà. Avrà anche vinto un bel po’ di trofei nella sua gestione tra Coppa Italia e Supercoppa Italiana ma la gente è stanca. Lo stadio vuoto, la petizione con 50mila firme, i manifesti per le strade di Roma, i gruppi organizzati hanno disertato quattro partite consecutive all’Olimpico, contro Genoa, Atalanta (due volte, in campionato e in Coppa Italia) e Sassuolo e con quest’ultima poco meno di duemila spettatori. La Lazio in media, negli anni addietro, viaggiava sempre sui 44mila paganti, questa è una guerra non contro la Lazio ma contro Lotito, io penso che il suo tempo sia finito nella Capitale sponda biancoceleste, il popolo vuole un altro numero uno alla guida del club».

Passiamo alla lotta scudetto. L’Inter sembra aver perso brillantezza nelle ultime uscite, Milan e Napoli tampinano. Serie A riaperta?

«Da +14 sui Campioni d’Italia in carica si è passati a -7, mentre -6 dal Milan secondo. Il cammino dell’Inter nel Mondiale per Club 2025 ha influenzato in modo determinante la preparazione estiva della squadra di Chivu, eppoi come ho sempre detto dalla prima giornata di Serie A, il tecnico rumeno non mi convince. Antonio Conte ha vinto cinque Scudetti e una Premier League e nonostante i 38 infortuni è lì in agguato, non molla mai un millimetro, mentre Max Allegri sei tricolori, l’esperienza potrebbe prevalere ma è ancora tutto nelle mani dei nerazzurri: Inter-Roma e Napoli-Milan non saranno una sentenza ma poco ci manca. Se l’Inter pareggerà o perderà contro i giallorossi all’ultima spiaggia visto che il Como sembra non si voglia più fermare e una dovrebbe prevalere sull’altra nel secondo big match, si riaprirebbero orizzonti inimmaginabili sino a poche settimane fa. Vedo un Inter fisicamente a pezzi ma potrebbe rientrare anche il fattore mentale con le pressioni di un’altra sconfitta con la formazione del Gasp, perché ricordiamo l’Inter vive di incubi: perse uno Scudetto col Milan e lo scorso anno ad avere la meglio fu il Napoli nel rush finale».

Qualificazioni alle competizioni europee, fammi una griglia delle squadre che secondo te accederanno alla fine nell’Europa che conta

«Da come si sono messe le cose sarebbe facile dire Como, i lariani sono la migliore difesa del nostro campionato con appena 22 reti subite e il secondo miglior attacco con 53 gol all’attivo dietro l’Inter. Però attenzione fino alla fine a Roma e Juve, più esperte e da sempre a concorrere per certi obiettivi. In questo momento della stagione potrebbero tremarti le gambe vista la posta in palio altissima e i comaschi dovranno essere bravi a gestire questi momenti nelle ultime otto che ci saranno. Io ti dico che potrebbe spuntarla la Juventus o la Roma per abitudine ma se tutto fila liscio i lombardi sono quelli migliori di questo lotto, giocano a memoria e demoliscono l’avversario, ecco loro non devono temere gli altri ma loro stessi, devono giocare con la mente libera».

Lotta salvezza più che mai aperta! Il Cagliari di Pisacane sembra essersi smarrito e non riesce più a vincere. Cosa ti aspetti dalla formazione rossoblù e se consideri la sfida contro la Cremonese decisiva per gli isolani. Una tua analisi anche sulle altre squadre.

«Il Cagliari all’Unipol Domus annientò il Verona per 4-0, da allora sette partite che non vince, cinque sconfitte e due pareggi: non sa più trionfare. Vale il discorso dell’Inter, da capolista in fuga, si avvicinano gli avversari, poi ti subentra l’ansia. Ha un margine di soli tre punti di vantaggio sul Lecce e sulla Cremonese, poi c’è bagarre nella zona rossa, con un Pisa e Verona ormai con un piede e mezzo in Serie B, per me la Fiorentina si salverà. Sassuolo-Cagliari sarà di vitale importanza ma Cagliari-Cremonese ci dirà tanto, i sardi devono svoltare, è un peccato che quella che secondo me era la migliore del lotto si sia fatta risucchiare così rischiando grosso in questo finale dell’annata ma non diamo Parma e Toro totalmente fuori dal discorso salvezza, hanno buon margine ma anche loro non possono sbagliare tanto».

Capitolo Nazionale: l’Italia non accede per la terza volta di fila alla qualificazione Mondiale e sono emersi i limiti di una rosa non all’altezza. Sul banco degli imputati non la formazione azzurra, ma soprattutto Gabriele Gravina. Cosa ne pensi?

«Scandaloso, l’Italia non parteciperà per la terza edizione consecutiva al Mondiale, 12 anni che un giovane non riesce a godersi un evento del genere, Donnarumma non lo ha mai giocato e se capiterà avrà 31 anni. Deve andare via Gravina, non se ne può più, non do colpe a Gattuso, era distrutto mentalmente, però sicuramente uscire con la Bosnia è vergognoso. Svezia prima, Macedonia poi e ora la Nazionale di un Dzeko 40enne, l’espulsione di Bastoni ha inciso notevolmente, tiri totali, 30 a 9 per loro, tiri in porta sono 11 a 3 per i bosniaci e nel possesso ci hanno doppiato. Negli anni 90 leggevi tre stranieri per Club, un Piacenza formato da soli italiani, ora ne vedi a stento due dei nostri in tutti i club di Serie A e il resto tutti stranieri. I rigori si possono fallire, ha sbagliato anche se si contano con le dita un certo Diego Armando Maradona dal dischetto, il problema è che bisogna rifondare, il problema non è il Ct, non è Bastoni che si è fatto espellere, non sono Pio Esposito o Cristante ma sono i giovani su cui non ci si punta e Gravina».

Si ringrazia Angelo Maurizio Tortora per la disponibilità e gentilezza mostrate nel corso di questa intervista

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