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·12 April 2026

Boniek: “Claudio, così no. Serve unirsi per il quarto posto”

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Boniek commenta il caso Ranieri-Gasperini: polemiche inutili, focus sul quarto posto e fiducia nel progetto tecnico della Roma.

“Prendetevi un caffé a Trigoria e parlate”. Zbigniew Boniek, ex stella giallorossa, ha tra i suoi pensieri la Roma, a maggior ragione all’indomani dello scontro “in piazza” RanieriGasperini.


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Boniek sul caso Ranieri-Gasperini

Secondo lei da cosa origina questo botta e risposta? “Non conosco le dinamiche interne, ma l’intervento di Ranieri ha forse espresso una linea societaria, rispondendo cioè alle continue sollecitazioni di Gasperini che, in qualche modo, potevano mettere in dubbio il lavoro dei dirigenti. Però, secondo me, non avrebbe dovuto farlo in un modo così plateale prima di una partita importante: ci si doveva riunire in privato. In Italia siamo bravi a creare telenovele che poi non servono a niente”.

Questa tensione può ripercuotersi alla fine negativamente solo su società e squadra? “Non credo che queste polemiche possano intaccare il rendimento del gruppo, dico soltanto che sono inutili. La Roma è una realtà troppo grande, è una potenza, ha da tre anni il sold out all’Olimpico. I tifosi guardano oltre e non possono pensare che ci sia in corso un botta e risposta interno. Ecco perché bisogna mettere da parte le chiacchiere inutili. C’è un tempo per tutto. Si punti al quarto posto, poi si discuterà anche a muso duro. Ma dopo non prima”.

Per lei è condivisibile la strategia di mercato di Gasp, secondo cui sarebbero stati necessari più giocatori del livello Malen e Wesley? “È la sua valutazione, ma a che cosa è servito esporla? Solamente a creare polemiche. Gasperini voleva prendere più big, la società avrà fatto il suo per portarglieli. Cosa si voleva? Cercare alibi? Non servono, bisogna puntare agli obiettivi”.

I tifosi, in ogni caso, sono anche un po’ disorientati di fronte a questi confronti “ad alta voce”. “Mi piace Gasperini, ma sono anche innamorato per come Ranieri ha gestito la scorsa stagione. Non vorrei passare per il vecchio saggio che sa tutto, ma se fossi stato Claudio non avrei risposto a Gian Piero. Avrei cercato di incontrarlo dopo la partita per il bene del club”.

In che modo ha inciso finora Gasperini? “La Roma con lui sta giocando un calcio diverso rispetto a quello di Ranieri. Non dico migliore o peggiore, ma diverso. Dicono che abbia un carattere difficile, non ho elementi per dirlo. Tuttavia la differenza la fanno i giocatori. Penso che la Roma abbia pagato il contraccolpo del 3-3 con la Juve, avesse chiuso sul 3-1 avrebbe preso altri 6/7 punti. E non staremmo qui a parlare. Comunque sia, per me è l’allenatore giusto, non ho sentori di cambiamenti”.

Come può essere migliorata la rosa? “Non si può dire ora se servono due difensori o due centrocampisti. È una questione di responsabilità”.

Una maggiore presenza a Roma dei Friedkin avrebbe evitato quest’ultimo scontro? “Un presidente presente tutti i giorni di sicuro spegnerebbe certi focolai, ma i Friedkin sono così: gente per bene, ricca, che non ha mai rilasciato un’intervista. Non riusciremo certo a ‘italianizzarli’. E va bene così”.

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