Brahim Diaz fatica contro Haiti: come è andata l’ultima partita della fase a gironi per l’obiettivo della Juve | OneFootball

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·25 June 2026

Brahim Diaz fatica contro Haiti: come è andata l’ultima partita della fase a gironi per l’obiettivo della Juve

Article image:Brahim Diaz fatica contro Haiti: come è andata l’ultima partita della fase a gironi per l’obiettivo della Juve

Brahim Diaz, seguito molto attentamente dalla Juve, viene sostituito nella ripresa dopo aver fallito una grandissima opportunità sotto porta

La fase a gironi del Mondiale si chiude con un importante sorriso per il Marocco, che stacca ufficialmente il pass per il prossimo turno grazie al successo per 4-2 su Haiti nell’ultima giornata. Con questo prezioso risultato la selezione nordafricana si qualifica come seconda nel girone, alle spalle della capolista Brasile. Nonostante la pioggia di reti e la festa per il traguardo raggiunto, è stata una partita opaca per Brahim Diaz, che non ha brillato particolarmente sul campo da gioco, confermando quel trend altalenante che sta caratterizzando le sue ultime apparizioni nel torneo internazionale proprio mentre la dirigenza della Juventus continua a seguirlo con grandissimo interesse come possibile colpo per la trequarti.


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Il fantasista di proprietà delle Merengues è rimasto in campo per 70 minuti prima di lasciare il campo a Ounahi nel corso della ripresa, disputando una gara con sprazzi di buona qualità ma caratterizzata da una evidente mancanza di lucidità nei momenti chiave. Il calciatore ha gestito i ritmi della manovra offensiva con una buona pulizia tecnica, come dimostra l’82% di passaggi precisi, muovendosi molto tra le linee per dettare il passaggio ai compagni. Sulla sua prestazione complessiva pesa però come un macigno l’unico un tiro effettuato verso lo specchio della porta avversaria, trasformatosi in una grande occasione da rete mancata a tu per tu con il portiere, un errore non da lui che ha tolto brillantezza al reparto offensivo.

I dati statistici del numero dieci raccontano di un match vissuto a sprazzi, con 37 tocchi totali e un apporto nell’uno contro uno inferiore rispetto ai suoi standard abituali, avendo completato appena un dribbling riuscito su due tentati. L’ex milanista si è comunque reso utile in fase di non possesso palla offrendo un buon contributo con ben 4 recuperi difensivi, a testimonianza di un atteggiamento generoso e di una prestazione globale che alla fine non è stata male, anche se è mancata un po’ di concretezza. La Vecchia Signora continuerà a monitorare la situazione, ben consapevole che il talento classe 1999 preferirebbe rimanere a Madrid nonostante il forte corteggiamento.

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