Pagine Romaniste
·23 May 2026
Aldair racconta la Roma: “La fascia a Totti scelta naturale, i derby sono partite a parte”

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·23 May 2026

Un pezzo di storia giallorossa torna a parlare della sua esperienza nella Capitale. Aldair ripercorre anni, simboli e scelte che hanno segnato un’epoca.
Aldair, protagonista per 13 stagioni con la Roma, ha raccontato in un’intervista al podcast Alcazar Off alcuni dei momenti più significativi della sua carriera in giallorosso, in occasione del documentario “Aldair – Cuore Giallorosso”. Tra questi, anche la decisione di consegnare la fascia di capitano a Francesco Totti, gesto diventato simbolico nella storia del club. Ecco le sue parole:
Come è vivere e giocare il derby di Roma?
“Sono partite a parte. Il modo di affrontare queste sfide è diverso. Anche a Rio de Janeiro e in Portogallo ci sono dei derby, ma quello di Roma è molto caldo e sentito anche per le tifoserie e per l’ambiente. In una città ci sono due squadre che hanno vinto diciamo poco e quindi è molto sentito. Alcuni calciatori sentono giocare questo tipo di partita, mentre a me piaceva giocare queste sfide che mi esaltavano fin da piccolo. Ne parla tutta la città fin da un mese prima”.
Quale è stato l’allenatore che ti ha cambiato?
”Difficile dirlo. Fin da quando ho iniziato a giocare ho avuto allenatori importanti. Santana mi piaceva tantissimo, a Roma invece sono stato tanti anni ma con pochi allenatori. Con tutti ho imparato: con Bianchi ho imparato a marcare di più, ero difensore ma mi piaceva uscire tanto e andare a giocare. Anche con Mazzone ho imparato tanto”.
Che rapporto avete ora con Totti?
“Abbiamo sempre avuto un buon rapporto, fin da quando lui ha iniziato. Ci siamo sempre rispettati, dentro e fuori dal campo. Siamo amici. Come ho maturato la consegna della fascia? Ero il più grande della squadra in quel momento e ho portato la fascia per un periodo, in Brasile di solito il giocatore più rappresentativo è quello più forte e porta la fascia. Per tanti la fascia è importante, la vogliono tutti, ma sono stato contento soprattutto del fatto che gli altri compagni siano stati bravi e buoni”.
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