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·9 April 2026
Allarme Serie A: 6 motivi per cui l’Italia è rimasta indietro rispetto ai top club europei

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·9 April 2026

Il calcio italiano è a un bivio. Nonostante il fascino storico e la passione dei tifosi, i dati recenti (aggiornati ad aprile 2026) dipingono un quadro preoccupante per il nostro movimento. Riguardo a ciò, Sportitalia ha rivelato i sei motivi principali per cui la Serie A sta faticando a tenere il passo con le grandi d'Europa.
Il dato più scottante riguarda l'identità del nostro campionato. In Serie A, i calciatori stranieri hanno coperto il 67,9% dei minuti totali giocati. È il sesto peggior dato in Europa. Per fare un confronto, ne La Liga l'impiego degli stranieri si ferma al 39,6%. Nella stagione attuale, su 284 giocatori scesi in campo, appena 89 sono italiani (e 10 di questi sono portieri). La "meglio gioventù" azzurra fatica a trovare spazio.
L’Italia non sembra essere un Paese per giovani, almeno sul rettangolo verde. L’età media della Serie A è di 27 anni, posizionando la Serie A come l'ottavo Campionato più anziano del continente. Campionati come quelli di Germania, Francia, Olanda e Portogallo corrono molto più dell'Italia, puntando su rose fresche e futuribili che garantiscono dinamismo e valore di mercato.
L'Italia è ultima in Europa per investimenti nei vivai. Questo disinteresse si riflette sui ricavi: nell'ultimo decennio, nazioni come Francia, Spagna e Portogallo hanno generato profitti enormi dalla vendita all'estero di calciatori "formati nel Paese". L’Italia non riesce a trasformare i propri settori giovanili in una risorsa economica strategica.
Il calcio moderno è fatto di ritmi frenetici e pressione alta, ma la Serie A resta fuori dalle prime 10 nazioni europee per metri percorsi in campo. Spesso il gioco italiano risulta troppo tattico e statico, mancando di quella progressione atletica necessaria per competere nelle fasi finali delle coppe internazionali.
Non è solo una questione di gambe, ma di quanto viaggia veloce il pallone. In Serie A, la velocità media della palla è di 7,6 m/s. Se guardiamo alla Champions League, il dato sale drasticamente a 10,4 m/s. Questa differenza di quasi 3 metri al secondo spiega perché le squadre italiane spesso sembrano "sotto ritmo" quando affrontano i top club europei.
Infine, il problema strutturale. L'Italia è fuori dalla Top 10 continentale per stadi moderni. Mentre all'estero gli impianti sono macchine da soldi attive 7 giorni su 7, da noi si gioca ancora in strutture antiche (come il Meazza o l'Olimpico, pur iconici) che limitano i ricavi commerciali e peggiorano l'esperienza per i tifosi. Senza case nuove, il calcio italiano difficilmente potrà tornare a dominare il mondo.









































