Calcio e Finanza
·18 March 2026
Abramovich non sblocca i 3 miliardi della vendita del Chelsea: il Governo UK pronto a fargli causa

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·18 March 2026

L’ex proprietario del Chelsea, il miliardario russo Roman Abramovich, colpito da sanzioni internazionali, è stato avvertito che il governo britannico potrebbe avviare un’azione legale contro di lui dopo il mancato rilascio dei 2,5 miliardi di sterline (2,9 miliardi di euro) provenienti dalla vendita del club, che secondo Londra dovrebbero essere destinati ad aiutare l’Ucraina.
Come riporta Sky News UK, lo stallo dura dal 2022, quando Abramovich fu costretto a vendere il Chelsea dopo essere stato sanzionato all’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, nel quadro delle misure contro gli oligarchi russi. Il primo ministro britannico Keir Starmer aveva già avvertito lo scorso dicembre che Abramovich avrebbe potuto essere citato in giudizio se non avesse trasferito il denaro promesso.
Un portavoce del governo ha dichiarato: «Abbiamo dato a Roman Abramovich la sua ultima possibilità di fare la cosa giusta. Ancora una volta non ha effettuato la donazione per cui si era impegnato. Ora intraprenderemo ulteriori passi per garantire che la promessa fatta al momento della vendita del Chelsea venga rispettata».
Il governo aveva rilasciato a dicembre una licenza che autorizzava il trasferimento del denaro a una nuova fondazione destinata a cause umanitarie in Ucraina, ma per procedere era necessario anche il consenso di Abramovich, che non è arrivato.
L’imprenditore russo era stato avvertito che se non avesse dato l’autorizzazione entro 90 giorni, il governo avrebbe avviato un’azione legale nel Regno Unito. Secondo fonti governative, lunedì i legali dell’esecutivo hanno scritto al team legale di Abramovich comunicando che sono in preparazione possibili azioni giudiziarie.
Abramovich ha sempre sostenuto che il denaro dovrebbe andare a «tutte le vittime della guerra in Ucraina». Il governo britannico, invece, ha chiarito che prenderà in considerazione solo proposte che prevedano l’utilizzo dei fondi per aiutare i più vulnerabili in Ucraina, escludendo la possibilità che parte del denaro finisca anche in Russia.
Esiste inoltre un contenzioso su quanto denaro debba effettivamente essere destinato all’Ucraina. Il governo vuole che l’intero importo di 2,5 miliardi di sterline, pagato per il club da un consorzio guidato tra gli altri da Todd Boehly e Behdad Eghbali, venga devoluto alla fondazione. Tuttavia, i bilanci pubblicati la scorsa settimana da Fordstam – la holding che controllava il Chelsea durante l’era Abramovich – indicano che la società “intende” donare circa 987 milioni di sterline, dopo il rimborso di alcuni prestiti, e non l’intero importo richiesto dal governo.
La società con sede a Jersey di Abramovich, Camberley International Investments, deve infatti ricevere 1,429 miliardi di sterline relativi a un prestito senza interessi precedentemente concesso per finanziare il club dopo la sua acquisizione nel 2003. Abramovich ha costruito la sua fortuna nella Russia post-sovietica ed è stato spesso descritto come vicino al presidente russo Vladimir Putin, accusa che ha sempre respinto.
Le sanzioni nei suoi confronti furono inizialmente introdotte dal governo conservatore guidato da Boris Johnson e sono state mantenute anche dall’attuale esecutivo laburista.









































