Calcionews24
·12 May 2026
Baldini annuncia: «Per le due amichevoli dell’Italia contro Lussemburgo e Grecia convocherò solo giocatori dell’Under 21»

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In un momento di profonda transizione per il calcio italiano, la figura di Silvio Baldini emerge come un punto di rottura necessario. Nominato CT ad interim della Nazionale maggiore dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso, l’attuale tecnico dell’Under 21 ha presentato la sua strategia in occasione del prestigioso Premio Maestrelli. La sua non è una semplice supplenza, ma una vera e propria missione ideologica volta alla valorizzazione dei giovani.
Baldini ha sorpreso tutti annunciando una decisione radicale per le prossime amichevoli internazionali: “Essendo l’allenatore dell’Under 21 e con mister Gattuso che si è dimesso, per le due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia convocherò solo giocatori dell’Under 21. È un atto con una logica, non di coraggio. Il CT che verrà dopo il 22 giugno deve sapere il livello di questi ragazzi. È inutile che metta insieme tante persone, tra cui i calciatori che non hanno centrato la qualificazione al Mondiali, poiché non avranno le motivazioni e vorranno staccare la spina. Bisogna saper scegliere le persone giuste. Al momento della proposta, ho detto al presidente Gravina ‘Accetto, ma porto l’U21’. Voglio valorizzare il mio lavoro e far vedere chi sono questi ragazzi”.
Il tecnico toscano non si è limitato alle scelte tattiche, ma ha affrontato il tema della crisi del sistema Italia, criticando l’ossessione per il risultato immediato che spesso soffoca il talento emergente. Secondo Baldini, per costruire un gruppo vincente è necessario ripartire dalla disciplina e dal collettivo.
“Tutti questi ragazzi hanno bisogno di capire che per essere giocatori completi si deve giocare per il collettivo, bisogna essere gruppo. Per essere un gruppo bisogna avere e rispettare le regole, non sono imposizioni ma disciplinare le persone. Parliamo tutti che bisogna far giocare i giovani, avere coraggio, ma poi dicono che conta il risultato. Se non vinci, il percorso non conta. È dura insegnare che non si gioca solo per il risultato. Sapete bene che conta vincere, non partecipare, il secondo è il primo dei perdenti: se andiamo avanti con questo pensiero ditemi voi come facciamo a far crescere i giovani, ad avere coraggio, a non avere paura e ad accettare in quel momento lì di non fare una bella partita, non è facile coniugare le due cose. Sono tanti anni che alleno e sono capitato in un posto dove non mi sarei mai aspettato di capitare”.
Infine, Baldini ha riflettuto sul proprio cammino professionale e umano, rivendicando quella coerenza che lo ha sempre contraddistinto, anche a costo di scelte drastiche: “Tutti hanno la propria storia, io ho un percorso, non dico complicato, ma ho vissuto sin da bambino certe situazioni e sono sempre stato in guardia, mi sono difeso. Quando ci sono certe situazioni so che do il peggio di me stesso, allora meglio andarsene”.
Con la nomina del nuovo presidente della FIGC e del futuro CT fissata per il 22 giugno, le sfide contro Lussemburgo e Grecia rappresenteranno un test fondamentale per capire se il futuro dell’Italia possa davvero poggiare sulle spalle dei talenti che Baldini ha curato con tanta dedizione.
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