AMARCORD GIALLOROSSO | Lazio-Roma 1-5: il derby dell’Aeroplanino, quando Montella volò quattro volte | OneFootball

AMARCORD GIALLOROSSO | Lazio-Roma 1-5: il derby dell’Aeroplanino, quando Montella volò quattro volte | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Pagine Romaniste

Pagine Romaniste

·26 July 2026

AMARCORD GIALLOROSSO | Lazio-Roma 1-5: il derby dell’Aeroplanino, quando Montella volò quattro volte

Article image:AMARCORD GIALLOROSSO | Lazio-Roma 1-5: il derby dell’Aeroplanino, quando Montella volò quattro volte

Derby che si vincono, derby che si dominano e poi c’è quello lì del 10 marzo 2002, ventiseiesima giornata di Serie A: Lazio-Roma 1-5. Un risultato che ancora oggi, a leggerlo, sembra un errore di stampa. E invece è tutto vero, verissimo: quel pomeriggio l’Olimpico vide decollare quattro volte lo stesso aeroplano, con le braccia larghe e il sorriso di chi sa di stare riscrivendo la storia. Vincenzo Montella, quattro gol nel derby. Nessuno, nell’era moderna della stracittadina, aveva mai osato tanto.

La vigilia: campioni d’Italia in casa dei cugini

La Roma arriva al derby di ritorno da campione d’Italia in carica: è la squadra dello scudetto 2001, quella di Capello, di Totti, di Batistuta, di Samuel ed Emerson, ancora in piena corsa per il bis tricolore. Di fronte c’è la Lazio di Zaccheroni, che schiera gente come Nesta, Mihajlovic, Crespo e Inzaghi: mica una squadretta, sulla carta. Ma i derby, si sa, non si giocano sulla carta. Si giocano sui nervi, sull’orgoglio e  sulle ali di un attaccante di Pomigliano d’Arco partito titolare al posto di un Batistuta non al meglio.


OneFootball Videos


Curiosità del destino: la Roma gioca “in trasferta” nel suo stesso stadio, con la Curva Nord biancoceleste a fare da sfondo. Ed è proprio sotto quella curva che l’Aeroplanino sceglierà di atterrare, ogni volta, con la delicatezza di uno schiaffo.

Article image:AMARCORD GIALLOROSSO | Lazio-Roma 1-5: il derby dell’Aeroplanino, quando Montella volò quattro volte

17 Jun 2001: Francesco Totti of Roma celebrates after scoring a goal during the Serie A 34th Round League match played between Roma and Parma, played at the Olympic Stadium, Rome Italy. + DIGITAL CAMERA + Mandatory Credit: Grazia Neri/ALLSPORT

Il primo tempo: tre gol in ventiquattro minuti, derby già in ghiaccio

Il 12′ è il momento in cui tutto comincia: Montella colpisce per la prima volta e porta avanti la Roma. La Lazio è tramortita, non fa in tempo a riorganizzarsi che al 29′ l’Aeroplanino raddoppia, e al 36′ cala addirittura il tris personale. Tre gol in ventiquattro minuti: una tripletta nel derby già così varrebbe l’immortalità, e siamo solo al primo tempo. Le braccia spalancate di Vincenzo diventano l’immagine di una domenica surreale, mentre la metà giallorossa dell’Olimpico oscilla tra l’estasi e l’incredulità.

Peruzzi raccoglie palloni dalla rete, Nesta e Mihajlovic annaspano, e la squadra di Capello va negli spogliatoi sul 3-0 con la sensazione che il pomeriggio possa diventare storico.

La ripresa: Stankovic illude, poi ancora Montella e il sigillo di Totti

A inizio ripresa la Lazio prova a salvare l’onore: al 53′ Stankovic accorcia sul 3-1 e per qualche minuto l’Olimpico biancoceleste ci crede. Un’illusione che dura il tempo di un caffè: al 63′ ecco di nuovo lui, Vincenzo Montella, che cala il poker e si prende per sempre un posto nella storia del derby. Quattro gol nella stracittadina: un primato assoluto dell’era moderna, un’impresa che trasforma un attaccante fortissimo in un mito popolare. L’aeroplanino decolla per la quarta volta, e stavolta il volo è direttamente verso l’eternità.

Ma manca ancora la ciliegina, e la mette chi di dovere. Al 71′ Francesco Totti, subentrato il futuro con Cassano al posto proprio di Montella, uscito tra gli applausi  firma il 5-1 definitivo. Il Capitano nel tabellino del derby più largo che si ricordi: il quadro è completo. Al triplice fischio di Rosetti, metà città esplode di gioia e l’altra metà cerca l’uscita più vicina. 1-5: un punteggio da tramandare, di padre in figlio, come una poesia imparata a memoria.

Il derby che ha un solo nome

Quello scudetto, alla fine, andò alla Juventus per un punto, nel crudele 5 maggio. Ma il derby dell’Aeroplanino non ha mai smesso di volare: è rimasto il metro di paragone di ogni stracittadina, la partita che ogni romanista cita quando vuole chiudere una discussione con un cugino laziale. Perché si può discutere di tutto, di classifiche, di formazioni, di rigori, ma su una cosa non si discute: nessuno ha mai fatto quattro gol in un derby moderno. Solo Vincenzo.

Montella nel derby aveva già segnato e avrebbe segnato ancora, ma quel 10 marzo 2002 resta il suo capolavoro assoluto, la domenica in cui un attaccante di un metro e settantadue si fece gigante. E oggi, quando all’Olimpico il derby si avvicina e sale la tensione, dalle parti di Trigoria c’è sempre qualcuno che sorride e allarga le braccia, piano, come ali. Non serve aggiungere altro. Chi sa, sa. Uno, due, tre, quattro. E cinque con il Capitano.

View publisher imprint