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·21 April 2026
Bologna, il mercato è stato deficitario: così è quasi impossibile fare meglio. Rossoblù a un bivio

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·21 April 2026

Bologna, senza inserire più giocatori di livello è impossibile fare meglio delle ultime stagioni. Rossoblù a un bivio. Il commento
La netta sconfitta contro la Juventus ha chiuso una settimana decisamente turbolenta per il Bologna di Vincenzo Italiano. L’eliminazione dall’Europa League e la recente debacle all’Allianz rendono piuttosto complicata una nuova qualificazione europea per i felsinei.
L’eliminazione e l’uscita di scena dall’Europa hanno dato adito a diversi interrogativi sul futuro di casa Bologna. Tuttavia senza dare inutili allarmismi, il quadro generale è figlio di un mercato non all’altezza per quelle che sono le aspettative intorno ai rossoblù. L’arrivo di Italiano sotto i Portici ha giocoforza alzato l’asticella, in particolar modo dopo uno storico trionfo (Coppa Italia) a tantissimi anni di distanza dall’ultima volta.

Per fare ancora meglio serve un mercato di alto livello. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Tuttavia tra alzare l’asticella e vivere nell’illusione c’è una differenza sostanziale. Perché parlo di illusione? Provo a fare chiarezza. L’ambizione è sicuramente parte di un processo di crescita, ma per far sì che questo prenda forma ci sono degli aspetti, tra cui il mercato, che devono andare di pari passo.
Analizzando la stagione corrente si evince che il Bologna ha raggiunto una finale di Supercoppa Italiana eliminando l’Inter (636,30 milioni di valore rosa secondo Transfermarkt a fronte dei 275 dei rossoblù), un quarto di finale di finale in Europa League venendo eliminato dalla grande favorita alla vittoria finale e superando agli ottavi la ben più quotata Roma (454,50 milioni di valore rosa) e si è classificato (almeno per il momento) all’ottavo posto in campionato dietro a squadre con più qualità e disponibilità economica ben superiore. Si può fare di più? Sicuramente, ma a mio modo di vedere non con questo mercato, sicuramente deficitario.
Depauperare costantemente la rosa, privata annualmente dei propri migliori giocatori, porta a un ridimensionamento piuttosto palese, soprattutto se l’obiettivo diventa fare meglio dell’anno prima e se i partenti vengono rimpiazzati da scommesse. Zortea, Heggem, Vitík, Sohm, dopo i vari Dallinga, Pobega, Cambiaghi: chi per un motivo o per un altro non ha fatto alzare il livello o ha addirittura deluso.
L’esempio lampante ce lo fornisce il mercato di gennaio: l’Atalanta, a questo punto avversaria diretta dei felsinei vista la classifica, ha acquistato per 22 milioni di euro più bonus Raspadori, due volte campione d’Italia con il Napoli, dall’Atletico Madrid semifinalista di Champions. Il Bologna ha portato sotto i Portici Sohm in prestito dalla Fiorentina in lotta per la salvezza e João Mário in prestito fuori dal progetto tecnico della Juventus. Differenze sostanziali che a lungo andare rendono complicato sperare di fare meglio dell’attuale posizione di classifica, visto valore tecnico e disponibilità economica delle avversarie.
Ecco che quindi i rossoblù si trovano ora a un bivio: continuare a crescere, costruendo nel tempo una squadra che possa ambire ogni anno a giocare in Europa, acquistando calciatori più pronti senza cedere sempre i pezzi pregiati, o viceversa considerare questi due anni il non plus ultra e continuare per questa strada, tenendo conto però che a questo punto sarebbe quasi proibitivo ambire a una casella migliore dell’ottava.
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