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·29 May 2026

Bari, al 29 ancora nessuno stadio indicato (ma è permesso). Le prossime scadenze e la disponibilità dell’Altamura

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Dopo due giorni di accesa querelle fra il sindaco di Bari Vito Leccese e Luigi De Laurentiis, la giornata odierna è stata abbastanza interlocutoria. A tornare sulla vicenda è stato esclusivamente il primo cittadino, che ha risposto ad alcune domande all’interno della trasmissione Chiedilo a Vito, in programma su Telebari. Per il resto, ogni discorso sarà verosimilmente rinviato alla prossima settimana, quando potrebbe essere previsto un incontro fra la massima carica comunale e l’amministratore unico del club, per provare a trovare un punto d’intesa. Resta sullo sfondo la questione di nuovi possibili gruppi imprenditoriali interessati, con Massimo Ferrero che questa mattina è entrato in scena, anche se il suo nome difficilmente sarà preso in considerazione sia da Palazzo di Città sia dalla Filmauro.

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Scontro Leccese-De Laurentiis: il punto in casa Bari

Una cosa è certa: Vito Leccese non ha firmato il nulla osta (necessario proprio perché il club attualmente non è concessionario della struttura) che il Bari richiedeva e che avrebbe permesso, già entro la data di oggi, di inserire un impianto sportivo in cui disputare le gare casalinghe nel prossimo campionato. Si trattava in ogni caso di un documento interlocutorio, dato che l’obbligo di completare tutte le richieste scade il prossimo 16 giugno. Ci sarà del tempo per parlarsi, anche se la volontà del primo cittadino sembra quella di usare questa leva (probabilmente l’unica a disposizione della politica per provare a forzare la mano con De Laurentiis) per convincere la proprietà a mostrare le carte. È sicuramente un’arma spuntata, visto che il percorso che dovrebbe portare la SSC Bari ad avere la concessione del San Nicola è in corso e difficilmente potrà essere cambiato.

Nonostante in questi giorni un pool di avvocati stia valutando la revoca del bando — emanato qualche mese fa e per il quale l’unica proposta completa e ritenuta ammissibile è stata proprio quella del club biancorosso (altre domande erano presenti, ma incomplete: a quanto ci risulta, una sarebbe quella di Lucente Spa) — è assolutamente inverosimile che ciò possa avvenire. Non vi sarebbero i margini di legge per agire in tal senso, e il rischio di ricorsi sarebbe molto alto. Entro pochi mesi, dunque, il San Nicola dovrebbe comunque andare al club, anche se ciò non avverrà in tempo per l’iscrizione al campionato. Senza nulla osta, la società dovrà quindi indicare un altro stadio: tutto fa pensare che possa essere quello di Altamura, con il Bari che ha già dato il suo ok.

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Le parole di Leccese

Sul tema, come detto, è intervenuto oggi anche Leccese. «Al di là delle questioni tecniche», ha affermato il sindaco a Telebari, «nella seconda lettera ho posto la questione del rispetto nei confronti della città che ha accolto i De Laurentiis. Non ho fatto nulla se non chiarire che nessuno deve mancare di rispetto alle istituzioni rappresentative di questa città e a tutta la comunità. Pensavano di abusare di questo mio garbo istituzionale. Quando c’è di mezzo il destino di questa città, non si scherza. Nella prima nota ho fatto una richiesta precisa: mostrare a me e alla città il piano industriale legato anche alla vendita. È un atto dovuto rispetto alla città, io non parlo come un tifoso ferito».

Leccese è tornato anche sulla durata del bando, specificando come quest’ultimo «non poteva non essere quinquennale perché non era ad personam, era aperto a tutte le imprese con i requisiti richiesti. Mi sarei aspettato una platea larga, visti i costi bassi. Non si è presentato nessuno. La revoca in autotutela va valutata sul piano tecnico e giuridico, non politico».

Chiosa finale sui possibili investitori interessati al club: «Negli ultimi tempi ci sono state richieste di informazioni da parte di alcuni gruppi locali; da questo si evince che c’è un interesse vero per la città e la sua squadra».

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