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·4. August 2026

Un San Nicola senza pista o restyling mirato: così Bari può inseguire Euro 2032

Artikelbild:Un San Nicola senza pista o restyling mirato: così Bari può inseguire Euro 2032

La partita per portare Euro 2032 a Bari resta sicuramente complessa, ma nel capoluogo pugliese c’è la volontà di provarci. Proprio in quest’ottica, nei giorni scorsi il sindaco Vito Leccese ha inviato una lettera alla FIGC, formalizzando la disponibilità del Comune a proseguire il percorso di candidatura della città e dello stadio San Nicola, con l’obiettivo di rientrare nei cinque stadi italiani (gli altri saranno in Turchia) che ospiteranno l’evento. Chiaramente non si tratta di un cammino semplice: come si legge nella nota del primo cittadino, un adeguamento dell’impianto comporterebbe «una profonda e sostanziale modifica dell’attuale struttura dello stadio», mentre, secondo le valutazioni effettuate dai tecnici comunali, «per l’avvio dei lavori sarebbero necessari circa 600 giorni naturali e consecutivi, oltre alla fase di progettazione». Ma quali potrebbero essere le strade per raggiungere l’obiettivo?

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Euro 2032, le opzioni per il San Nicola di Bari

Il punto di partenza è rappresentato dalla situazione attuale dell’impianto progettato da Renzo Piano, che proprio negli ultimi anni è stato interessato da diversi lavori di adeguamento finanziati dal Comune. Interventi che hanno migliorato le condizioni dello stadio, come emerso anche durante il sopralluogo effettuato con i referenti della FIGC e i tecnici dello studio Renzo Piano, ma che non sarebbero sufficienti per renderlo conforme a tutti i parametri richiesti dalla UEFA. D’altro canto, Bari può contare su una serie di punti a proprio favore, a partire dalla logistica: il capoluogo pugliese dispone di una buona capacità ricettiva e di un aeroporto internazionale ben collegato con numerose destinazioni europee. Anche il San Nicola, pur con alcuni limiti rispetto agli impianti più moderni, è uno stadio apprezzato dalla Federazione e può contare su elementi importanti, a partire dalla capienza.


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Resta però da capire come intervenire per adeguarlo ai criteri necessari e, da questo punto di vista, sarebbero diverse le ipotesi prese in considerazione. Le prime due sono sicuramente le più impegnative dal punto di vista economico, perché comporterebbero una profonda modifica dell’anello inferiore e la conseguente eliminazione della pista d’atletica. Una soluzione prevederebbe un intervento più ampio anche sulla parte superiore e sulla copertura, mentre un’altra permetterebbe di concentrare i lavori soprattutto sull’anello inferiore, avvicinando gli spalti al terreno di gioco e conservando quanto più possibile dell’attuale struttura. In entrambi i casi si tratterebbe comunque di operazioni complesse e particolarmente onerose, come aveva già evidenziato Leccese parlando dei costi dell’ammodernamento.

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La terza ipotesi

Una terza opzione sarebbe invece più conservativa e, almeno sulla carta, maggiormente sostenibile, perché non prevederebbe interventi altrettanto invasivi. La pista d’atletica verrebbe sistemata ma resterebbe al proprio posto, mentre i lavori si concentrerebbero sui servizi igienici, sulle rampe e sulle vie d’accesso, oltre che sulle aree destinate all’ospitalità. Potrebbero inoltre essere realizzati nuovi skybox, ristoranti e altri spazi capaci di rendere il San Nicola più accogliente e funzionale. Una soluzione del genere avrebbe il vantaggio di richiedere costi inferiori e di essere più facilmente realizzabile, anche se resterebbe da verificare la sua compatibilità con tutti i requisiti previsti dalla UEFA.

In ogni caso, difficilmente un intervento di queste dimensioni potrebbe essere realizzato attraverso i soli fondi comunali. Nella lettera inviata alla FIGC, Leccese ha infatti ribadito «l’esigenza di un congruo sostegno finanziario o, in alternativa, l’individuazione di una forma di partenariato pubblico-privato», precisando che, senza uno specifico finanziamento, sarebbe impossibile sostenere l’operazione con le risorse del Comune. Detto al di fuori del virgolettato, un lavoro del genere sarebbe sostenibile soltanto attraverso fondi statali o altre forme di finanziamento pubblico, oppure con il coinvolgimento di un soggetto privato interessato a investire sullo stadio. Il percorso resta complesso, ma la volontà è quella di esplorare tutte le possibilità: la corsa alle cinque sedi italiane è ancora aperta e Bari dovrà adesso capire se esistono le condizioni tecniche ed economiche per trasformare la candidatura ad Euro 2032 in un progetto concreto.

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