Inter News 24
·21. März 2026
Zhang Jindong, finisce l’impero dell’ex proprietario dell’Inter e fondatore del gruppo Suning: patrimonio resettato

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Un colpo durissimo per Zhang Jindong, fondatore del gruppo Suning, che dal 2016 al 2024 ha detenuto la proprietà dell’Inter. A causa di una serie di investimenti falliti, tra cui una massiccia partecipazione nel gruppo Evergrande per oltre 20 miliardi di yuan, Zhang è finito in una spirale di debiti che ha portato, nel gennaio del 2026, al trasferimento senza compenso delle sue azioni e dei suoi beni personali per far fronte a un debito di 238,712 miliardi di yuan (circa 31 miliardi di euro). Un evento che segna un precedente in Cina, con il fondatore di una grande impresa privata che perde completamente il suo patrimonio attraverso una ristrutturazione aziendale.
Il Tribunale Intermedio Popolare di Nanchino ha annunciato il 26 febbraio che il piano di ristrutturazione del debito di Zhang Jindong è stato completato, e il gruppo Suning, che aveva conosciuto una rapida ascesa, ha subito una drastica perdita di valore. Zhang ha visto tutti i suoi beni personali, immobili, attività finanziarie e oggetti da collezione alienati tramite aste giudiziarie o trasferimenti negoziati, con i ricavi utilizzati per pagare il debito.
Il valore complessivo delle società collegate a Suning si è ridotto a 41 miliardi di yuan (circa 5,3 miliardi di euro), un importo significativamente inferiore rispetto alla capitalizzazione raggiunta negli anni d’oro del colosso cinese. Nonostante la perdita totale del suo patrimonio personale, Zhang conserva il diritto di nominare cinque membri nel consiglio di amministrazione del gruppo Suning ristrutturato e quattro membri nel consiglio di amministrazione della società Nanjing Zhongcheng, mantenendo così un controllo operativo limitato.
In seguito al piano di ristrutturazione, Zhang Jindong non ha scelto la via della liquidazione fallimentare, una scelta che avrebbe messo gli investitori e i fornitori in difficoltà, ma ha preferito utilizzare tutte le sue risorse per cercare di risollevare il gruppo Suning. Se però la gestione del trust non dovesse soddisfare le aspettative, Zhang perderebbe immediatamente il diritto di nomina, e le azioni legali per il recupero dei debiti potrebbero riprendere.
Secondo quanto riferito da Epoch Times, i creditori hanno sospeso temporaneamente le azioni legali nei confronti di Zhang per il recupero della garanzia personale, ma questa sospensione non è definitiva. Qualora le performance future non dovessero rispondere alle aspettative, il rischio di perdere definitivamente il controllo delle operazioni rimarrebbe alto.
Il crollo di Zhang Jindong segna la fine di una carriera trentennale iniziata nel 1990, quando aprì un piccolo negozio di condizionatori d’aria a Nanchino. Da lì, Suning è diventato un gigante della distribuzione in Cina, diventando la prima catena di elettrodomestici quotata alla Borsa di Shenzhen nel 2004, con una capitalizzazione che superava i 10 miliardi di yuan.
La fine di Zhang Jindong come magnate d’affari, quindi, non è solo la conclusione di una storia personale di grande successo, ma anche un segnale del difficile contesto economico in cui si trovano oggi molte delle grandi aziende cinesi, colpite dalla crisi del settore immobiliare e da una gestione degli investimenti che ha portato al collasso di molti colossi.
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