🗣️ Verona, Zanzi: "A volte vendere è INEVITABILE. Stadio intitolato a Bagnoli? Noi ci siamo" | OneFootball

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·27. Juli 2026

🗣️ Verona, Zanzi: "A volte vendere è INEVITABILE. Stadio intitolato a Bagnoli? Noi ci siamo"

Artikelbild:🗣️ Verona, Zanzi: "A volte vendere è INEVITABILE. Stadio intitolato a Bagnoli? Noi ci siamo"

Italo Zanzi, presidente del Verona, si è concesso a un numero elevatissimo di domande in sala stampa tenendo di fatto la prima conferenza della nuova stagione.

Il punto post-retrocessione

“Grazie per la vostra presenza, mi scuso per il posticipo della precedente conferenza, ho avuto una situazione molto difficile e dura a livello familiare, imprevista, ho dovuto posticipare per questo.”


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Come sta il Verona dopo la retrocessione e cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi mesi?"La retrocessione è stata un colpo molto duro, una cosa molto negativa, affrontiamo la situazione con molta serietà. Allo stesso tempo rimane solida la nostra fiducia nel futuro e la consapevolezza del lavoro che dobbiamo fare per risalire e dare continuità ad una città con tante opportunità. Non siamo felici, non siamo qua a fare sorrisi, ma con impegno e con grinta, consapevoli che anche i tifosi vogliono di più, risalire, faremo il possibile per questo. Conosciamo la grande sfida che abbiamo davanti. Non è che siccome siamo il Verona pensiamo di risalire per questo, è un lavoro molto duro che faremo con serietà".

Ci sarà la possibilità sul mercato di cercare la risalita?"Secondo me sì, avremo una squadra competitiva, poi so che c'è la spinta a fare di tutto per raggiungere l'obiettivo, ma c'è sempre nel calcio l'idea di avere sostenibilità economica anche nel lungo periodo. Non si possono fare cose che comportano troppi rischi, il nostro obiettivo è semplice: provare con le nostre possibilità a risalire, cercando di garantire anche la stabilità economica. La parte economica è importante, ma ci sono tanti altri fattori. Abbiamo fatto una scelta con l'allenatore, una scelta giusta con una persona molto capace, che ha vissuto questa realtà. Abbiamo anche un direttore sportivo che conosce bene questa società, che ha avuto successo qua, per questo abbiamo fiducia".

Si parla tanto del progetto: qual è il progetto del Verona, la visione del club?"Come ha detto Chris in una intervista a maggio (Puscasio, presidente del fondo proprietario del Verona, n.d.r.) l'obiettivo è risalire, ma al contempo c'è da gestire la squadra in maniera responsabile. Altrimenti il rischio è molto più grande. Oggi è difficile trovare il giusto equilibrio, lo vediamo anche come un'opportunità da raggiungere però non spendendo sempre di più come qualcuno chiede. Non è sempre quella la formula del successo".

La situazione stadio

Qual è la situazione per lo stadio?"Parlo del punto di vista del nostro club e della società: noi siamo molto consapevoli e pensiamo che la città, i tifosi ed anche la squadra meritino un nuovo stadio. Per questo stiamo lavorando in maniera molto strutturata. È un lungo percorso, abbiamo però iniziato a muovere passi concreti per provare a realizzare tutto ciò. Abbiamo una buona relazione con il Comune, abbiamo fatto uno studio molto lungo e sofisticato per individuare il miglior modo per fare il nuovo stadio. Secondo noi è quella di fare un nuovo stadio dove oggi c'è il Bentegodi, andiamo avanti con questa idea. Ovviamente ci sono sfide, ma io sono ottimista. La sfida più grande forse riguarda tutte le squadre, non solo l'Hellas, è quella che riguarda la procedura e la burocrazia. Se devo individuare un punto di rischio è questo. Stiamo cercando la soluzione più snella e veloce. In questa fase il Comune ha una procedura aperta e tutti hanno il diritto di partecipare e non posso fare commenti".

Le questioni economiche

Esiste una norma per i club retrocessi dalla Serie A che presuppone un monte ingaggi di 18 milioni di euro altrimenti la differenza per chi vuole spendere di più deve essere coperta con una fideiussione bancaria almeno del 40%. La rosa ad oggi costa circa 27-28 milioni. C'è l'idea di diminuire il monte ingaggi o quella di pagare una fideiussione anche elevata per pagare i giocatori?"Non sono d'accordo con questa norma, che però esiste. La cosa più importante è quella di mantenere l'equilibrio per avere una squadra forte e una situazione economica stabile. Siamo sempre in regola con le norme. Il mercato è lungo, stiamo lavorando in un settore tecnico ottimo per trovare le migliori soluzioni, ma non è facile".

Avete avuto nelle ultime settimane contatti per vendere il pacchetto di maggioranza delle azioni del Verona oppure no? L'ex presidente Maurizio Setti ha detto che ha lasciato una situazione in linea dal punto di vista economico: che situazione economica avete trovato?"Sulla prima domanda: assolutamente no. Presidio è qui, rimane proprietario, il progetto è a medio-lungo termine. Non so da dove escano queste voci. Poi non voglio commentare le parole di altri".

Quando parlate di progetto a medio-lungo termine: oggi abbiamo visto soprattutto un tentativo di galleggiare, sopravvivere. Cosa vuol dire avere avere un progetto senza avere risultati sportivi?"Questo è un progetto a lungo termine, per realizzarlo bisogna innanzitutto non fare le cose oltre le proprie possibilità. Se si fa questo, il rischio diventa molto più grosso. Ovviamente vogliamo una squadra competitiva, come abbiamo provato a fare l'anno scorso, anche se non è arrivato il risultato e ce ne prendiamo la responsabilità. Il calcio, lo sapete meglio di me, non è una formula esatta. Non condivido il fatto che se non si vince un anno sia fallito tutto. Abbiamo anche più entusiasmo a livello di sponsor oggi che ieri. E ne avremo ancora di più nell'anno successivo. Ovviamente c'è un collegamento fra risultati sportivi e commerciali. Non è che se le cose non funzionano un anno allora si è fallito".

Quello che vediamo noi è che ogni sei mesi la società ha necessità di vendere. Quindi quali sono le possibilità del club? Poche, no?"Quante società di calcio possono essere sostenibili perdendo soldi ogni anno? L'obiettivo è auto-finanziare una società, uno non può spendere più di ciò che guadagna. Il calcio è diventato un mondo un po' strano, ma facendo questa scelta si va incontro a molti più rischi. Ambizione non significa dimenticare la responsabilità e la stabilità economica. Uno deve provare a fare entrambe le cose".

I piani per la stagione

Nonostante tutto ci sono già 9mila abbonati. Come è possibile secondo lei?"Perché seguono la squadra con il cuore. Questa è una cosa molto, molto apprezzata e che mai dimentichiamo. Se sentiamo questa responsabilità? Assolutamente, lo abbiamo detto fin dal primo giorno, l'impegno più grosso che abbiamo è verso la città ed i tifosi. Voglio sottolineare che nessuno guadagna soldi fuori dalla società, tutti i ricavi rimangono dentro al club".

E questo è sufficiente per alzare il livello?"Per essere competitivi e per non prendere rischi eccessivi".

Presidio ha in mente di fare aumenti di capitale. Forse le risorse delle cessioni non bastano per essere competitivi?"Come dicevo Presidio rimane come proprietario con molta volontà ed impegno. C'è sempre apertura se in qualsiasi momento vuole partecipare in forma strategica, ma non per cercare soldi. Per fare una società competitiva e solida".

Baroni ha detto che al massimo ci sarà forse una cessione a fronte di 4-5 acquisti. Conferma? Il Venezia ha pagato 10 milioni Bella-Kotchap, anche la Fiorentina Fortune Egharevba l'inverno scorso ha fatto un favore, Belghali potrebbe essere ceduto, Bowie è seguito dal Sassuolo e tanti altri hanno mercato."Non ci sono cortesie, ci sono trattative nel calcio, sempre. Riguardo il resto: nessuno può garantire che mercato farà con un mese davanti, ovviamente l'obiettivo è di fare una squadra competitiva. Ma dipende tanto anche dai calciatori, dalle loro intenzioni. Nel calcio moderno una squadra non può decidere di non fare alcuna cessione, dipende anche da giocatori, procuratori e altro. Abbiamo un mese di mercato aperto. Abbiamo dimostrato che anche se facciamo mercato in uscita, poi c'è il mercato in entrata. Il mercato è lungo".

Non sempre chi più spende vince, ma quali sono le reali possibilità del Verona per il prossimo campionato? L'obiettivo in base a ciò che potete spendere sarà quello di vincere il campionato, o magari di andare ai playoff, almeno sulla carta?"L'obiettivo è risalire, come dice lei non sempre dipende da quanto spende una squadra. Un aspetto è molto importante: avere giocatori che vogliano essere qua, che abbiano la volontà, la grinta e l'amore per la maglia. Questo non si decide sulla carta. Per questo vogliamo scegliere la squadra giusta per andare in guerra, questa sarà una battaglia. Sulla carta puoi prendere dieci giocatori sulla carta che sono più forti ma non sempre arrivi all'obiettivo. Noi vogliamo arrivare all'obiettivo".

È corretto dire che il progetto di Presidio Investors è quello di costruire una squadra che sia in grado di restare stabilmente in Serie A?"Ovviamente dobbiamo arrivare lì, questo è stato l'obiettivo dichiarato e rimane l'obiettivo. Non possiamo pensare troppo in là, dobbiamo essere realisti. Prima dobbiamo vincere il 16 in Coppa Italia, poi quella successiva. Dobbiamo vincere ogni partita. L'obiettivo a lungo termine poi è di tornare in Serie A e rimanerci. Ma non si possono fare follie oggi per raggiungerlo"

La memoria di Bagnoli

Sulla morte di Bagnoli: c'è già un iter in corso per nominare a lui lo stadio?"Bagnoli è la figura massima della storia dell'Hellas, abbiamo fatto di tutto per onorarlo. In termini dello stadio è una scelta del Comune che è proprietario dello stadio, ovviamente noi daremo sostegno per ogni modo in cui si possa onorare una figura come quella di Bagnoli".

Come state pensando di onorare la memoria di Bagnoli nella prima giornata?"Ci stiamo pensando, ma anche in una forma rispettosa. Non vogliamo creare uno show, vogliamo prima di tutto essere rispettosi della famiglia, perché è morta una persona. Ovviamente vogliamo onorare la sua persona, vogliamo onorarlo e vogliamo coinvolgere famiglia e tifosi. Quando succede una cosa così accade la reazione deve essere autentica, il Verona non deve dimostrare voler di onorare qualcuno".

Baroni è stata anche una scelta per creare identità, visto che conosce già l'ambiente. In ottica mercato si può pensare ad avere più italiani?"Il mister per noi è stata una scelta ottima per tanti ragioni. Per la sua esperienza, capacità tecnica, abilità nel motivare i giocatori. L'unica cosa che non condivido è quello della cittadinanza dei giocatori: ovviamente abbiamo rispetto e speranza che il calcio italiano faccia bene, ma non scegliamo un giocatore al posto di un altro per la nazionalità, posto che gli italiani sono i benvenuti. Poi ogni giocatore va valutato da Sean e dal mister".

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