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·30 July 2026
Bargiggia non ha dubbi: «Mancini voleva solo la Nazionale. Maldini? Vi svelo cosa è successo» – PODCAST

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·30 July 2026

Il giornalista Paolo Bargiggia in una lunga intervista ai microfoni di Calcionews24 si è soffermato sulla questione Nazionale e sul ritorno di Mancini sulla panchina azzurra.
MANCINI IN NAZIONALE – «Devo dire che la chat con Roberto Mancini, alla mia domanda su un suo ipotetico ritorno in Italia, perchè allora era solo ipotetico visto che era ancora alla guida del club del Qatar, avesse preferito allenare un club o una Nazionale, lui mi ha detto senza mezzi termini, e anche con altri messaggi nei mesi successivi, che comunque lui voleva tornare in Nazionale perchè, anche mettendo quell’emoticon sorridente, vuole vincere il Mondiale.
Come avete visto col suo permesso l’ho pubblicata e devo dire che si è capita da subito la volontà di Mancini di provare a tornare alla guida della Nazionale. Il suo pentimento secondo me è sincero perché qualche tempo fa c’era stata anche la possibilità che lui tornasse in un club, io gli avevo parlato del Napoli perché sapevo che De Laurentiis non avrebbe tenuto Conte. Però ho sempre sentito Mancini a livello di feeling sempre più orientato alla Nazionale. Se per me è stato difficile mantenere il riserbo su questa chat? Devo dire di no perchè comunque faccio questo mestiere da oltre 30 anni e bisogna saper mantenere segrete le fonti e i dialoghi e poi eventualmente nel momento giusto muoversi e tirarle fuori come in questo caso o comunque fare dei ragionamenti conoscendo all’origine la sostanza delle cose».
CASO MALDINI-LEONARDO-PIRLO – «Quello che è successo con Maldini, Leonardo e il povero Pirlo al centro delle polemiche è abbastanza chiaro, io l’ho raccontato in un reel. Molto semplicemente è stato utilizzato Pirlo, che era la scelta di Maldini dopo aver sondato prima Ancelotti e poi Guardiola, peraltro una cosa molto strana perchè Ancelotti e Guardiola non si sposano assolutamente… Guardiola avrebbe potuto essere un progetto di qualità, di far tornare la tecnica nel calcio italiano; Ancelotti invece è un allenatore conservatore che tenta sempre di andare sul sicuro e oltretutto tesserato per la Federazione Brasiliana. Secondo me l’errore strategico fatto da Maldini e Leonardo è stato quello di non essere riusciti a tenere segreta questa missione segreta a Barcellona per Guardiola sapendo che comunque sarebbero state veramente poche le possibilità di ingaggiarlo quindi forse una maggiore segretezza non avrebbe alimentato speranze e poi disillusioni. Devo dire che anche venerdì in Lega Maldini è sembrato fin troppo aperto e fin troppo fiducioso ma questo è legato alla sincerità del suo carattere. L’uomo è così, va anche apprezzato. Lui ha detto “non è più un problema di soldi, stiamo aspettando Guardiola quindi dobbiamo far passare qualche giorno”.
E’ chiaro che poi c’è stato un corto circuito mediatico perchè Guardiola il sabato mattina, poche ore dopo, ha detto di no. Pirlo è sembrata una scelta di ripiego ma se guardiamo il curriculum chiunque lo sarebbe stato con Guardiola. Però era una scelta coerente con quello che aveva spiegato Leonardo: un allenatore con principi di calcio e visione simili e che collimassero con la guida tecnica, vale a dire con le idee di Maldini e Leonardo. Pirlo è un allenatore dalla dimensione internazionale, alla Juve non aveva mai allenato una Prima squadra e ha vinto due trofei e ha cercato di giocare bene a calcio. Secondo me era una buona opzione. Quale è stato il problema? Pirlo è stato volutamente massacrato sui giornali sia per il curriculum sia per la questione della sponsorizzazione con l’agenzia di Betting russa che secondo me è una cosa veramente ipocrita perchè allora dovrebbero togliersi la metà dei politici dal Parlamento. E invece è stata proprio la politica a cominciare a criticare Pirlo. Parlo dei politici perchè molti prima della guerra avevano rapporti con la Russia, ma ora questo non è importante. Quello che conta è spiegare che è stato tutto strumentale, soprattutto uno scrivere quasi sotto dettatura di certi giornali, mi riferisco ai giornali di Cairo, Gazzetta, Corriere dello Sport, particolarmente bellicosi contro Pirlo. Il disegno era quello di interpretare il pensiero della Serie A che non voleva Maldini alla guida delle Nazionali per non rinunciare a dei privilegi e a degli Status Quo che gli sarebbero stati tolti da questa riforma di Maldini, con dei vincoli per i giovani nelle rose, magari con degli obblighi di dare dei calciatori per gli stage anche se non dentro il calendario della FIFA.
Quindi la Serie A ha fatto, anche attraverso un killeraggio mediatico, la guerra a Pirlo bruciandolo perchè Malagò è una persona sensibile, io direi anche troppo, alla pubblica opinione, agli umori e alla politica e ovviamente hanno messo Maldini nella condizione di lasciare. Era stato proposto a Maldini di provarci con Thiago Motta che era la sua seconda scelta dopo Pirlo ma Maldini con molta coerenza ha rinunciato e secondo me ha fatto bene perchè ha capito che alla fine in Italia della Nazionale, a prescindere dalle parole, frega a pochi, soprattutto a quelli che dovrebbero essere il serbatoio, la linfa per la Nazionale ovvero i club di Serie A che sono più interessati a fare i loro interessi soprattutto nella figura apicale di certi presidenti che vanno per la maggiore e si può ben capire chi siano». LEGGI L’ESCLUSIVA INTEGRALE SU CALCIONEWS24.COM
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