Calcionews24
·14 May 2026
Binaghi non le manda a dire: «Derby? Il tennis non si sposta perché un deficiente ha fatto il calendario di Serie A con i piedi!»

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Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, ha commentato le recenti polemiche legate alla programmazione del derby di Roma durante gli Internazionali d’Italia. Intervenendo dopo la vittoria di Jannik Sinner contro Andrey Rublev, ha espresso il suo disappunto riguardo alla coincidenza del calendario calcistico, sottolineando come in passato il tennis si sia sempre adattato agli orari degli eventi calcistici. Binaghi ha messo in dubbio la gestione del calendario calcistico, ironizzando sulla figura di Andrea Butti, responsabile della programmazione della Serie A, accusato di aver organizzato il campionato con poca attenzione. La discussione solleva riflessioni sul rispetto dei diritti degli altri sport.
FINALE TUTTA ITALIANA? – «Io mi accontenterei prima di tutto di avere un italiano in finale, di fronte al presidente della Repubblica proveremo a fare tutto il possibile per un epilogo che sarebbe straordinario. Però ci sono gli avversari che sono molto forti, sono stati uno numero 1 del mondo e un altro quasi (Medvedev e Ruud, ndr). Noi abbiamo il campione del mondo stanco e poi un grande combattente, un ragazzo che trascinerà il pubblico e si farà trascinare dal pubblico che è Darderi».
DERBY DI ROMA – «De Siervo e Simonelli sono due dirigenti preparati, forse gli unici nel mondo del calcio, non so nemmeno quanto dipenda da loro tutto questo. Però che si sia fatto un calendario a giugno con il derby di Torino durante le Finals, poi anticipato con un dialogo personale con De Siervo, e qui rimangono la finale di Coppa Italia e derby di Roma, mi fa pensare proprio a delle grandi coincidenze»
ANCORA SUL DERBY – «Come diceva Andreotti? A pensare male spesso si fa peccato ma qualche volta non ci si sbaglia…. Secondo voi dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiedetelo all’opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni. Non capisco perché noi ci dovremmo spostare quando c’è un “deficiente”, così ho letto sul Corriere della Sera, che ha organizzato un campionato di calcio con i piedi»







































