Bernardeschi si toglie qualche sassolino: «Dicevano che ero finito e fallito, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi. Nazionale? Penso questo»  | OneFootball

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·8 April 2026

Bernardeschi si toglie qualche sassolino: «Dicevano che ero finito e fallito, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi. Nazionale? Penso questo» 

Article image:Bernardeschi si toglie qualche sassolino: «Dicevano che ero finito e fallito, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi. Nazionale? Penso questo» 

Federico Bernardeschi si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, e ha parlato anche della nazionale azzurra. Vediamo che cosa ha detto

Federico Bernardeschi, intervistato da Repubblica, ha parlato di varie tematiche. Di seguito le dichiarazioni dell’ex Juventus.

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ASTON VILLA – «Quante chance abbiamo di eliminare l’Aston Villa? Cinquanta noi e cinquanta loroDeve ancora iniziare, ci mancherebbe non fossi ottiista. Loro sono una grande squadra, ma noi possiamo giocarcela. Dobbiamo approcciarla con intensità stando molto concentrati sui dettagli che a questi livelli fanno la differenza, sono fondamentali. Al Dall’Ara ne abbiamo sbagliate tante forse perché siamo più frenetici, vogliamo risolvere tutto subito mentre fuori giochiamo con più pazienza, palleggiamo di più e aspettiamo che si aprano gli spazi, coi tempi giusti» 

CALCIO ITALIANO – «Sono rimaste squadre diverse da quelle che si immaginava, ma non è giusto dire che il calcio italiano non va avanti. Sono fasi, momenti, coincidenze. L’Inter se la rigioca cento volte contro il Bodo non viene mai eliminata, la Juve poi è uscita per un soffio. Ricordiamoci che negli ultimi tre anni l’Inter ha giocato due finali di Champions, che l’Atalanta ha vinto l’Europa League due anni fa, che la Roma ha vinto la Conference nel 2022 e poi la Fiorentina ha giocato due finali nel ’23 e nel ’24. Facciamoci i complimenti anche quando le cose vanno bene e non guardiamo solo a quello che fanno gli altri. Tolta la Premier, la serie A è l’unico campionato europei in cui ci sono sei squadre in corsa per lo scudetto. In Francia e Germania non c’è competizione, in Spagna se la giocano due squadre su 38» 

NAZIONALE – «Non è vero che la Nazionale italiana ha poca qualità. Troppi italiani godono delle sconfitte? Godere forse no, ma è vero che si è creato intorno alla Nazionale un clima quasi di rassegnazione, di tragedia imminente, un’atmosfera che non fa bene a nessuno, non alla squadra né ai giocatori né al Paese. Perché poi quando si vince un Mondiale, vinciamo tutti. Mancata convocazione di Gattuso? Ho capito la scelta del ct, ci poteva stare anche se stavo facendo bene. Ero fuori da tre anni, si era formato già un gruppo solido. Per me la Nazionale però non è ancora un discorso chiuso» 

SUL SUO FUTURO «I cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi, avevo perso la preparazione, mi servivano un paio di mesi per ingranare. Bilancio personale dunque è già positivo? Ditelo voi, io direi di sì. Ho avuto la conferma di quel che pensavo di me. Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi, ero sicuro che ce l’avrei fatta. Tecnicamente poi con Italiano ho aggiunto ancora qualcosa, come specifici movimenti, nel mio bagaglio tecnico. Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno e poi vediamo. Il Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa fisso, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi» 

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