đŸŽ™ïž Uzbekistan, Cannavaro: “Il Mondiale Ăš la preparazione per la Coppa d’Asia! Il nostro uno dei gironi piĂč difficili” | OneFootball

đŸŽ™ïž Uzbekistan, Cannavaro: “Il Mondiale Ăš la preparazione per la Coppa d’Asia! Il nostro uno dei gironi piĂč difficili” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: PianetaChampions

PianetaChampions

·12. Juni 2026

đŸŽ™ïž Uzbekistan, Cannavaro: “Il Mondiale Ăš la preparazione per la Coppa d’Asia! Il nostro uno dei gironi piĂč difficili”

Artikelbild:đŸŽ™ïž Uzbekistan, Cannavaro: “Il Mondiale Ăš la preparazione per la Coppa d’Asia! Il nostro uno dei gironi piĂč difficili”

Il CT dell’Uzbekistan, Fabio Cannavaro, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport. Di seguito le sue parole:

Vuoi rimanere aggiornato su tutto ciĂČ che accade in Usa, Messico e Canada? Non dimenticarti di mettere tra i preferiti il Mondiale! Per seguire la competizione, cerca su OneFootball “Mondiale” e clicca sulla stella che trovi accanto e non perderti nemmeno una notizia!


OneFootball Videos


Buongiorno Cannavaro, si Ăš parlato molto di questi controlli alla frontiera che vi hanno bloccato appena arrivati negli Stati Uniti. Situazione brutta? «Ma no, affatto. Praticamente, quando prendiamo l’aereo, non facciamo il classico controllo sotto al metal detector nel quale devi toglierti tutto. Ma vengono sotto l’aereo e lĂŹ ci sono delle persone che ci controllano le valigie, ci controllano sotto i piedi, poi ci fanno salire direttamente sull’aereo. Questo Ăš il primo controllo che ci fanno. L’altro giorno ci hanno fatto il solito controllo. Che era un controllo normalissimo. La cosa che forse ha dato fastidio Ăš che ci abbiamo messo piĂč tempo del solito, perchĂ© comunque c’era la partita di lĂŹ a poco. Mentre l’Olanda l’aveva fatto prima, ma erano controlli di routine. È comunque un mondiale, c’ù la massima sicurezza. Non so se la cosa sia stata strumentalizzata contro l’America o contro la Fifa, ma per noi non c’ù stato nulla di particolare».

Com’ù il clima del Mondiale? «Ho rivissuto le immagini dei soliti festeggiamenti delle altre edizioni. Gli arrivi all’albergo, l’incontro con i bambini e con la comunitĂ  locale. E sicuramente inizi a respirare l’aria del Mondiale».

Come sono andati questi primi giorni? Sensazioni buone?«Anche se siamo una piccola nazionale, non abbiamo sicuramente problemi di organizzazione, perchĂ© la Federazione ci ha messo a disposizione qualsiasi cosa. Abbiamo solo un po’ di infortunati e questo Ăš un problema, ma lo spirito Ăš buono. Ho detto ai giocatori che non abbiamo niente da perdere. Dobbiamo dimostrare di essere una nazionale organizzata e di non avere paura. Non abbiamo l’obbligo di vincere, ma quando abbiamo la palla tra i piedi dobbiamo sapere cosa farci senza avere timori. Poi il controllo della partita sarĂ  difficile averlo».

Qualche flash del 2006 ti passa per la testa quando respiri l’aria del Mondiale? «L’ultimo Mondiale per me Ăš stato il 2010, sedici anni fa. Il 2006 Ăš magia pura. Diciamo che quando sono arrivato e ho iniziato a esplorare il centro sportivo qualche ricordo Ăš riemerso. Ma adesso sono allenatore cambia tutto, ho due squadre: quella dei giocatori e quella dello staff».

Com’ù il tuo staff? «La Federazione mi ha concesso tredici uomini, dodici sono italiani e uno spagnolo. Abbiamo tutto: chef, nutrizionista, preparatore, match analisi e in piĂč collaboriamo con il personale uzbeko».

Apprezzano la professionalitĂ  e l’esperienza del tuo staff?«Moltissimo, perchĂ© era quello che stavano cercando. Da qualche anno la Federazione ha iniziato a investire sui settori giovanili, perĂČ Ăš normale che manchino ancora certe professionalitĂ , noi portiamo una cultura diversa. PerĂČ, sinceramente, da quando siamo arrivati ho visto una crescita continua e importante».

Ti sei fissato un obiettivo per il Mondiale? «No, dobbiamo fare bella figura. E cercare ovviamente di ottenere qualche risultato, ma non abbiamo nulla da perdere. SarĂ  importante l’esperienza, perchĂ© poi a dicembre c’ù la Coppa d’Asia e in quella circostanza vorrei fare bene. Il Mondiale Ăš una preparazione in questo senso».

Quali sono i talenti che dobbiamo seguire dell’Uzbekistan? «Khusanov. Lo conoscono tutti o quasi. È un giocatore straordinario, ha un potenziale pazzesco. E sto cercando, ogni giorno, di dargli qualche suggerimento per farlo crescere. Lui adesso Ăš molto istintivo. Il giorno che inizierĂ  a capire e a leggere le situazioni, farĂ  ancora di piĂč un salto di qualità».

Da difensore a difensore, gli potrai dare buoni consigli. «È un ragazzo curioso, che chiede. L’altro giorno Ăš stato carino perchĂ© era entrato questo attaccante dell’Olanda che gli stava addosso e lo girava. Lui mi ha chiesto: “Mister, cosa posso fare?” E io gli ho detto staccati, non dagli l’appoggio, non farti girare, mettigli il braccio sulla schiena. Come lui controlla la palla, allora tu intervieni, sai perchĂ©? Se Ăš molto veloce, invece, se gli dĂ  l’appoggio, lui ti gira, se ne va. L’ha fatto due o tre volte, gli Ăš piaciuto. Sono cose che, da allenatore, ti fanno piacere. Aiutare la crescita dei giocatori».

Qualche ds italiano ti ha giĂ  chiamato per chiederti consiglio su qualche giocatore della tua Nazionale? «Sinceramente no, ma se mi chiamano qualche suggerimento ce l’ho. Ma non ve li dico».

Se dovessi incontrare il Brasile di Carletto Ancelotti, tuo allenatore e amico, cosa gli diresti? «L’ho incontrato in Brasile, sono andato a vedere il loro centro di allenamento a Rio. Bellissimo. Lui ha una pressione disumana addosso, perchĂ© Ăš il Brasile, tutto amplificato. Ma solo uno come lui, con la sua calma e la sua saggezza puĂČ sopportare quella pressione. Poi qualunque avversario dovessimo incontrare vale sempre la filosofia che ho trasmesso ai miei».

Qual Ăš? «Godetevi ogni minuto, anzi ogni secondo del Mondiale perchĂ© siamo l’Uzbekistan, abbiamo la fortuna di essere qui a giocare. Devi cercare di dare ai tuoi giocatori la libertĂ  mentale per giocare a calcio e divertirsi. perchĂ© poi c’ù da soffrire, siamo, ripeto, siamo l’Uzbekistan».

Ti saresti aspettato nella tua vita di affrontare ancora Cristiano Ronaldo, ma tu allenatore e lui ancora giocatore? «No, perĂČ dimostra ancora una volta la sua professionalitĂ . È un giocatore che ha ancora una professionalitĂ  unica e una continuitĂ  pazzesca, anche se gioca in Arabia Saudita. E se ti gli dai una palla, lui ti fa sempre
 due gol».

Ti fa piĂč paura lui o il centrocampo del Portogallo? «Mamma mia
 È il piĂč forte centrocampo del Mondiale. Pazzesco. Ma perchĂ© il resto? Guardo il portiere, i difensori centrali, le ali
 Uno dice: bisogna studiarli e io li studio, ma quelli sono fenomeni. Poi il calcio Ăš magico per quello perchĂ© dĂ  la possibilitĂ  a tutti quanti di poter comunque dimostrare qualcosa».

Per dire, nel 2006 stavate uscendo con l’Australia  «Quanto l’abbiamo sudata! PerchĂ© nelle partite puĂČ succedere di tutto: un’espulsione, un rigore. Io sto cercando di far capire quello ai miei giocatori perchĂ© l’importante Ăš dare la sensazione di essere uniti per 90-95 minuti. PerchĂ© ci sono tante squadre che alla prima difficoltĂ  crollano, invece noi dobbiamo dimostrare che sicuramente nelle difficoltĂ  dobbiamo esaltarci».

Come puĂČ andare il girone? «Il nostro Ăš uno dei piĂč difficili: perchĂ© ci sono il Portogallo e vabbĂš, la Colombia e il Congo. E nel Congo giocano un sacco di giocatori della Ligue 1 e della Premier. Insomma, mica devi pensare a una squadra materasso. Noi dobbiamo giocarcela con tutti, come abbiamo fatto in amichevole contro l’Olanda».

Cosa ti sta insegnando questa avventura con l’Uzbekistan?«Che fare il ct mi piace: non avendo a disposizione i giocatori tutto l’anno, devi cercare di lavorare, studiare veramente dove hai bisogno, non puoi sprecare il tempo, devi fare quegli interventi giusti, devi lavorare molto a livello individuale con i giocatori, devi lavorare molto con i video e sulla comunicazione».

Qual Ăš il piĂč grande problema di questo maxi Mondiale? «Noi non abbiamo molti problemi. Le partite sono tutte a due ore di volo e i viaggi non sono massacranti. A CittĂ  del Messico giochiamo la sera, quindi senza il rischio del caldo. a Houston e Atlanta giochiamo in stadi che possono chiudere il tetto e quindi la temperatura sarĂ  buona. Insomma alla fine non vedo grossi problemi. L’altro giorno sono uscito in bici e c’era l’85% di umiditĂ , ma le partite si giocheranno in condizioni accettabili. Le difficoltĂ , per me, vengono dagli infortuni».

Impressum des Publishers ansehen