Biasin svela il retroscena estivo su Koné: «Il suo entourage si presentò in casa Inter e disse questa cosa…» | OneFootball

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·8 April 2026

Biasin svela il retroscena estivo su Koné: «Il suo entourage si presentò in casa Inter e disse questa cosa…»

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Biasin, durante il podcast “Cose Scomode”, ha ricostruito il mancato passaggio del centrocampista ai nerazzurri

Il calciomercato vive spesso di incastri mancati e decisioni improvvise, e il caso Manu Kone rappresenta perfettamente questa dinamica. Intervenuto ai microfoni di Aura Sport, Fabrizio Biasin ha svelato i dettagli di una trattativa che avrebbe potuto portare il francese alla corte di Cristian Chivu, ma che si è scontrata con la ferma volontà di Gian Piero Gasperini. Secondo la ricostruzione, la dirigenza della Roma aveva inizialmente aperto alla cessione per motivi di bilancio: «Quando la scorsa estate, l’entourage di Kone si presenta in casa Inter e dice “Signori, c’è la possibilità di prendere Kone”. Perché alla Roma hanno necessità di fare una plusvalenza. L’Inter dice “benissimo, facciamo questo affare”».

Tuttavia, l’accordo è sfumato in tempi record a causa del veto posto dall’allenatore giallorosso. Biasin ha infatti raccontato come il fronte capitolino abbia fatto marcia indietro quasi istantaneamente: «5 minuti dopo dicono “Ah no scusate, abbiamo scherzato, Gasperini non libera Kone“». Una scelta che ha avuto ripercussioni dirette sulle strategie della Roma, poiché il club ha poi chiarito al tecnico che la permanenza del centrocampista avrebbe limitato gli investimenti in entrata: «Ok, ti teniamo Kone, però quei soldi lì non te li possiamo dare per prendere altri».


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Biasin, il rapporto Gasperini-Roma e il paragone con Bergamo

L’analisi si è poi spostata sulla gestione del tecnico e sulle aspettative legate alla sua avventura nella Capitale. Biasin ha sottolineato come le pretese di Gasperini debbano scontrarsi con la realtà finanziaria del club, suggerendo che la ricerca della perfezione organizzativa fosse più semplice nella sua precedente esperienza: «Se chiami Gasperini è perché pensi che lui ti possa dare qualcosa in più. Se voleva la perfezione, sapete cosa doveva fare? Restare a Bergamo, era il Paradiso da quel punto di vista».

Il giornalista ha concluso evidenziando come l’allenatore fosse consapevole della sfida accettata: «Quando Gasperini accetta la destinazione Roma, sa perfettamente dove sta andando. La società ti può mettere a disposizione tutto quello che può ma fino ad un certo punto».

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