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·22. Juni 2026
Zola: «Non è vero che non ci sono i giovani forti in Italia! Mancini? Spero abbia la libertà di fare un buon lavoro» – VIDEO

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Gianfranco Zola torna protagonista fuori dal campo, ma con la stessa lucidità con cui per anni ha illuminato il calcio giocato. L’ex fuoriclasse del Cagliari, oggi vicepresidente della Lega Pro, sta provando a portare il proprio contributo in una fase delicata per il movimento italiano, sempre più chiamato a interrogarsi su giovani, programmazione e riforme strutturali. A margine dell’evento benefico organizzato dalla Fondazione Vialli e Mauro, Zola ha affrontato diversi temi centrali per il presente e il futuro del calcio nazionale.
Il punto più sensibile resta quello dei giovani. Zola ha posto l’attenzione sulla necessità di creare percorsi più solidi e credibili per i talenti italiani, spesso frenati da un sistema che concede poco spazio alla crescita graduale. L’obiettivo è valorizzare competenze, responsabilità e minutaggio, evitando che tanti profili interessanti restino bloccati prima del salto tra i professionisti.
Nel suo intervento, Gianfranco Zola ha toccato anche il tema legato alla FIGC e al futuro della governance federale. Il calcio italiano vive un momento in cui serve una linea comune tra federazione, leghe, club e settori giovanili. L’ex fantasista rossoblù ha evidenziato l’importanza di una visione meno frammentata e più orientata al lungo periodo, con scelte capaci di incidere realmente sulla competitività del sistema.
Spazio anche a Roberto Mancini, figura di grande rilievo nel recente percorso della Nazionale, e prossimo CT dell’Italia. La cornice della Fondazione Vialli e Mauro ha dato ulteriore peso al messaggio di Zola, che ha legato il futuro del calcio anche alla capacità di trasmettere esempi positivi. La sua nuova missione appare chiara: contribuire a una piccola rivoluzione culturale, partendo dai giovani e da un’idea di calcio più sostenibile, formativa e moderna. Le sue parole:
PROBLEMA DEI GIOVANI – «È un momento difficile, sicuramente, se ne è parlato anche tanto. C’è tanto lavoro da fare, anche perché gli altri si sono portati molto avanti. Quindi c’è da entrare nell’ordine di idee che bisognerà affrontare un un periodo abbastanza lungo di lavoro su e con i nostri giovani, che sono le nostre risorse. Da altre parti lo stanno facendo e si vede che hanno più di noi. Però non è vero che non ci sono i giovani, ce ne sono. Recentemente abbiamo anche vinto l’Europeo dell’Under 17, e non è la prima volta che lo facciamo negli ultimi anni. È che bisogna comunque programmare per far sì che questi ragazzi, che già sono a buon livello, possano fare un salto di qualità. Perché poi a 17 anni puoi anche vincere l’Europeo Nazionale, ma non sei non hai finito il tuo percorso è diffcile. Probabilmente la cosa più difficile comincia da lì in poi e, comunque, loro sicuramente devono fare la loro parte, però anche noi dobbiamo fare qualcosa di più per creargli quello che li possa aiutare. Perché comunque i nostri ragazzi hanno bisogno anche del nostro coraggio di farli giocare, farli sbagliare, farli maturare, farli crescere».
FUTURO FIGC E NAZIONALE – «Ma io non sono qua per dire è giusto o sbagliato. Quello che posso dire è che c’è tanto lavoro da fare. Sempre che lo debba fare Malagò o Mancini o chiunque, l’importante è che si entri nell’ordine di idee che questa non è una quick solution, come si dice, ma bisognerà lavorare programmando almeno da qui a 10 anni».
DECRETO SPORT LIMITE ALLA RIFORMA ZOLA? – «Mi sembra che il Ministro abbia anche aperto alla possibilità di far venire i finanziamenti verso la nostra riforma, alla Lega Pro potrebbe avere un finanziamento permanente, l’idea è questa. Onestamente quello che noi cerchiamo di fare è di aiutare il sistema. E quando dico sistema non intendiamo solo Serie C, ma noi cerchiamo di far del bene al nostro movimento calcistico. Poi, ecco, è chiaro che quei soldi ci aiutano, perché aiutano le società a strutturarsi, a fare qualità. Vedremo, insomma, ripeto, c’è stata una una predisposizione da parte del Ministro verso questo progetto».
MANCINI HA FATICATO SENZA VIALLI? – «Sicuramente Gianluca è una persona con grandissime capacità e le ha messe a disposizione fino all’ultimo anche per una causa come quella della Nazionale. Però Roberto ha dimostrato anche da parte sua di avere di avere capacità. Penso che sia ingiusto e limitativo dire che Roberto abbia funzionato solo perché c’era Gianluca. Mi state portando a parlare di qualcuno che ancora non ha l’incarico, per come la vedo io, spero che chiunque sia il prossimo CT venga messo in condizioni di fare un buon lavoro. Questo perché non è solo il CT che deve fare il lavoro, ma tutti noi dobbiamo fare in modo che abbia la qualità per poter farlo al meglio».
VALZER DELLE PANCHINE E SARRI – «Ma sono curioso di vedere come farà Maurizio alla alla Atalanta. Lui è un grandissimo allenatore e avrà a disposizione una squadra che penso sia più adatta a lui, ha dei buoni giocatori, ma anche dei buoni giovani e quindi sono sicuro che potrà potrebbe essere un un connubio vincente».
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