Allegri e l’ultimo miglio di Max: tra veleni arbitrali e l’obbligo di blindare la Champions – VIDEO | OneFootball

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·26 February 2026

Allegri e l’ultimo miglio di Max: tra veleni arbitrali e l’obbligo di blindare la Champions – VIDEO

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Allegri deve portare in porto la barca e raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League: prima tappa Cremona

Il boato di San Siro al fischio finale di Milan-Parma non era solo frustrazione per un risultato beffardo, ma il grido di una tifoseria che si sente, per l’ennesima volta in questa stagione, scippata da decisioni arbitrali difficilmente spiegabili. La sconfitta interna contro i ducali, maturata sotto i colpi di un arbitraggio che molti hanno definito scandaloso, ha lasciato ferite profonde nell’ambiente rossonero. Eppure, in questo clima di sospetto e tensione, emerge una necessità impellente: quella di isolarsi dal “rumore” esterno e concentrarsi sull’unico obiettivo che conta davvero per la sopravvivenza sportiva ed economica del club.


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La tempesta di San Siro

Gli episodi di domenica sono sotto gli occhi di tutti: il contatto Corvi-Loftus-Cheek ignorato e il gol decisivo di Troilo convalidato nonostante un doppio, evidente fallo su Maignan e Bartesaghi. Per il Milan di Massimiliano Allegri, non si tratta di un caso isolato, ma dell’ultimo tassello di un mosaico che vede i rossoneri penalizzati in momenti chiave del campionato. Tuttavia, se la dirigenza avrà il compito di farsi sentire nelle sedi opportune, il tecnico livornese ha davanti a sé una missione puramente di campo: evitare che il veleno delle polemiche intacchi la lucidità dei suoi giocatori.

Blindare il secondo posto

A dodici giornate dalla fine, la classifica sorride ancora al Diavolo, nonostante il morale sia a terra. Il Milan occupa saldamente la seconda posizione con 54 punti, vantando un rassicurante tesoretto di 8 lunghezze di vantaggio sulla Juventus, attualmente quinta. È un margine importante, costruito con la solidità tipica delle squadre di Allegri, ma non è ancora una polizza assicurativa. La storia recente del calcio italiano è piena di crolli verticali nati da una gestione emotiva errata dei momenti di crisi.

Allegri, da timoniere esperto quale è, dovrà essere bravo a “portare la barca in porto”. In un momento in cui l’Inter sembra ormai irraggiungibile (a +10), il rischio è quello di mollare inconsciamente gli ormeggi, convinti che il vantaggio sulle inseguitrici sia inattaccabile. Ma dietro corrono forte: Napoli e Roma sono appaiate a 50 punti e non aspettano altro che un altro passo falso dei rossoneri per accorciare ulteriormente le distanze.

Il calendario e la “Campana”

Le prossime settimane saranno il vero banco di prova. Dopo la trasferta di Cremona, il calendario metterà il Milan di fronte a test probanti come il Derby e le sfide contro Lazio e Napoli. Dilapidare quanto di buono fatto finora sarebbe un delitto sportivo imperdonabile. La squadra deve stare “in campana”: non c’è spazio per cali di tensione o per farsi distrarre dai rumors sul futuro.

Prima l’Europa, poi il domani

Si fa un gran parlare del Milan che verrà: dai possibili innesti di mercato, fino alla permanenza dello stesso Allegri o dei quadri dirigenziali. Ma ogni discorso sul futuro è subordinato a una condizione imprescindibile: la musica della Champions League che deve risuonare a San Siro nella prossima stagione. Solo con il pass europeo in tasca si potrà pianificare un futuro con ambizioni da Scudetto. Oggi, il compito di Allegri è trasformare la rabbia per i torti subiti in energia nervosa per blindare il secondo posto. La barca è nel mare mosso, ma il porto è vicino: serve solo mano ferma.

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